Roma 25 marzo 2011 – Massoneria: Abramo, Gran segretario GOI: nessun giallo su “archivio” Loggia Italia-Domizio Torreggiani né riapparizione di fantasmi di un passato condannato dalla storia

Roma 25 marzo 2011 – Massoneria: Abramo, Gran segretario GOI: nessun giallo su “archivio” Loggia Italia-Domizio Torreggiani né riapparizione di fantasmi di un passato condannato dalla storia

“Nessun giallo. Lo smarrimento di libri dei verbali delle riunioni, del registro delle presenze, del protocollo della posta, del libro matricola, oltre a documentazioni varie, venne denunciato ai Carabinieri dal Maestro Venerabile della Loggia in data 13.5.2010. Con tale denuncia il responsabile della Loggia ha attivato le ricerche a cura della Polizia Giudiziaria, così investita della notizia di un reato, perseguibile d’ufficio. Se ci fossero stati segreti da occultare, il Venerabile non avrebbe denunciato nulla, nemmeno lo smarrimento, atteso che non vi era nessun obbligo di legge che glielo imponesse”. E’ quanto dichiara il Gran Segretario del GOI, Giuseppe Abramo, in riferimento a quanto pubblicato da ‘Panorama’ e da Il Fatto Quotidiano’, sul cosiddetto ‘archivio’ della Loggia Italia-Domizio Torreggiani.

“I dati sensibili della Loggia Italia-Domizio Torreggiani – prosegue il Gran Segretario di Villa Il Vascello – i documenti storici e attuali dell’officina e dei suoi membri, sono depositati presso la sede nazionale del GOI, ai sensi della legge. E quelle carte – taglia corto Abramo – non nascondono misteri o tentativi di coprire alcun iscritto. Si ringrazia ad ogni modo per l’interessamento alla vicenda, augurandoci che del Grande Oriente d’Italia si possa conoscere in maniera approfondita l’impegno per l’umanità e la promozione del dialogo, e meno il solito film di trame massoniche cui ormai credono davvero in pochi”.

Roma, Villa il Vascello, 25 marzo 2011

 

Denuncia smarrimento documenti della Loggia Domizio Torreggiani [ Scarica file File Formato PDF Size 85.5 Kb ]

Roma 28 marzo 2011 – Speciale sul GOI.

Roma 28 marzo 2011 – Speciale sul GOI.

Il 28 marzo, alle 13,20, andrà in onda su TeleRomagna uno speciale sul Grande Oriente d’Italia, con la partecipazione del Gran Maestro Gustavo Raffi,e del Consigliere dell´Ordine, Antonio Panaino.

La trasmissione verrà ripetuta il 6 aprile, alle ore 18.

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Massa 26 marzo 2011 – Loggia Sforza di Massa, celebrazioni del 150°.

Massa 26 marzo 2011 – Loggia Sforza di Massa, celebrazioni del 150°.

La terra Apuana, per la sua collocazione geografica e per la naturale propensione della sua popolazione agli ideali del Risorgimento, è stata direttamente coinvolta nel lavoro patriottico che ha contribuito in modo determinante alla realizzazione del processo unitario. Da Massa e Carrara si è levato prima che altrove il “Grido di Dolore” volto a chiedere l’Unità della Nazione. Massa e Carrara entrarono a far parte del Regno Sabaudo, ancor prima che l’Italia fosse unita. La Loggia Carlo Sforza di Massa organizza a Pontremoli, presso l’Hotel Napoleon, una sessione celebrativa per il 150esimo dell’Unità d’Italia. L’inizio delle celebrazioni è previsto per le 17:30 del 26 marzo con la presentazione del Maestro Venerabile Roberto Fantoni, a cui seguirà la relazione di Claudio Palandrani dal tema “Massoni e popolo della lunigiana nel processo di Unità Nazionale”.

 

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Milano 28 marzo 2011 – All’Oriente d’Italia. Ciclo d’incontri al Museo del Risorgimento in collaborazione con il Grande Oriente d’Italia e il patrocinio del comune di Milano, dell’Università e del comitato Interministeriale per le celebrazioni del 150°.

Milano 28 marzo 2011 – All’Oriente d’Italia. Ciclo d’incontri al Museo del Risorgimento in collaborazione con il Grande Oriente d’Italia e il patrocinio del comune di Milano, dell’Università e del comitato Interministeriale per le celebrazioni del 150°.

Dal 28 marzo una serie di incontri su Libera Muratoria e Unità d’Italia impegnerà per due mesi il Museo del Risorgimento di Milano. Il ciclo di dibattiti e conferenze intitolato “All’Oriente d’Italia. Unità, Massoneria e Saperi tradizionali” farà luce sulla presenza liberomuratoria nel processo unitario del nostro Paese, evidenziando fatti, uomini e idee che hanno segnato la strada per l’ingresso dell’Italia nel novero degli Stati moderni.

Fino al 25 maggio tutte le conferenze, frutto della collaborazione tra il Comune di Milano, il Museo del Risorgimento, il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Milano e il Grande Oriente d’Italia, saranno realizzate nella sede del Museo del Risorgimento (via Borgonuovo 23, Milano) alle ore 18. L’iniziativa è inserita nel programma delle celebrazioni del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Protagonisti del primo incontro sono gli accademici Paolo Gastaldi e Antonino De Francesco che dibatteranno il tema “Prima dell’Unità. Dalla Massoneria italiana alla Carboneria”.

 

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Roma 23 marzo 2011 – Massoneria: Dopo 150 anni per restare insieme, a Rimini la Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia

Roma 23 marzo 2011 – Massoneria: Dopo 150 anni per restare insieme, a Rimini la Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia

Dal 1 al 3 aprile al Palacongressi, il pensiero e l’impegno dei Liberi Muratori per un nuovo racconto d’Italia

“Sentinelle di speranza per un nuovo racconto identitario. Apriamo le porte al confronto con la società di cui siamo parte attiva ed energia morale, dando il nostro contributo di pensiero e di azione per costruire un’Italia più giusta e vera”. Così il Gran Maestro Gustavo Raffi, presenta la Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia che si terrà dal 1 al 3 aprile al Palacongressi di Rimini (via della Fiera, 52, www.grandeoriente.it). Tema della più importante assise della Massoneria di Palazzo Giustiniani è: ‘Dopo 150 anni per restare insieme’ e nell’anno delle celebrazioni per il centocinquantenario dell’Unità d’Italia vuole essere un luogo di confronto e di impegno condiviso per ripensare una nuova idea di Paese, fondata su responsabilità e progetti. Ricco come sempre il programma dei lavori, che va dalla riflessione sulle grandi questioni di attualità agli approfondimenti tematici, dall’offerta musicale alla comunicazione multimediale, per un appuntamento che coniuga tradizione e novità per gli oltre 21.000 Fratelli dell’Obbedienza e per i numerosi ospiti che come ogni anno potranno liberamente partecipare agli eventi aperti al pubblico.

Si inizia venerdì 1 aprile: alle ore 9.30, nella Sala Polivalente, il Gran Maestro Gustavo Raffi inaugura la Mostra “Immagini e documenti per l’Unità d’Italia”, a cura del Servizio Biblioteca. A seguire, “Italia 1861-2011, personalità e avvenimenti nella Filatelia massonica nazionale”, a cura dell’Associazione Italiana Filatelia Massonica. Alle 10, 30 il Talk Show ‘L’Italia che non c’è, tra silenzi e ombre. L’idea di patria come senso dello stare insieme’. Conduce Alessandro Cecchi Paone. Intervengono: Aldo Masullo, Università di Napoli, Fulvio Conti, Università di Firenze, Paolo Peluffo, Consigliere della presidenza del Consiglio dei ministri. Alle 17.30 Apertura del Tempio a ospiti ed autorità. “Intermezzo teatrale” con Emanuele Montagna – Scuola Teatro Colli, Bologna. A seguire, l’evento più importante della Gran Loggia: l’Allocuzione pubblica del Gran Maestro Gustavo Raffi, che traccerà le linee programmatiche con cui la Libera Muratoria di Palazzo Giustiniani intende contribuire a riscoprire il senso dello stare insieme come italiani. “In questo percorso, la grande scommessa – rimarca Raffi – è la Libertà e il coraggio del pensiero”.

Sabato 2 aprile il programma dei lavori prevede alle 15.00, nella Piazzetta “Paolo Ungari”, l’Incontro con gli Autori. L’evento, a cura del Servizio Biblioteca, vedrà gli interventi di Claudio Bonvecchio, ‘L’illuminismo dei Rosacroce di F.A.Yates’; Robert Cooper ‘Cagliostro, il mago massone’; Gian Mario Cazzaniga, ‘La massoneria nelle due Sicilie di Ruggero di Castiglione’; Stefano Bisi, ‘Massoneria@faq’; Filippo Cordova, ‘Massoneria e politica in Italia 1892-1908’; Lauro Rossi, ‘Giuseppe Garibaldi. Due secoli di interpretazioni’.

Alle 17.30 il Talk Show ‘La pagliuzza dell’altro. Crisi della ragione e intolleranza. Dinanzi alla sfida del separatismo e del multiculturalismo’. Conduce Valerio Zanone, presidente del Comitato scientifico del GOI per le celebrazioni 150°. Intervengono: Sergio Moravia, Università di Firenze; Maurizio Viroli, Università di Princeton; Gian Mario Cazzaniga, Università di Pisa. Alle 20,30 ‘Storia dell’Unità attraverso le grandi overture dell’opera’, Orchestra filarmonica Ex Tempore diretta da Marco Severi.

Da segnalare, nella tre giorni del GOI, i tanti eventi collaterali che fanno parte della storia e dell’offerta formativa della Gran Loggia. Tra questi, la Fiera del Libro nella quale editori specializzati in esoterismo, filosofia e Arte Muratoria presentano i loro

20 marzo 2011 – (La Nazione) «La Massoneria fuori dal cerimoniale».

20 marzo 2011 – (La Nazione) «La Massoneria fuori dal cerimoniale».

«La Massoneria fuori dal cerimoniale» 150° Il Comune cerca di rimediare.
Non si fa attendere la risposta del Comune alla nota di disappunto inviata da Massimo Bianchi per il mancato invito della Massoneria alla seduta solenne del consiglio comunale dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia.

Il Comune s’appella alla legge 29 giugno 2010 n. 100. «L’organizzazione delle feste collegate al 150° anniversario dell’Unità d’Italia, è stata assorbita nell’ambito del cerimoniale previsto per le cerimonie nazionali» risponde il Comune «nello specifico, l’art. 5 di succitato decreto, nell’ambito delle sette categorie previste per le autorità che rivestono cariche pubbliche, individua 122 classi di autorità all’interno delle quali non è ricompreso il presidente della Massoneria Oriente di Livorno». «L’elevato contenuto istituzionale della cerimonia ha indotto gli uffici ad una interpretazione rigorosa del cerimoniale, senza che questo riflettesse un giudizio di valore storico. Nessun vulnus quindi, ma l’impegno di organizzare con la Massoneria un convegno che sia momento di riflessione sul contributo di idee dato dalla Massoneria al processo di unificazione nazionale».

(La Nazione) 20 MAR 2011

Roma 19 marzo 2011 – Immagini e fatti. On line il Convegno di Palermo.

Roma 19 marzo 2011 – Immagini e fatti. On line il Convegno di Palermo.

L’informazione del Grande Oriente d’Italia è sempre più multimediale. In occasione delle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, che vedono protagonista la Libera Muratoria di Palazzo Giustiniani con numerose iniziative su tutto il territorio nazionale, il sito ww.grandeoriente.it nella sezione Area Multimediale, presenta on line tutti i video integrali dei convegni del Goi. La formula scelta, oltre ad arricchire l’area di comunicazione offerta alla comunità massonica e soprattutto all’esterno, punta a riproporre integralmente e in stile di piena trasparenza i dibattiti e i confronti, rendendo anche ‘presenti’ agli eventi i Fratelli che non possono parteciparvi di persona.

Concluse le celebrazioni, il pacchetto multimediale costituirà, accanto alla pubblicazione degli atti ed ai Telegiornali di GoiTv, un ulteriore documento audio-video con il quale la Massoneria di Palazzo Giustiniani lancia il proprio messaggio di comunione e identità per il 150° dell’Unita’ d’Italia, dando voce a fatti e protagonisti, raccontando storie e approfondimenti con immagini e interviste.

Da Torino a Palermo, le telecamere del Goi, in presa diretta raccontano gli interventi di studiosi e degli alti gradi dell’ordine, il confronto offerto dal Gran Maestro Gustavo Raffi e il bisogno di un nuovo Risorgimento della Nazione per superare l’incompiuto della storia unitaria. Solo ieri era cronaca, oggi è già storia.

Per vedere e scaricare i video dei Convegni del 150° cliccare qui

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19 marzo 2011 – (Il Resto del Carlino) Parole shock sull’Unità d’Italia.

19 marzo 2011 – (Il Resto del Carlino) Parole shock sull’Unità d’Italia.

Povera Patria. Nello stesso giorno in cui si festeggiava il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, l’assessore provinciale alla cultura e alla pubblica istruzione Andrea Antonini (Pdl) se n’è uscito sul suo profilo di Facebook con un «Sardo-piemontesi massoni, giacobini e assassini», invocando poi addirittura il Regno delle due Sicilie come modello di stato alternativo a quello portato dai vari Cavour, Mazzini e Garibaldi un secolo e mezzo fa. Parole che hanno fatto insorgere il capogruppo del Pd, Emidio Mandozzi, che nella sua risposta, prima cita le parole dette durante le celebrazioni di giovedì dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano («Reggeremo alle prove che ci attendono, come abbiamo fatto in momenti cruciali del passato, perché disponiamo anche oggi di grandi riserve di risorse umane e morali. Ma ci riusciremo ad una condizione: che operi nuovamente un forte cemento nazionale unitario, non eroso e dissolto da cieche partigianerie, da perdite diffuse del senso del limite e della responsabilità») e poi auspica le dimissioni di Antonini dalla sua carica di assessore.

«Il sacrificio di tanti italiani morti per un’unica bandiera ed un’unica patria ha dichiarato Mandozzi , non può essere bistrattato e vilipeso così come ha fatto Antonini, che a mio avviso per quelle parole dovrebbe dimettersi da assessore di una istituzione della Repubblica Italiana quale la Provincia». Se dal fronte istituzionale il solo ad esporsi è stato Mandozzi, su Facebook le parole dell’assessore hanno scatenato una valanga di commenti, tra chi sosteneva la verità di quelle parole, ricordando l’uccisione dei briganti e altre amenità sul Risorgimento e chi, invece, si dichiarava fedele al Tricolore e fiero di quanto successe centocinquant’anni fa, tirando in ballo anche la figura dei partigiani, pericolosi estremisti che avrebbero voluto trainare il paese verso l’Unione Sovietica per alcuni e patrioti per altri. La cosa bizzarra, sottolineata tra l’altro anche da Antonini nella sua infelice dichiarazione sul social network, è che, dopo anni di incertezze e opposizioni, questa volta il centrosinistra si è riscoperto patriottico, mentre il centrodestra sta portando a galla la sua metà oscura filoborbonica e antiunitaria.

(Il Resto del Carlino) 19 MAR 2011

19 marzo 2011 – (Il Tirreno) Noi massoni in prima linea eppure lasciati fuori dalla porta.

19 marzo 2011 – (Il Tirreno) Noi massoni in prima linea eppure lasciati fuori dalla porta.

Probabilmente alle sedute solenni dei consigli comunale e provinciale mancavano solo gli eredi degli Zuavi di Pio IX, la Militia Christi che ogni anno manifesta il 20 settembre contro Porta Pia e qualche esponente della nobiltà papalina. Per il resto la cronaca ci informa di un parterre assai affollato. Mi spiace – e lo ritengo un vulnus alla storia di questa città – che gli Uffici del Cerimoniale degli enti locali non abbiano invitato il presidente dell’Oriente di Livorno – che ovviamente non sono io – rappresentante di quella Massoneria che vide la partecipazione di gran parte dei patrioti di cui si celebra giustamente il ricordo. Una scortesia che voglio benevolmente attribuire alla scarsa propensione per lo studio della storia patria in generale e di quella locale in particolare. Naturalmente anche se impediti a farlo con i rappresentanti della nostra Comunità, celebriamo e festeggiamo l’unità e l’indipendenza nazionale.

Massimo Bianchi (Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani)

(Il Tirreno) 19 MAR 2011

19 marzo 2011 – (Gazzetta del Sud) La Massoneria del GOI e l’Unità d’Italia- I ringraziamenti al sindaco Salvatore Perugini: «Esempio di laicità».

19 marzo 2011 – (Gazzetta del Sud) La Massoneria del GOI e l’Unità d’Italia- I ringraziamenti al sindaco Salvatore Perugini: «Esempio di laicità».

La Massoneria rivendica il proprio ruolo centrale nella storia del Risorgimento italiano. Un ruolo che il gran maestro aggiunto del Grande Oriente d’Italia, Tonino Perfetti, reclama a piena voce nel giorno in cui si celebra il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

«Al processo di unificazione abbiamo contribuito grandemente attraverso i nostri figli che sono stati sacrificati sull’altare della Patria. Questo è stato messo in ombra – afferma Perfetti – e non pienamente valorizzato nelle manifestazioni svoltesi ieri perchè, ritenendo gli amministratori che i festeggiamenti siano parte esclusiva dell’attuale apparato statale, non hanno dato posto alla voce dalla massoneria tramite il suo maestro aggiunto presente nella città. I massoni cosentini hanno partecipato in maniera massiccia alla manifestazione svoltasi nel Vallone di Rovito non per celebrare il passato, non per piangere il loro dolore, ma per trovare forza nell’insegnamento di quei martiri ed in particolare, nell’insegnamento di Emilio Bandiera, il quale diceva: “Dobbiamo studiare la storia non tanto per conoscere il nostro passato, quanto per prevenire il futuro”».

Perfetti, poi, aggiunge: «L’unico intervento nel quale è stata ben sottolineata l’opera della Massoneria italiana è stato quello del sindaco, Salvatore Perugini, che ha posto in rilievo come furono gli ideali di uomini che si abbeverarono agli insegnamenti della Massoneria a creare un terreno fertile per pervenire all’unità del nostro popolo. É stato lo stesso sindaco, la sera prima, a dare il suo benvenuto nella città a tutti i rappresentanti della Massoneria calabresi». In città si sono riuniti in occasione dell’anniversario i rappresentanti di quasi tutte le logge calabresi e delle dodici logge bruzie.

«Un ringraziamento particolare voglio rivolgere a Salvatore Perugini per la laicità mostrata in occasione dell’incontro avuto con i rappresentanti dell’Obbedienza del Goi. A fronte delle prospettive di qualche ideologia che cerca di minare l’unità d’Italia, i massoni sono qui ancora una volta a testimoniare i valori risorgimentali che impediscono l’affermazione di ideologie velleitarie».

(Gazzetta del Sud) 19 MAR 2011

Colle Val d’Elsa 18 marzo 2011 – 150 Italia: Massoneria in Val d’Elsa.

Colle Val d’Elsa 18 marzo 2011 – 150 Italia: Massoneria in Val d’Elsa.

Il Gran Maestro Onorario e Grande Oratore Morris Ghezzi, il giornalista Michele Taddei, l’antropologo Vinicio Serino, il giornalista e presidente circoscrizionale toscano Stefano Bisi saranno a Colle Val d’Elsa il 18 marzo per parlare dell’ impegno liberomuratorio toscano per il compimento della nostra unificazione nazionale. L’organizzazione è della loggia locale “Arnolfo di Cambio” che terrà l’iniziativa al Teatro dei Varii (Via del Castello 64) dalle ore 17.

Con il convegno “Il contributo della Massoneria in Val d’Elsa nei 150 anni d’Unità d’Italia” saranno evidenziati fatti e personaggi della zona della Val d’Elsa secondo un’ottica nazionale e della regione dove le logge hanno sempre avuto un’ampia incidenza nel tessuto sociale. Non mancherà anche l’approfondimento alla realtà di oggi.
Modera i lavori il vicepresidente circoscrizionale Moreno Milighetti.

Info: info@goitoscana.it

 

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18 marzo 2011 – (Il Messaggero) Giuseppe Garibaldi massone, anticlericale e criminale.

18 marzo 2011 – (Il Messaggero) Giuseppe Garibaldi massone, anticlericale e criminale.

Lanciano. «Giuseppe Garibaldi massone, anticlericale e criminale che arruolò bambini, dagli 8 ai 15 anni, nei garibaldini. L’Italia ha 2000 anni, non 150. E non c’è nulla da festeggiare, c’è un Italia da salvare». È la provocazione, con decine di cartelli affissi sui muri, fatta ieri ad Atessa dal gruppo Forza Nuova – Sangro Aventino. Ognuno insomma ha festeggiato l’Unità a modo suo. Non è solo questione di Lega Nord. Ad Atessa i militanti di Fn hanno così contestato, alle prime luci dell’alba, l'”Eroe dei due Mondi”. «Abbiamo voluto descrivere – dicono a Fn – la vera e mai narrata storia di Giuseppe Garibaldi, i suoi crimini compiuti in Sudamerica e in Europa, la sua appartenenza alla Massoneria e il suo fanatico anticlericalismo; e ancora le crude verità sulla Spedizione dei Mille e sul falso mito del Risorgimento Italiano».

Forza Nuova ha inoltre voluto rimarcare che l’Italia ha 2000 anni, in quanto unita amministrativamente già dall’Imperatore romano Augusto e spiritualmente dal Cristianesimo, e che, dunque, non c’è nulla da festeggiare per i 150 anni. E non è finita; attraverso il suo consigliere comunale Luigi Marcolongo, Fn presenterà una proposta di cambiamento dell’intitolazione della piazza a Garibaldi a favore di San Rocco; «come d’altronde è chiamata abitualmente, si spiega, dalla maggior parte degli atessani». Domani si torna sull’intero argomento con l’annunciato volantinaggio di Lotta Studentesca al locale Istituto d’Istruzione Superiore “S. Spaventa”. Ma Atessa ha avuto anche le sue ricche manifestazioni ufficiali per la “Notte del Tricolore” con la banda nazionale dei vigili del fuoco e fuochi pirici e fino al 27 c’è una mostra sul Risorgimento a palazzo Ferri.

(Il Messaggero) 18 MAR 2011

18 marzo 2011 – (Il Resto del Carlino) Col 150° rispunta la loggia urbinate «Victor Hugo».

18 marzo 2011 – (Il Resto del Carlino) Col 150° rispunta la loggia urbinate «Victor Hugo».

Era dal 1924, ovvero da quando il regime fascista fece distruggere le logge massoniche d’Italia, che ad Urbino non si vedeva una manifestazione pubblica del Grande Oriente d’Italia, la massima comunione massonica del Paese. Quasi 90 anni fa, la loggia d’Urbino che contava i personaggi più in vista della città venne devastata: i mobili bruciati, la biblioteca distrutta e gli aderenti furono perseguitati. La loggia «Victor Hugo 1893» numero 1273 all’Oriente di Urbino è però risorta anni fa, tanto da riempire nella mappa massonica mondiale un «tassello» che era rimasto vuoto (nel sito www.grandeoriente.it è possibile vederla nell’elenco ufficiale delle logge d’Italia).

Ieri il maestro venerabile della «Victor Hugo», Almerindo Duranti, ha deposto una corona davanti alla porta di Santa Lucia, sotto la lapide che ricorda l’ingresso dei Finanzieri nel 1860. In una lettera mandata giorni fa al sindaco, la massoneria ha ricordato che la «”Victor Hugo 1893″ fu fondata in Urbino alla fine dell’800 da numerosi fratelli. Nel periodo del suo massimo fulgore superò il numero di 60 iscritti. Nella loggia vi erano rappresentati tutti i ceti sociali e fu senza ombra di dubbio uno dei motori dello sviluppo politico e culturale della nostra città e del Montefeltro».

Tra i membri il professor ed onorevole Francesco Budassi (sindaco d’Urbino), l’onorevole Angelo Battelli di Macerata Feltria (che veniva alle riunioni in Urbino a cavallo, coperto dal tabarro) e tanti altri, inclusi rettori e figure di primo piano dell’Ateneo. Ma, in realtà la presenza della massoneria ad Urbino risale alla seconda metà del Settecento. «La Massoneria scrive Duranti per sua antica tradizione è stata ed è il centro d’incontro di uomini liberi, di diversa condizione sociale, culturale, religiosa. La nostra Istituzione attraverso la pratica quotidiana, predispone all’ascolto del diverso, all’elevazione culturale, all’ affermazione di principi di libertà e di pace (la Croce Rossa, la Società delle Nazioni, l’ONU sono il frutto del diuturno lavoro dei nostri fratelli), la Massoneria ha dato il suo ampio contributo di idee e sangue all’affermarsi di tanti Stati moderni».

(Il Resto del Carlino) 18 MAR 2011

 

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18 marzo 2011 – (La Nazione) Nessun invito per la Massoneria «Un vulnus alla storia cittadina».

18 marzo 2011 – (La Nazione) Nessun invito per la Massoneria «Un vulnus alla storia cittadina».

«Alle sedute solenni dei Consigli Comunale e Provinciale mancavano solo gli eredi degli Zuavi di Pio IX, la Militia Christy che ogni anno manifesta il 20 settembre contro Porta Pia, e qualche esponente della Nobiltà papalina. Per il resto la cronaca ci informa di un parterre assai affollato».

Massimo Bianchi del Grande Oriente d’Italia mostra il suo disappunto per il mancato invito alle cerimonie del presidente dell’Oriente di Livorno. «Una scortesia sottolinea l’esponente della Massoneria livornese che voglio benevolmente attribuire alla scarsa propensione per lo studio della Storia Patria e di quella livorense».

(La Nazione) 18 MAR 2011

18 marzo 2011 – Carlo Fruttero – Massimo Gramellini, La Patria, bene o male.

18 marzo 2011 – Carlo Fruttero – Massimo Gramellini, La Patria, bene o male.

Mondadori, Milano 2010

“Non sembra il caso di suggerire ai nostri lettori di non aspettarsi i grandiosi affreschi di Tucidide o Tacito, di Machiavelli o Gibbon. Tutti sanno che non siamo storici e non avremmo comunque il mestiere e il genio per guardare a tali altezze. Ma da quei maestri una lezione l’abbiamo pur appresa: la Storia obiettiva, la Storia imparziale, la Storia definitivamente veritiera non esiste, può essere soltanto un’aspirazione, una meta intravista e irraggiungibile.
Ogni pagina di questo libro è arbitraria e contestabile. Abbiamo scelto 150 giornate a nostro avviso significative, distribuendole equamente fra i quindici decenni dell’Italia Unita. Ma cosa vuol dire significative? Alcune erano obbligatorie, la breccia di Porta Pia, Caporetto, la marcia su Roma, il rapimento Moro, Mani Pulite, eccetera. Ma molte altre, non senza lunghe discussioni tra di noi, sono state incluse o escluse, con intendimenti ragionevoli e tuttavia opinabili. C’è cronaca rosa e c’è cronaca nera, sinistri figuri stanno accanto a purissimi eroi, non manca Pavarotti, ma è assente la Callas. C’è il Vajont, ma non il Polesine. L’assassinio di Casalegno e non quello di Tobagi. Primo Carnera, Enrico Cuccia e Alberto Sordi non sono chiamati sul palco, solo citati di sfuggita.
Abbiamo letto un numero impressionante, ma sempre insufficiente, di testi relativi a ogni episodio, a ogni personaggio, ciascuno dei quali meriterebbe e in certi casi ha meritato, un intero volume, se non interi scaffali. Ma a ogni capitoletto di questa ormai lunga vicenda abbiamo cercato di dare un taglio narrativo, di partire da un particolare più vivido (il rivoluzionario Bakunin che fugge da Bologna travestito da prete, Roberto Saviano sulla sua Vespa scassata in un’esplosiva piazza di Napoli) per evitare ai nostri lettori la triste impressione del grigiore scolastico. Sono 150 racconti contratti, ridotti all’essenziale e dolorosamente privi di infiniti risvolti, sacrifici dettati dalle necessità grafiche del quotidiano torinese La Stampa che ha avuto l’idea e che ha pubblicato nei mesi scorsi queste pagine. Il nostro intento era di offrire un’infarinatura di storia d’Italia a tutti coloro che ne hanno perso memoria o non l’hanno mai avuta. Si tratta di una categoria di persone che conosciamo bene, avendone fatto parte anche noi prima di metterci all’opera. Non che avessimo dimenticato proprio tutto. Ma certo si trattava di ricordi confusi. Ci è venuto il sospetto che non fossimo i soli a trovarci in questa condizione. E, da buoni italiani, abbiamo cercato di metterci una pezza.
L’impressione finale è che questa Patria sia una difficile Patria, più volte sull’orlo del baratro, più volte nel baratro precipitata, con continue riprese anche stupefacenti, anche ammirevoli. C’è di che inorgoglirsi, ma purtroppo anche di che vergognarsi. Un Paese irritante, fastidioso, quasi sempre dilaniato da emotività contrapposte e che potrebbe fare molto di più, come dicevano gli insegnanti alle nostre mamme. E ovviamente molto di più avremmo potuto fare anche noi, narrando questa Patria nel bene e nel male.”

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18 marzo 2011 – Irene Mainguy, Le Iniziazioni e l’Iniziazione Massonica.

18 marzo 2011 – Irene Mainguy, Le Iniziazioni e l’Iniziazione Massonica.

Edizioni Mediterranee, Roma 2010

I più autorevoli studi etnologici mettono in evidenza, fin dall’antichità, la pratica di cerimonie iniziatiche presso qualsiasi cultura: in Egitto, in Grecia – con i Misteri eleusini – ma anche nell’ambito di tutti i popoli dei cinque continenti. L’iniziazione è, quindi, un argomento molto vasto e impossibile da trattare in maniera esaustiva: ecco perché Irène Mainguy ne propone una sintesi documentale, prendendo obiettivamente in considerazione le varie e differenti tesi, siano esse solo divergenti tra loro o nettamente antitetiche. L’Autrice affronta tutti gli aspetti dell’argomento, quelli di ordine etnologico,  come anche quelli filosofici o metafisici, sui quali si sono espressi gli specialisti con punti di vista talora opposti, ma nondimeno complementari. Questa pubblicazione, senza voler approfondire in maniera esaustiva la materia, ha lo scopo di permettere ai lettori di seguire un filo di Arianna nel dedalo delle centinaia di studi pubblicati sull’argomento. In una società che manca di punti di riferimento, in cui domina ampiamente il materialismo, è legittimo interrogarsi sul posto che spetta all’ideale iniziatico. In che cosa l’iniziazione offre le chiavi per una migliore conoscenza di sé? Si può ancora affermare, ai giorni nostri, che permette di avanzare lungo la Via della Saggezza e della Conoscenza? In funzione delle sue caratteristiche peculiari, come situare l’iniziazione massonica in rapporto alle altre forme di iniziazione? Irène Mainguy getta luce queste e altre domande, insistendo in particolare sulle costanti dell’iniziazione in quanto rito di passaggio, con i suoi valori, specificità, scopi e finalità.

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17 marzo 2011 – Festa nazionale dell’Unità d’Italia: il Grande Oriente al Gianicolo.

17 marzo 2011 – Festa nazionale dell’Unità d’Italia: il Grande Oriente al Gianicolo.

Il 17 marzo 2011, festa nazionale, il Grande Oriente d’Italia era sul Colle Gianicolo della capitale per celebrare il 150esimo dell’Unità d’Italia in sintonia con le solennità annunciate dal Governo italiano.

Il Gran Maestro Gustavo Raffi, impossibilitato a partecipare per concomitanti impegni istituzionali, ha delegato il Gran Maestro Luigi Sessa e il Gran Segretario Aggiunto Alberto Jannuzzelli a rappresentare la Comunione.

Sono state deposte corone d’alloro al monumento equestre a Giuseppe Garibaldi, a quello dedicato ad Angelo Brunetti, detto Ciceruacchio, e al Muro della Costituzione, opera inaugurata dal sindaco Gianni Alemanno proprio la mattina del 17 marzo che riporta il testo dello Statuto della Repubblica Romana del 1849.

Alla celebrazione ha preso parte anche Giuseppe Garibaldi, omonimo pronipote dell’Eroe dei due Mondi.

 

Giuseppe Garibaldi

Ingrandisci Foto Muro della Costituzione

Ingrandisci Foto Corona d'alloro al monumento equestre a Giuseppe Garibaldi

Ingrandisci Foto Angelo Brunetti, detto Ciceruacchio

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16 marzo 2011 – (L’Eco del Chisone Online) Sebastiano Giraud e gli altri pinerolesi.

16 marzo 2011 – (L’Eco del Chisone Online) Sebastiano Giraud e gli altri pinerolesi.

Processo di unificazione nazionale e massoneria: quale legame?

La presenza della massoneria nel processo dell’unificazione italiana è tra i fattori che aiutano a capire il senso profondo della nascita del Regno d’Italia nel marzo 1861.
Nel Regno di Sardegna e poi nel Piemonte dopo l’Unità la massoneria ha avuto quattro stagioni fondamentali.

La prima è dalla metà del Settecento alla Rivoluzione francese, quando le logge si popolarono di aristocratici, militari, scienziati e grandi borghesi. Tra i nomi di spicco vanno ricordati Joseph de Maistre, savoiardo, poi autore delle Serate di San Pietroburgo, cattolico conservatore e, appunto, massone, Vittorio Alfieri (che poi scrisse versi satirici contro i «frati e frattocci», cioè i massoni) e il pinerolese Sebastiano Giraud. (approfondimenti nell’edizione in edicola)

(L’Eco del Chisone Online) 16 MAR 2011

16 marzo 2011 – (Il Messaggero) Navigatore, naufrago, difensore di donzelle in pericolo, avventuriero svelto di pugnale, mazziniano, massone, combattente per la libertà e…salvatore di Garibaldi.

16 marzo 2011 – (Il Messaggero) Navigatore, naufrago, difensore di donzelle in pericolo, avventuriero svelto di pugnale, mazziniano, massone, combattente per la libertà e…salvatore di Garibaldi.

In una parola, eroe, uno di quei quattro o cinque eroi (ed eroine) che hanno segnato la storia di Ancona. Si stenta a credere alla biografia di Augusto Elia tali e tanti sono gli episodi appunto incredibili. Figlio di Antonio e Maddalena Pelosi, scappa da Ancona in un peschereccio mentre tramonta la Repubblica romana, poco prima del sacrificio dell’amato padre. Dopo aver partecipato alla guerra di Crimea diventa capitano di lungo corso. Durante un viaggio a Londra conosce l’esule Mazzini. Da Londra raggiunge Garibaldi in Italia il quale, memore del vecchio amico Antonio, lo accoglie paternamente affidandolo a Nino Bixio che lo arruola fra i suoi carabinieri genovesi.

Comandante in seconda del piroscafo Lombardo, Augusto prende parte all’impresa dei Mille. A Calatafimi salva Garibaldi facendogli scudo con il suo corpo e beccandosi una pallottola in bocca. Una volta guarito dalla convalescenza è pronto ad accorrere all’appello dell’eroe: nel 1866 Augusto Elia comanda una combattiva flottiglia nel Lago di Garda. Trova il tempo anche per sposarsi, con Amalia Balani, e diventare padre di Anita, così chiamata in ricordo di Anita Garibaldi.

Nel 1867 comanda un battaglione di giovani anconetani distinguendosi a Mentana ma è anche uomo d’ordine, intransigente nei confronti delle sommosse popolari. Assessore comunale nel 1869, si trova a dover difendere il sindaco Francesco Matteucci dalla folla inferocita per la miseria e l’aumento delle tasse. E’ massone, secondo sorvegliante della loggia Garibaldi dell’Oriente di Ancona. Viene eletto consigliere comunale e più volte membro della giunta, consigliere provinciale, presidente della camera di commercio. Due volte deputato sostiene i diritti di Ancona, insistendo affinché si riprendessero in porto le opere per il bacino di carenaggio. Nel 1893 è lambito dallo scandalo della Banca Romana e da una vicenda di cambiali legata alla bonifica delle isole Tremiti. Il 29 settembre 1919 si svolgono le solenni onoranze all’ultimo garibaldino Augusto Elia, per le sue gesta eroiche e i suoi meriti in camicia rossa. Ancona gli dedica una scuola, Palermo una via.

(Il Messaggero) 16 MAR 2011

16 marzo 2011 – (La Nuova Sardegna) Tra anticlericalismo e amor di Patria.

16 marzo 2011 – (La Nuova Sardegna) Tra anticlericalismo e amor di Patria.

Allora nella città insieme a un certo furore risorgimentale si respirava anche un’aria di forte anticlericalismo. Il fenomeno era dovuto alla presenza di un forte nucleo massonico, da una parte, e dalla figura del vescovo Salvatore Angelo Maria Demartis, d’altra. Le due forze contrapposte esplosero più tardi con virulenza quando si pose la questione delle «terre comunali» e scoppiò la rivolta di «Su Connottu» nel 1968, stavolta con la partecipazione di tutto il popolo, che occupò il municipio, e bruciò parte della documentazione sulle Chiudende. Insomma, se la Nuoro risorgimentale allora si limitava a una certa classe borghese e ai pochi studenti, pochi anni dopo scese in piazza anche la popolazione, e non per spirito patriottico, ma perchè sollecitata da questione più concrete: le terre comunali che stavano per essere privatizzate. Anche nel 1868 comunque la lotta si intrecciò con una forte componente anticlericale. Un anticlericalisno che lasciò tracce chiare anche nella canzone più popolare nuorese, quella di «Tzia Tatana».

Stando infatti alla versione di Salvatore Satta nella sua opera «Il giorno del giudizio» il canto non cominciava con le parole di «Sa vida la professo», bensì con «Sa fide (la fede) la professo/ chin d’una diminzana/ de cuddu e tzia Tatana/Faragone». Chiara dunque la blasfemia anticlericale di mastru Predischedda e del giro dei borghesi che ruotava intorno al bar Tettamanzi e che si divertivano cantando in coro. Nel 1861 dunque, anno dell’Unità d’Italia, il clima che si viveva a Nuoro non era solo, ma anche decisamente anticlericale.

Da una parte infatti partiva l’accusa (come quella fatta da Giorgio Asproni nei suoi Diari politici) sul fatto che «canonici che avevano occupato anche il municipio»; mentre dall’altra c’era la versione opposta del vescovo Demartis che scriveva in una lettera indirizzata al papa Pio IX che il Comune di Nuoro «era finito in mano ai massoni».

Non tutto naturalmente era così schematico. In quel tempo le forse in campo nella città di Nuoro erano sostanzialmente tre: la borghesia nascente liberale e repubblicana; il clero e i cattolici conservatori; altri preti e cattolici liberali. La prima forza era chiaramente schierata a favore dell’Unità d’Italia, e in buona parte anche con gli ideali repubblicani, considerata l’influenza del deputato mazziniano Giorgio Asproni. La seconda invece stava sulle posizioni conservatrici del papa Pio IX odiato dai risorgimentali soprattutto dopo la fucilazione dei patrioti della Repubblica romana.

La terza forza era infine costituita dal popolo, escluso dalle elezioni di censo, e quindi poco partecipe alla battaglia risorgimentale. La sua partecipazione si verificò invece alla grande pochi anni dopo, quando si ribellò alle chiudende dei prinzipales, soprattutto a quelle dell’Ortobene, che privavano i pastori comunitari della legna e delle ghiande.

(La Nuova Sardegna) 16 MAR 2011

Roma 14 marzo 2011 – Messaggio del Gran Maestro Gustavo Raffi alla Gran Loggia del Giappone

Roma 14 marzo 2011 – Messaggio del Gran Maestro Gustavo Raffi alla Gran Loggia del Giappone

Risp.mo Fr. Philip A. Ambrose,
Ex Gran Maestro
Gran Segretario
della Gran Loggia del Giappone

Fratello carissimo,

Abbiamo visto in TV gli enormi danni causati dal terribile terremoto e dallo tsunami che hanno colpito le regioni settentrionali del tuo Paese.

Momento per momento, seguiamo la stampa, che ci porta sentimenti di tristezza, ma anche di ammirazione, per la grande forza morale del popolo giapponese, e per la perfetta organizzazione dei soccorsi.

In tutto il mondo, sta aumentando la preoccupazione nei confronti delle radiazioni fuoriuscite dagli impianti nucleari danneggiati. Tutti noi speriamo che gli esperti siano in grado di fermare questo incubo.

Probabilmente per la ricostruzione saranno necessari anni; ma siamo sicuri che il popolo giapponese supererà questo disastro, grazie alle tecnologie, ma in particolare grazie alla sua millenaria civiltà, alla sua filosofia, ai suoi valori.

In questo momento, così difficile per il vostro Paese, vogliamo che sappiate che la Comunione Massonica Italiana è al vostro fianco, che noi condividiamo i vostri stessi sentimenti.

Speriamo, infine, che ti sia possibile partecipare il nostro Meeting di Rimini, come annunciato. Saremo lieti di accoglierti e di farti sentire il nostro più profondo amore fraterno.

Fraternamente,

Il Gran Maestro
Gustavo Raffi

13 marzo 2011 – (La Sicilia) L’Unità d’Italia e l’apporto della massoneria inglese.

13 marzo 2011 – (La Sicilia) L’Unità d’Italia e l’apporto della massoneria inglese.

Unità d’Italia impossibile senza il contributo della massoneria. Soprattutto di quella inglese che favorì in ogni modo, già durante le guerre napoleoniche, la nascita di un Paese alleato del Regno Unito e in funzione antifrancese nel cuore del Mediterraneo. Tematiche – comprese quelle sulla Carboneria e sulle logge del Regno delle Due Sicilie – più volte affrontate dagli storici e che sono tornate di attualità nel convegno “Dalla Sicilia per l’Italia” promosso ieri a Palermo dalla Libera Muratoria di Palazzo Giustiniani in collaborazione con la Società Siciliana per la Storia Patria. Si tratta del primo convegno nazionale che il Grande Oriente ha organizzato per celebrare il 150° anniversario dell’Unità, con il Patrocinio del Comitato Interministeriale per la Celebrazione dell’evento, della Regione Siciliana, della Provincia Regionale e del Comune di Palermo.
Un secolo e mezzo dopo le gesta di Giuseppe Garibaldi e dei suoi Mille che avviarono il processo di unificazione vero e proprio partendo dalla Sicilia, «l’Italia unita – spiega Gustavo Raffi, gran maestro del Grande Oriente d’Italia – è ancora un fabbricato grezzo. Restano tanti problemi insoluti e il gap tra nord è sud è ancora d’attualità». Per questo motivo, è necessario lanciare, aggiunge, «il messaggio di un rinnovato impegno etico e sociale, in ogni campo d’azione, contro una dolorosa povertà di idee e di scelte e una crisi morale che trasforma tutto in fiction o in dramma. Vogliamo dare il nostro contributo – prosegue Raffi – per fare riscoprire il senso dello stare insieme come italiani e iniziamo il nostro viaggio da Palermo, città che è agorà e pantheon, felice sintesi di più culture e fedi, di appartenenze e filoni di pensiero che hanno saputo farsi storia unitaria. Non a caso, Giovanni Falcone, eroe della legalità, amava dire che Palermo “è una città che vive di simboli”». È da Palermo – sostiene Raffi – che «parte la speranza di un Risorgimento della Ragione, per superare l’incompiuto della storia unitaria e costruire un nuovo racconto identitario. La soluzione del gap tra Nord e Sud d’Italia non è in spinte secessioniste o nostalgiche di un mondo inventato di un Regno delle Due Sicilie all’avanguardia. Il federalismo è solo un modo diverso di raggiungere l’unità. Palermo è importante, perché molti non sanno che la prima Costituzione del 1848 non è di Torino, ma di Palermo, frutto di menti pensanti, e lo dico in modo non classista, che erano per l’Unità d’Italia. Bisogna riaffermare – conclude Raffi – la volontà di essere una Nazione, con un patto di fratellanza che parta dalla storia e dalla cultura, perché l’Italia, prima che con le armi, è nata con la cultura».

Fitto il programma dei lavori, dopo l’introduzione di Giuseppe Trumbatore, presidente del Collegio circoscrizionale dei maestri venerabili della Sicilia. Il confronto si è incardinato, nella mattinata, sugli interventi di vari studiosi. A partire da quello del presidente della Società siciliana per la Storia patria Gianni Puglisi. Assente per malattia, il suo lavoro è stato letto da Salvatore Savoia, segretario generale della stessa Società per la storia patria. «L’Unità d’Italia – ha scritto Puglisi – fu culturale prima che geografica e politica, fu un movimento intellettuale in grado resistere alla fine della monarchia e che trovò nuova linfa nella Costituzione repubblicana. In quegli anni la storia era animata da un’unanime, forte spinta morale che negli anni successivi è venuta via via meno». Alla base della discussione c’è la questione meridionale, «nodo irrisolto – secondo Puglisi – di oggi e di ieri in un dibattito serrato in cui la storia e l’attualità si intrecciano. Il Sud deve essere attore determinante anche nella nuova stagione federalista, che deve avere le sue fondamenta nelle coscienze dei cittadini e che deve essere vista non come