“Basta con le ‘sparate elettorali’. Per fare verità non servono luoghi comuni e accuse generiche, ma fatti e circostanze precise: il senatore Lumia esca dall’equivoco portando le eventuali prove ai magistrati e chiarendo una volta per tutte se si riferisce alle Gran Logge regolari e ufficiali, e segnatamente al Grande Oriente d’Italia, oppure a pseudomassonerie che nulla hanno a che fare con le vere Obbedienze, assumendosene le responsabilità. Troverà sempre in noi i più convinti sostenitori della legalità”. Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, replica così al senatore del Pd, Giuseppe Lumia, componente della commissione parlamentare Antimafia, che partecipando a Reggio Calabria al corteo della Gerbera gialla 2011, ha sostenuto che “il rapporto mafia-politica, mafia-imprese, mafia-massoneria sono i tre pilastri su cui poggia oggi la ‘ndrangheta”.
“Visto che da decenni si ha la decenza di bollare certi fenomeni quantomeno come ‘massoneria deviata’ – rimarca Raffi – è necessario fare assoluta chiarezza. Lumia, che è anche membro della commissione Antimafia, dovrebbe supportare queste sue affermazioni con prove concrete o tacere”. “Il Grande Oriente d’Italia – spiega il Gran Maestro di Palazzo Giustiniani – è erede della Massoneria di Garibaldi e di Meuccio Ruini, padre della Costituzione repubblicana. Nella trasparenza che contraddistingue l’Istituzione, denunciamo ancora una volta l’abuso del termine ‘massoneria’, accostato puntualmente e in maniera superficiale se non strumentalmente comoda ai peggiori misfatti mafiosi, tanto dai media quanto da esponenti politici”.
“Ma le chiacchiere stanno a zero – taglia corto Raffi – basta con accostamenti a ‘cappucci’ che tramano nell’ombra e massoni che fanno da quinta a romanzi criminali. Dire le cose come stanno, e circostanziarle, è il primo dovere nei confronti delle vittime delle violenze. Non lanciare accuse facili – conclude Raffi – è anche una questione di estetica e di educazione per i giovani, che devono avere il diritto alla libertà e alla verità”.
Ottantasei anni, 45 di Massoneria. Una vita di lotte per la libertà contro la follia nazifascista e ogni totalitarismo. Nel secondo giorno dei suoi lavori, la Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia, riunita a Rimini, con l’orgoglio e la commozione di più di mille Fratelli riuniti solennemente nel Tempio, ha eletto per acclamazione Nedo Fiano ‘Gran Maestro Onorario’ del GOI. Con lui sono stati eletti Gran Maestri Onorari anche Giuseppe Abramo, Gran Segretario della Libera Muratoria di Palazzo Giustiniani ed esperto di studi ebraici, e Santi Fedele, docente di Storia Contemporanea presso l’Università di Messina.
“E’ stato un momento di grande commozione”, spiega Fiano, che nel ringraziare tutti i Fratelli Liberi Muratori lancia un messaggio forte ai giovani e agli studenti: “Cercate di ricordare cosa è accaduto e preparatevi a difendere il vostro diritto e il diritto degli altri”. Nedo Fiano, dirigente d’azienda, scrittore e ricercatore economico, è uno dei sopravvissuti all’inferno di Auschwitz e uno dei più attivi testimoni contemporanei dell’Olocausto nazista. Dopo la promulgazione delle leggi razziali fasciste nel 1938, Fiano dovette abbandonare la scuola a 13 anni perché di religione ebraica. Proseguì gli studi presso una piccola scuola organizzata autonomamente all’interno della comunità ebraica fiorentina. Il 6 febbraio 1944 venne arrestato dalla polizia fascista e rinchiuso nel carcere di Firenze; successivamente fu trasferito al campo di transito di Fossoli insieme con altri undici membri della sua famiglia.
L’11 maggio 1944 venne deportato, insieme a tutti i suoi familiari arrestati, presso il campo di concentramento di Auschwitz, dove arrivò il 23 maggio. La sua matricola di prigioniero era A5405. L’11 aprile 1945 venne liberato dalle forze americane nel campo di concentramento di Buchenwald, dove era stato trasferito dai nazisti in fuga. Fu l’unico superstite della sua famiglia alla tragedia della Shoah. Nel libro ‘A 5405. Il coraggio di vivere’, ha raccontato la sua esperienza di deportato. Sul suo braccio è stato impresso a fuoco il marchio con il numero assegnatogli nel campo di stermonio, ma il suo cuore e la sua libertà sono stati più forti della follia del filo spinato e della negazione dell’umanità.
Santi Fedele, professore ordinario di Storia contemporanea all’Università di Messina, ricopre attualmente l’incarico di Direttore del Dipartimento di Studi sulla civiltà moderna ed è delegato del Rettore per il Consorzio interuniversitario “Nettuno” e per il Centro di eccellenza delle Scuole di dottorato. Fa parte del Comitato scientifico della Fondazione di Studi Storici “Filippo Turati” di Firenze, della Fondazione “Giuseppe Emanuele e Vera Modigliani” di Roma, della Fondazione “Giacomo Mancini” di Cosenza e del Centro internazionale di studi garibaldini di Marsala. È Direttore dell’Istituto di Studi storici “Gaetano Salvemini” di Messina. Fa parte del Comitato scientifico delle riviste “Incontri Mediterranei”, “Hiram” e “Rivista storica dell’anarchismo”.
Tra le pubblicazioni principali: Storia della Concentrazione antifascista 1927/1934, prefazione di Nicola Tranfaglia, Milano, Feltrinelli, 1976; I repubblicani di fronte al fascismo (1919-1926), introduzione di Giovanni Spadolini, Firenze, Le Monnier, 1983; I repubblicani in esilio nella lotta contro il fascismo (1926-1940), Firenze, Le Monnier, 1989: Il retaggio dell’esilio. Saggi sul fuoruscitismo antifascista, Soveria Mannelli, Rubbettino 2000; Il liberalsocialismo meridionale (1935-1942), Messina, Edas, 2002; La Massoneria italiana nell’esilio e nella clandestinità 1927/1939, Milano, FrancoAngeli, 2005; Luigi Fabbri, Un libertario contro il bolscevismo e il fascismo, Pisa, BFS, 2006, Alessandro Tedeschi Gran Maestro dell’esilio, Bologna, il Mulino, 2008.
“Costruiamo su giovani e cultura: noi guardiamo al futuro”. Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, nella seconda giornata della Gran Loggia di Palazzo Giustiniani, in corso a Rimini, riassume così l’impegno della maggiore Obbedienza massonica, che conta più di 21.000 fratelli in tutta Italia. “La scommessa – spiega – è puntare sul risveglio delle coscienze, in ultima istanza sulla possibilità di decidere una storia diversa. Siamo in un cantiere aperto – rimarca l’avvocato ravennate alla guida del GOI – ma il nuovo patto di crescita degli italiani passa anche per la valorizzazione della cultura. Perciò bisogna lottare la fuga dei cervelli e offrire opportunità vere alla ricerca”.
Per il Gran Maestro, “il vero segreto dei massoni è la fratellanza: è questo sentimento che vogliamo portare nel vissuto del paese. Testimoni di unità e di speranza contro le catene delle divisioni. I 150 anni della storia unitaria – fa notare Raffi – sono anche un’occasione per riappropriarsi della consapevolezza che c’è stata e c’è un’Italia di cui essere fieri. Un’Italia fatta di uomini e donne che hanno lottato per i diritti di tutti: è questa l’Italia che ha vinto e vince ancora oggi contro i furbetti e i prepotenti, facendo strada alla rivoluzione dell’impegno, all’identità, a una virtù civile che è religione dell’umano e necessario legame tra diritti e doveri. E’ da queste tracce che occorre ripartire, vincendo le resistenze al dialogo”.
“Richiamiamo dall’esilio i valori del vivere insieme – è il messaggio del Grande Oriente d’Italia – e costruiamo quell’utopia razionale che si chiama Patria: una realtà che non è conclusione ma inizio di una nuova unità, quella che potrà essere realizzata per riappropriarci delle ragioni che hanno cementato, pietra su pietra, la costruzione dello Stato per rilanciare la scuola pubblica, la giustizia sociale, per dare a ognuno la possibilità di scegliere come vivere e morire. Questa è la nostra storia – conclude Raffi – e vogliamo viverla con passione e ragione. Dopo 150 anni, per restare insieme e costruire il futuro”.
In presa diretta a raccontare la Gran Loggia. Per la più importante assise annuale della Libera Muratoria di Palazzo Giustiniani, Goi tv mette in campo il multimediale e presenta agli internauti del sito www.grandeoriente.it, i due Talk Show di approfondimento, che hanno assicurato significativi contributi di pensiero alla riflessione del GOI su una nuova idea di Paese. Il primo appuntamento, L’Italia che non c’è, tra silenzi e ombre. L’idea di patria come senso dello stare insieme, è stato condotto da Alessandro Cecchi Paone, divulgatore scientifico, e ha visto gli interventi di Aldo Masullo, Università di Napoli, Fulvio Conti, Università di Firenze e Paolo Peluffo, consigliere della presidenza del Consiglio dei ministri.
“C’è una grande voglia di celebrare e festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia: senza fasti, ma con il senso di ritrovarsi come comunità”, ha spiegato Paolo Peluffo, consigliere della presidenza del Consiglio. “La Massoneria – ha rimarcato nel suo contributo ai lavori – ha dato un contributo fondamentale all’Unità d’Italia e sta facendo un lavoro scientifico e prezioso, che ha il patronato del Comitato, e ci sta seguendo in alcuni dei luoghi della memoria, aiutando a riscoprire tanti patrioti che sono stati massoni. I monumenti vengono restaurati e cerchiamo di raccontarli ai giovani, insieme al Grande Oriente d’Italia. Le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia – ha sottolineato ancora Peluffo – sono un’occasione per dare una testimonianza e aumentare la coesione nazionale, allontanando i rischi di divisione”.
Particolarmente apprezzato l’intervento del filosofo Aldo Masullo, che nell’assise di Rimini ha conquistato con le sue riflessioni il folto pubblico che assiepava la Sala Polivalente del Palacongressi, prima di lanciare una proposta per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia: realizzare un monumento alla donna ignota, contro ogni sottomissione e silenzio. Per l’autore de Il Tempo e la grazia, infatti, “mentre si trovano centinaia di uomini illustri cui dedicare monumenti, stranamente se si pensa alle donne è difficile trovare un nome. Non perché le donne non abbiano dato un grande contributo allo sviluppo e al progresso civile, ma perché – ha spiegato Masullo – le donne non hanno mai avuto nome. Il loro nome è stato sempre cancellato dalla sopraffazione dell’uomo che non soltanto si è fatto largo nella vita civile, ma si è anche appropriato dei tesori nascosti che il sacrificio e l’intelligenza femminile hanno saputo portare al nostro vissuto”. Nel percorso che resta da compiere per superare l’incompiuto del Paese, il filosofo ha evidenziato così il bisogno di “un confronto aperto e di qualità, senza maschere. Bisogna mettere sul tavolo tutte le proprie possibilità e sofferenze, insieme alle speranze e alle lotte . All’Italia – ha messo in chiaro il docente di Filosofia morale – manca la capacità di unirsi dei vari cittadini. E manca anche la capacità di vergognarsi. Perché non solo bisognerebbe agire bene, ma perlomeno vergognarsi quando si agisce male”. “Non appartengo alla Massoneria – ha concluso Masullo – ma sono venuto con piacere a questo confronto nella Gran Loggia perché ritengo che in una situazione di estremo smarrimento e dispersione, occorre che tutte le forze vive si uniscano e stabiliscano un dialogo continuo per individuare quali siano le linee di una ripresa della nostra vita civile”.
Il secondo Talk Show, La pagliuzza dell’altro. Crisi della ragione e intolleranza dinanzi alla sfida del separatismo e del multiculturalismo, è stato condotto da Valerio Zanone, presidente del Comitato scientifico del Grande Oriente per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, e con analogo successo di pubblico e di critica,
Anche quest’anno i Liberi Muratori italiani, riuniti a Rimini per la Gran Loggia di primavera, accolgono nel loro Tempio la società civile e le Istituzioni per il consueto messaggio che il Gran Maestro rivolge al Paese. Tale tradizione, ormai pienamente consolidata, risponde alla necessità dell’istituzione massonica di rendere sempre più chiari ed intellegibili gli scopi e le finalità che persegue, in un quadro di trasparenza e dialogo continuo con la realtà pubblica e sociale. Il Grande Oriente è sì una realtà esoterica e spirituale, ma non per questo può esimersi dallo svolgere un compito inevitabilmente interdipendente dalla società, quello di agenzia etica e civile, che contribuisca a formare cittadini migliori e che stimoli conseguentemente il dialogo e la tolleranza, sempre al servizio del Paese in cui operiamo da più di due secoli. Il titolo distintivo di questa Gran Loggia è: “Dopo 150 anni per restare insieme”, e vuole essere un contributo di pensiero e azione alle celebrazioni dell’Unità d’Italia.
All’Italia manca la capacità di unirsi e di vergognarsi, serve un confronto senza maschere
Un monumento alla donna ignota, contro ogni sottomissione e silenzio, come segno di impegno per i 150 anni dell’Unità d’Italia. La proposta è del filosofo Aldo Masullo e arriva nella Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia, che si è aperta oggi a Rimini sotto il titolo ‘Dopo 150 anni per restare insieme’. Nel talk show ‘L’Italia che non c’è, tra silenzi e ombre’, condotto da Alessandro Cecchi Paone, il pensatore de ‘Il Tempo e la grazia’ sottolinea che “mentre si trovano centinaia di uomini illustri cui dedicare monumenti, stranamente se si pensa alle donne è difficile trovare un nome. Non perché le donne non abbiano dato un grande contributo allo sviluppo e al progresso civile, ma perché – rimarca Masullo- le donne non hanno mai avuto nome. Il loro nome è stato sempre cancellato dalla sopraffazione dell’uomo che non soltanto si è fatto largo nella vita civile, ma si è anche appropriato dei tesori nascosti che il sacrificio e l’intelligenza femminile hanno saputo portare al nostro vissuto”.
Nel percorso che resta da compiere per superare l’incompiuto, Masullo sottolinea così il bisogno di “un confronto aperto e di qualità, senza maschere. Bisogna mettere sul tavolo tutte le proprie possibilità e sofferenze, insieme alle speranze e alle lotte” . “All’Italia – mette in chiaro il docente emerito di Filosofia morale – manca la capacità di unirsi dei vari cittadini. E scherzosamente aggiungo che manca anche la capacità di vergognarsi. Perché non solo bisognerebbe agire bene, ma perlomeno vergognarsi quando si agisce male. E siccome in Italia sia negli individui sia nelle istituzioni, il che è peggio, ci sono molti casi di un’azione che non risponde ai doveri che toccherebbe a ciascuno rispettare, la cosa peggiore è che non soltanto si violano delle norme e dei doveri soprattutto di carattere istituzionale, ma non ci si vergogna. Vico – ricorda Masullo – diceva che il pudore, cioè la vergogna, è quello che dà valore al diritto. Perché solo quando ci si vergogna è come se si accettasse la giustezza del diritto che ci punisce o del giudice che ci condanna. Noi napoletani – sorride il filosofo – spesso diciamo che è venuto meno anche ‘o ‘scurno’, la vergogna”.
“Non appartengo alla Massoneria – spiega ancora il filosofo – ma sono venuto con piacere a questo confronto nella Gran Loggia perché ritengo che in una situazione di estremo smarrimento e dispersione, occorre che tutte le forze vive si uniscano e stabiliscano un dialogo continuo per individuare quali siano le linee di una ripresa della nostra vita civile. Il Risorgimento – fa notare il pensatore partenopeo – significa ‘rigenerazione’, cioè nuova nascita. E’ vero che ogni volta i popoli nascono così come noi ogni volta rinasciamo, ma è pur vero che vi sono delle ‘rinascite’ di particolare significato, perché vanno al di là di periodi di grave crisi che ci hanno portato vicini alla dissoluzione e alla morte. Sono colpito dalla presenza di tanti giovani, di tutti coloro che guardano al futuro con ingenua speranza. E mi rendo conto che noi ‘vecchi’ dobbiamo, con tutti i mezzi, evitare che la loro speranza sia tradita. Perché tradire la speranza delle giovani generazioni – conclude Masullo – significa distruggere non solo le loro vite ma anche la continuità della civiltà italiana”.
A passo di marcia e suonando. A sorpresa nella Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia, che si è aperta oggi a Rimini, è arrivata la banda dei Bersaglieri di Ascoli Piceno. Tra gli applausi di migliaia di fratelli della maggiore Obbedienza massonica italiana, la Banda ha eseguito alcuni brani musicali.
Mille voci dei fratelli liberi muratori hanno cantato l’Inno di Mameli sulle note della Banda per un momento di commozione, prima che i bersaglieri lasciassero il Tempio con il pavimento a scacchi bianco e nero con il tradizionale passo.
“C’è una grande voglia di celebrare e festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia: senza fasti, ma con il senso di ritrovarsi come comunità. La Massoneria, che ha dato un contributo fondamentale all’Unità d’Italia, sta facendo un lavoro scientifico e prezioso, che ha il patronato del Comitato, e ci sta seguendo in alcuni dei luoghi della memoria, aiutando a riscoprire tanti patrioti che sono stati massoni. I monumenti vengono restaurati e cerchiamo di raccontarli ai giovani, insieme al Grande Oriente d’Italia”. Così Paolo Peluffo, consigliere della Presidenza del Consiglio dei ministri, intervenendo al talk show ‘L’Italia che non c’è, tra silenzi e ombre’, che ha aperto stamane la Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia, a Rimini.
“Le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia – sottolinea Peluffo – sono un’occasione per dare una testimonianza e aumentare la coesione nazionale, allontanando i rischi di divisione. Non solo è possibile questo dialogo tra la cultura e la nostra gente – conclude – ma sarebbe colpevole non promuoverlo”.
Cari Amici del Circolo, LE TAVOLE DEL 2010 – AQC 11 sono pronte e le consegneremo a chi le desidera a Rimini dove saremo come di consueto al nostro posto tra gli editori, da Venerdì 1° Aprile a Domenica 3 Aprile. Il libro contiene solo gli atti del 2°SEMINARIO EUROPEO DI STUDI MASSONICI del 9 Maggio 2010, è molto bello e corposo e vi prego di consigliare ai vostri MMVV che saranno presenti a Rimini alla Gran Loggia di venirci a trovare e prendere una copia per la loro Loggia . E’ un documento molto importante perchè erano presenti alla Sala dei Notari a Perugia anche i Fratelli della Quatuor Coronati 2076 di Londra. Comunico quanto sopra in inglese anche ai Fratelli Europei che sono stati graditi ospiti l’anno scorso a Perugia. Un affettuoso saluto.
Fr. Raffaele Stoppini Presidente CCQC
Dear Brethren of all the European Research Lodges, referring to the SECOND EUROPEAN MEETING OF MASONIC STUDIES organized by our Lodge in Perugia in May 2010, I’m glad to let you know that we have printed a special english edition of THE PAPERS OF 2010 containing all the acts of the wonderful Meeting and we will bring these books in Rimini (we will be there from Friday April 1st to Sunday April 3rd) at the meeting of our Grand Lodge and our Grand Master Bro. Raffi will offer these books to all the foreign delegations of Masonic Families in friendship relations with our GOI. I hope to see you all. Your fraternally.
Significativa la partecipazione del Grande Oriente d’Italia
Primo appuntamento oggi al Museo del Risorgimento di Milano per il ciclo di incontri “All’Oriente d’Italia. Unità, Massoneria e Saperi tradizionali” che dal 28 marzo al 25 maggio affronterà la materia liberomuratoria in vari aspetti. Filosofia, storia, architettura, simbologia e addirittura cinema sono la trama in cui s’intersecano fatti, uomini e idee dell’Italia moderna, rigorosamente targati ‘Massoneria’.
“Prima dell’Unità. Dalla Massoneria italiana alla Carboneria” è il tema affrontato questo pomeriggio (ore 18) dagli accademici Antonino De Francesco e Paolo Virginio Gastaldi che è uno dei nostri esponenti di punta in questa manifestazione. Già presidente circoscrizionale della Lombardia e ora giudice della Corte Centrale del Grande Oriente d’Italia, insegna Storia Moderna all’Università di Pavia. La sua esperienza sarà fondamentale per delineare il percorso libertario che prima dell’unificazione del nostro Paese interessò – in diverso tempo – liberi muratori e carbonari, in un intreccio di uomini e situazioni.
Il 30 marzo, altri due nostri rappresentanti saranno protagonisti del secondo incontro. Il Grande Ufficiale Claudio Bonvecchio, dell’Università dell’Insubria e il Consigliere dell’Ordine Antonio Panaino, dell’Università di Bologna, dibatteranno il tema “La squadra e il compasso. Simboli e linguaggi della Massoneria”.
“Nessun giallo. Lo smarrimento di libri dei verbali delle riunioni, del registro delle presenze, del protocollo della posta, del libro matricola, oltre a documentazioni varie, venne denunciato ai Carabinieri dal Maestro Venerabile della Loggia in data 13.5.2010. Con tale denuncia il responsabile della Loggia ha attivato le ricerche a cura della Polizia Giudiziaria, così investita della notizia di un reato, perseguibile d’ufficio. Se ci fossero stati segreti da occultare, il Venerabile non avrebbe denunciato nulla, nemmeno lo smarrimento, atteso che non vi era nessun obbligo di legge che glielo imponesse”. E’ quanto dichiara il Gran Segretario del GOI, Giuseppe Abramo, in riferimento a quanto pubblicato da ‘Panorama’ e da Il Fatto Quotidiano’, sul cosiddetto ‘archivio’ della Loggia Italia-Domizio Torreggiani.
“I dati sensibili della Loggia Italia-Domizio Torreggiani – prosegue il Gran Segretario di Villa Il Vascello – i documenti storici e attuali dell’officina e dei suoi membri, sono depositati presso la sede nazionale del GOI, ai sensi della legge. E quelle carte – taglia corto Abramo – non nascondono misteri o tentativi di coprire alcun iscritto. Si ringrazia ad ogni modo per l’interessamento alla vicenda, augurandoci che del Grande Oriente d’Italia si possa conoscere in maniera approfondita l’impegno per l’umanità e la promozione del dialogo, e meno il solito film di trame massoniche cui ormai credono davvero in pochi”.
La terra Apuana, per la sua collocazione geografica e per la naturale propensione della sua popolazione agli ideali del Risorgimento, è stata direttamente coinvolta nel lavoro patriottico che ha contribuito in modo determinante alla realizzazione del processo unitario. Da Massa e Carrara si è levato prima che altrove il “Grido di Dolore” volto a chiedere l’Unità della Nazione. Massa e Carrara entrarono a far parte del Regno Sabaudo, ancor prima che l’Italia fosse unita. La Loggia Carlo Sforza di Massa organizza a Pontremoli, presso l’Hotel Napoleon, una sessione celebrativa per il 150esimo dell’Unità d’Italia. L’inizio delle celebrazioni è previsto per le 17:30 del 26 marzo con la presentazione del Maestro Venerabile Roberto Fantoni, a cui seguirà la relazione di Claudio Palandrani dal tema “Massoni e popolo della lunigiana nel processo di Unità Nazionale”.
Dal 28 marzo una serie di incontri su Libera Muratoria e Unità d’Italia impegnerà per due mesi il Museo del Risorgimento di Milano. Il ciclo di dibattiti e conferenze intitolato “All’Oriente d’Italia. Unità, Massoneria e Saperi tradizionali” farà luce sulla presenza liberomuratoria nel processo unitario del nostro Paese, evidenziando fatti, uomini e idee che hanno segnato la strada per l’ingresso dell’Italia nel novero degli Stati moderni.
Fino al 25 maggio tutte le conferenze, frutto della collaborazione tra il Comune di Milano, il Museo del Risorgimento, il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Milano e il Grande Oriente d’Italia, saranno realizzate nella sede del Museo del Risorgimento (via Borgonuovo 23, Milano) alle ore 18. L’iniziativa è inserita nel programma delle celebrazioni del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Protagonisti del primo incontro sono gli accademici Paolo Gastaldi e Antonino De Francesco che dibatteranno il tema “Prima dell’Unità. Dalla Massoneria italiana alla Carboneria”.
Il 28 marzo, alle 13,20, andrà in onda su TeleRomagna uno speciale sul Grande Oriente d’Italia, con la partecipazione del Gran Maestro Gustavo Raffi,e del Consigliere dell´Ordine, Antonio Panaino.
La trasmissione verrà ripetuta il 6 aprile, alle ore 18.
Dal 1 al 3 aprile al Palacongressi, il pensiero e l’impegno dei Liberi Muratori per un nuovo racconto d’Italia
“Sentinelle di speranza per un nuovo racconto identitario. Apriamo le porte al confronto con la società di cui siamo parte attiva ed energia morale, dando il nostro contributo di pensiero e di azione per costruire un’Italia più giusta e vera”. Così il Gran Maestro Gustavo Raffi, presenta la Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia che si terrà dal 1 al 3 aprile al Palacongressi di Rimini (via della Fiera, 52, www.grandeoriente.it). Tema della più importante assise della Massoneria di Palazzo Giustiniani è: ‘Dopo 150 anni per restare insieme’ e nell’anno delle celebrazioni per il centocinquantenario dell’Unità d’Italia vuole essere un luogo di confronto e di impegno condiviso per ripensare una nuova idea di Paese, fondata su responsabilità e progetti. Ricco come sempre il programma dei lavori, che va dalla riflessione sulle grandi questioni di attualità agli approfondimenti tematici, dall’offerta musicale alla comunicazione multimediale, per un appuntamento che coniuga tradizione e novità per gli oltre 21.000 Fratelli dell’Obbedienza e per i numerosi ospiti che come ogni anno potranno liberamente partecipare agli eventi aperti al pubblico.
Si inizia venerdì 1 aprile: alle ore 9.30, nella Sala Polivalente, il Gran Maestro Gustavo Raffi inaugura la Mostra “Immagini e documenti per l’Unità d’Italia”, a cura del Servizio Biblioteca. A seguire, “Italia 1861-2011, personalità e avvenimenti nella Filatelia massonica nazionale”, a cura dell’Associazione Italiana Filatelia Massonica. Alle 10, 30 il Talk Show ‘L’Italia che non c’è, tra silenzi e ombre. L’idea di patria come senso dello stare insieme’. Conduce Alessandro Cecchi Paone. Intervengono: Aldo Masullo, Università di Napoli, Fulvio Conti, Università di Firenze, Paolo Peluffo, Consigliere della presidenza del Consiglio dei ministri. Alle 17.30 Apertura del Tempio a ospiti ed autorità. “Intermezzo teatrale” con Emanuele Montagna – Scuola Teatro Colli, Bologna. A seguire, l’evento più importante della Gran Loggia: l’Allocuzione pubblica del Gran Maestro Gustavo Raffi, che traccerà le linee programmatiche con cui la Libera Muratoria di Palazzo Giustiniani intende contribuire a riscoprire il senso dello stare insieme come italiani. “In questo percorso, la grande scommessa – rimarca Raffi – è la Libertà e il coraggio del pensiero”.
Sabato 2 aprile il programma dei lavori prevede alle 15.00, nella Piazzetta “Paolo Ungari”, l’Incontro con gli Autori. L’evento, a cura del Servizio Biblioteca, vedrà gli interventi di Claudio Bonvecchio, ‘L’illuminismo dei Rosacroce di F.A.Yates’; Robert Cooper ‘Cagliostro, il mago massone’; Gian Mario Cazzaniga, ‘La massoneria nelle due Sicilie di Ruggero di Castiglione’; Stefano Bisi, ‘Massoneria@faq’; Filippo Cordova, ‘Massoneria e politica in Italia 1892-1908’; Lauro Rossi, ‘Giuseppe Garibaldi. Due secoli di interpretazioni’.
Alle 17.30 il Talk Show ‘La pagliuzza dell’altro. Crisi della ragione e intolleranza. Dinanzi alla sfida del separatismo e del multiculturalismo’. Conduce Valerio Zanone, presidente del Comitato scientifico del GOI per le celebrazioni 150°. Intervengono: Sergio Moravia, Università di Firenze; Maurizio Viroli, Università di Princeton; Gian Mario Cazzaniga, Università di Pisa. Alle 20,30 ‘Storia dell’Unità attraverso le grandi overture dell’opera’, Orchestra filarmonica Ex Tempore diretta da Marco Severi.
Da segnalare, nella tre giorni del GOI, i tanti eventi collaterali che fanno parte della storia e dell’offerta formativa della Gran Loggia. Tra questi, la Fiera del Libro nella quale editori specializzati in esoterismo, filosofia e Arte Muratoria presentano i loro
«La Massoneria fuori dal cerimoniale» 150° Il Comune cerca di rimediare. Non si fa attendere la risposta del Comune alla nota di disappunto inviata da Massimo Bianchi per il mancato invito della Massoneria alla seduta solenne del consiglio comunale dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia.
Il Comune s’appella alla legge 29 giugno 2010 n. 100. «L’organizzazione delle feste collegate al 150° anniversario dell’Unità d’Italia, è stata assorbita nell’ambito del cerimoniale previsto per le cerimonie nazionali» risponde il Comune «nello specifico, l’art. 5 di succitato decreto, nell’ambito delle sette categorie previste per le autorità che rivestono cariche pubbliche, individua 122 classi di autorità all’interno delle quali non è ricompreso il presidente della Massoneria Oriente di Livorno». «L’elevato contenuto istituzionale della cerimonia ha indotto gli uffici ad una interpretazione rigorosa del cerimoniale, senza che questo riflettesse un giudizio di valore storico. Nessun vulnus quindi, ma l’impegno di organizzare con la Massoneria un convegno che sia momento di riflessione sul contributo di idee dato dalla Massoneria al processo di unificazione nazionale».
Probabilmente alle sedute solenni dei consigli comunale e provinciale mancavano solo gli eredi degli Zuavi di Pio IX, la Militia Christi che ogni anno manifesta il 20 settembre contro Porta Pia e qualche esponente della nobiltà papalina. Per il resto la cronaca ci informa di un parterre assai affollato. Mi spiace – e lo ritengo un vulnus alla storia di questa città – che gli Uffici del Cerimoniale degli enti locali non abbiano invitato il presidente dell’Oriente di Livorno – che ovviamente non sono io – rappresentante di quella Massoneria che vide la partecipazione di gran parte dei patrioti di cui si celebra giustamente il ricordo. Una scortesia che voglio benevolmente attribuire alla scarsa propensione per lo studio della storia patria in generale e di quella locale in particolare. Naturalmente anche se impediti a farlo con i rappresentanti della nostra Comunità, celebriamo e festeggiamo l’unità e l’indipendenza nazionale.
Massimo Bianchi (Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani)
L’informazione del Grande Oriente d’Italia è sempre più multimediale. In occasione delle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, che vedono protagonista la Libera Muratoria di Palazzo Giustiniani con numerose iniziative su tutto il territorio nazionale, il sito ww.grandeoriente.it nella sezione Area Multimediale, presenta on line tutti i video integrali dei convegni del Goi. La formula scelta, oltre ad arricchire l’area di comunicazione offerta alla comunità massonica e soprattutto all’esterno, punta a riproporre integralmente e in stile di piena trasparenza i dibattiti e i confronti, rendendo anche ‘presenti’ agli eventi i Fratelli che non possono parteciparvi di persona.
Concluse le celebrazioni, il pacchetto multimediale costituirà, accanto alla pubblicazione degli atti ed ai Telegiornali di GoiTv, un ulteriore documento audio-video con il quale la Massoneria di Palazzo Giustiniani lancia il proprio messaggio di comunione e identità per il 150° dell’Unita’ d’Italia, dando voce a fatti e protagonisti, raccontando storie e approfondimenti con immagini e interviste.
Da Torino a Palermo, le telecamere del Goi, in presa diretta raccontano gli interventi di studiosi e degli alti gradi dell’ordine, il confronto offerto dal Gran Maestro Gustavo Raffi e il bisogno di un nuovo Risorgimento della Nazione per superare l’incompiuto della storia unitaria. Solo ieri era cronaca, oggi è già storia.
Per vedere e scaricare i video dei Convegni del 150° cliccare qui
La Massoneria rivendica il proprio ruolo centrale nella storia del Risorgimento italiano. Un ruolo che il gran maestro aggiunto del Grande Oriente d’Italia, Tonino Perfetti, reclama a piena voce nel giorno in cui si celebra il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
«Al processo di unificazione abbiamo contribuito grandemente attraverso i nostri figli che sono stati sacrificati sull’altare della Patria. Questo è stato messo in ombra – afferma Perfetti – e non pienamente valorizzato nelle manifestazioni svoltesi ieri perchè, ritenendo gli amministratori che i festeggiamenti siano parte esclusiva dell’attuale apparato statale, non hanno dato posto alla voce dalla massoneria tramite il suo maestro aggiunto presente nella città. I massoni cosentini hanno partecipato in maniera massiccia alla manifestazione svoltasi nel Vallone di Rovito non per celebrare il passato, non per piangere il loro dolore, ma per trovare forza nell’insegnamento di quei martiri ed in particolare, nell’insegnamento di Emilio Bandiera, il quale diceva: “Dobbiamo studiare la storia non tanto per conoscere il nostro passato, quanto per prevenire il futuro”».
Perfetti, poi, aggiunge: «L’unico intervento nel quale è stata ben sottolineata l’opera della Massoneria italiana è stato quello del sindaco, Salvatore Perugini, che ha posto in rilievo come furono gli ideali di uomini che si abbeverarono agli insegnamenti della Massoneria a creare un terreno fertile per pervenire all’unità del nostro popolo. É stato lo stesso sindaco, la sera prima, a dare il suo benvenuto nella città a tutti i rappresentanti della Massoneria calabresi». In città si sono riuniti in occasione dell’anniversario i rappresentanti di quasi tutte le logge calabresi e delle dodici logge bruzie.
«Un ringraziamento particolare voglio rivolgere a Salvatore Perugini per la laicità mostrata in occasione dell’incontro avuto con i rappresentanti dell’Obbedienza del Goi. A fronte delle prospettive di qualche ideologia che cerca di minare l’unità d’Italia, i massoni sono qui ancora una volta a testimoniare i valori risorgimentali che impediscono l’affermazione di ideologie velleitarie».