Ricordato a Bologna Ugo Bassi, patriota, libero muratore e padre barnabita

Ha avuto un grande successo di pubblico il convegno organizzato dalla R.L. Loggia Ugo Bassi n. 1216 all’Oriente di Bologna incentrato sulla figura di Ugo Bassi e dal titolo “Religione Civile e Patriottismo Costituzionale da Ugo Bassi ai nostri giorni”. L’incontro, che si è tenuto sabato 11 novembre scorso all’interno di una stracolma Aula Prodi (con molte persone anche in piedi lungo i corridoi: molti massoni naturalmente, ma anche molti cittadini e molti giovani) nel Complesso di San Giovanni in Monte a Bologna, ha ricevuto il patrocinio del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili dell’Emilia Romagna e del Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani, ed è stato inserito all’interno delle manifestazioni del G.O.I. per la celebrazione dell’anniversario dei 300 anni dalla fondazione della Massoneria Moderna. Lo stesso Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi, ha voluto portare il suo riconoscimento al valore del patriota Bassi e concludendo i lavori del convegno ha messo in evidenza che cosa vuole dire essere patrioti oggi: “aiutare la Scugnizzeria di Scampia, perché le periferie delle città non siano periferie del cuore; sostenere la squadra di basket in carrozzina di Reggio Calabria perché non c’è sviluppo senza solidarietà; illuminare il campo sportivo di Norcia per illuminare le coscienze degli uomini”. A presiedere e ad aprire i lavori il Maestro Venerabile della R.L. Ugo Bassi n. 1216 all’Oriente di Bologna, Andrea Ghiaroni, il quale visibilmente emozionato, ha sottolineato come e quanto “il padre barnabita, ma soprattutto eroe, patriota, massone e martire dell’epopea garibaldina e del Risorgimento italiano sia stato in grado di coniugare, nella sua testimonianza storica e nelle sue memorabili predicazioni lungo tutta l’Italia, la fede cristiana e il libero pensiero, la religione e la passione civile, il cattolicesimo e la massoneria, amando, dopo Dio e sopra ogni cosa, la Patria per la quale si è immolato”. Proprio per questo motivo, nel 1947, la Massoneria bolognese del Grande Oriente d’Italia, ha deciso di dedicare una Loggia ad Ugo Bassi all’Oriente di Bologna e dopo che, nel 1994, una volta trasferitasi ad Imola, ne ha mutato il proprio nome distintivo, nel 2004, per volontà di altri 18 Fratelli bolognesi, dall’oblio, una nuova Loggia Ugo Bassi è, poi, stata eretta, con forza e vigore d’animo, all’Oriente di Bologna. Lo stesso Ghiaroni ha anche messo in risalto che “la nostra intenzione oggi non è, però, solo quella meramente celebrativa, ma soprattutto quella di cercare di ricreare nel prossimo futuro lo spirito autentico del Risorgimento nel momento in cui la Patria ora ha bisogno di un vero e proprio Nuovo Risorgimento. Il compito che attende noi Massoni del terzo Millennio è di proseguire nelle idee, nelle azioni e nei progetti di quelli che ci hanno preceduto, con coraggio, con determinazione e con passione, proprio come Ugo Bassi”.

Il momento più toccante dell’incontro è stato quando il Maestro Venerabile Andrea Ghiaroni, alla fine del suo intervento ha voluto citare le ultime parole del patriota prima di morire. “Voglio concludere – da detto Ghiaroni – con quella oramai famosa frase che Ugo Bassi gridò pochi istanti prima di essere fucilato da un plotone di esecuzione austriaco, non riuscendo, però, a completare l’ultima parola, forse la più cara e la più sentita, interrotto da sette proiettili che gli attraversarono il petto e il cranio. E visto che lui non ci riuscì, la griderò io per lui. Disse: “Io muoio innocente; muoio per la libertà; muoio per la patria. Perdono ai miei uccisori. Viva Gesù! Viva Maria! Viva l’Italia!”. Viva l’Italia, caro Ugo Bassi! Viva l’Italia!”

Al tavolo dei relatori, moderati dal Presidente del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili dell’Emilia Romagna, Mario Martelli, figuravano il prof. Giovanni Greco ordinario di Storia Contemporanea all’Università di Bologna (chiamato a trattare il tema “Ugo Bassi, patriota e massone”), il prof. Raffaele K. Salinari dell’Università di Bologna (per illustrare “Le basi teologiche dell’impegno civile in Ugo Bassi) e il prof. avv. Angelo Scavone, docente di Diritto Costituzionale all’Università di Bologna, a cui era affidata la relazione su “Patria, Repubblica e Cittadinanza in Ugo Bassi. Il prof. Giovanni Greco, Ordinario di Storia Contemporanea presso l’Università di Bologna, dopo aver ricordato la documentazione relativa all’appartenenza massonica di Ugo Bassi, ne ha rimembrato la splendida figura di sacerdote e di patriota. Ha colto le caratteristiche della sua predicazione, tanto bramata dai fedeli e dagli uditori e ha valutato i rapporti di Bassi con numerosi altri sacerdoti all’interno del milieu massonico. In particolare ha evidenziato “i suoi rapporti con Garibaldi e il percorso massonico del barnabita che non mancò mai di dare anche un aiuto diretto alle popolazioni sofferenti. E il popolo bolognese lo ripagò, dopo la sua tragica fine, con un affetto e una devozione senza pari”. Il prof. Raffaele K. Salinari dell’Università di Bologna ha, invece, evidenziato come “le basi teologiche dell’agire politico di Ugo Bassi fossero ispirate ad una interpretazione radicale e socialmente orientata del messaggio evangelico”. In specifico alla nascita dei gruppi evangelici all’interno di quella nuova relazione tra l’uomo, il Creato ed i suoi simboli, che fu la teologia del XII secolo: la Prima Scolastica. “Per Ugo Bassi, infatti, la chiave dell’intelligenza dell’universo, e dell’uomo al suo interno, è nell’indagare la relazione ordinata, ma dinamica, che lega tra loro tutti gli esseri considerati come una «teofania» in cui la causalità e il significato coincidono. Una visione ecologico-escatologica si direbbe oggi, e che, trasposta nell’epoca risorgimentale, faceva ricomprendere nelle prediche di Ugo Bassi oltre che l’anelito alla Libertà, alla Fratellanza ed all’Eguaglianza degli italiani infine liberi dal giogo austriaco, anche la contemplazione della bellezza della natura come parte della liberazione d’Italia”. Nel suo intervento, infine, il prof. avv. Angelo Scavone, docente di diritto costituzionale nell’Università di Bologna, ha inteso sottolineare “come Ugo Bassi intendesse la rinuncia al potere temporale da parte della Chiesa di Roma quale occasione per la riforma spirituale della Chiesa e, ad un tempo, per la unificazione e la indipendenza nazionale. Per questo duplice scopo, al quale dedicò l’esistenza e sacrificò la vita, Ugo Bassi individuò via via personalità della vita politica nazionale: da Gioacchino Murat, dopo il proclama di Rimini, a Carlo Alberto, a Pio IX, che deluse amaramente le sue aspettative con l’abbandono della nuova via liberale ed unitaria della Santa Sede. Fino alla Repubblica veneziana di Daniele Manin e, soprattutto, la Repubblica romana di Giuseppe Garibaldi che il frate patriota seguì nella infausta fuga verso Venezia, attraverso la trafila da San Marino e le Romagna. L’esempio di Ugo Bassi ci esorta a non essere indifferenti; ad impegnarci in politica come cittadini e patrioti; ad essere pronti se non alla morte almeno al sacrificio per la libertà della Nazione”. Il Gran Maestro Bisi nelle conclusioni ha, poi, rilevato quanto sia stato importante “ciò che hanno fatto per questa Patria i Patrioti e i Liberi Muratori come Ugo Bassi, in occasione del Risorgimento ma anche durante la ricostruzione, la nascita della stessa Repubblica e nel corso dell’Assemblea Costituente. Sono davvero tanti i Massoni italiani che in modo coraggioso presero parte alle varie lotte e battaglie e che vennero perseguitati e che sacrificarono le loro vite per consegnare alle future generazioni uno stato democratico in grado di garantire libertà e diritti, sanciti, poi, in una preziosa Carta Costituzionale, che molti di loro contribuirono anche a scrivere”.

Scheda

Ugo Bassi (che in realtà si chiamava Giuseppe, ma adotta il nome di Ugo in onore al poeta Foscolo) nasce a Cento di Ferrara il 12 Agosto 1801. Adolescente durante l’età napoleonica, studia nel collegio Barnabita di Bologna ed in questo momento si avvicina verso gli ambienti culturali liberali. Rimane affascinato dal “Proclama” che Gioacchino Murat lancia da Rimini nel 1815, parlando per la prima volta di una Italia libera e unita. Fugge dal collegio per arruolarsi, ma per la giovane età viene rifiutato. Dopo gli studi a Bologna, Napoli e Roma, nel 1821 pronuncia i voti nella città capitolina. Uomo di grande cultura diviene famoso e ricercato predicatore, ma spesso si scontra con le gerarchie ecclesiastiche a causa delle sue denunce sui mali della società e alle tematiche patriottiche che sempre inserisce nei suoi discorsi. Antichi e purtroppo perduti documenti lo indicano quale Fratello Massone appartenente alla Loggia Concordia di Bologna già alla fine degli anni trenta. Nel 1848 senza esitazione si unisce ai volontari che partono per combattere nella Prima Guerra di Indipendenza contro l’Austria per poter offrire il suo appoggio morale e a Treviso viene ferito e poi portato a Venezia, dove sosterrà la Repubblica di San Marco. Nel 1849 è a Roma, dove assiste alla nascita della Repubblica Romana e viene nominato cappellano della Legione di Garibaldi. A seguito della caduta della Repubblica Romana fugge verso Venezia con Garibaldi, Anita, Francesco Nullo, Ciceruacchio, Giovanni Livraghi e gli altri volontari che seguirono il Generale alla volta di Venezia. Arrivati dopo varie peripezie a San Marino, il gruppo si divide e Ugo Bassi e Livraghi rimangono con Garibaldi e Anita ormai morente. Nei pressi di Comacchio, Bassi e Livraghi vengono catturati, arrestati dagli austriaci e trasferiti a Bologna. Il 7 agosto, senza aver subito alcun processo, Ugo Bassi e Giovanni Livraghi vengono condannati a morte e il giorno successivo vengono portati in Via della Certosa, fucilati e buttati in una unica fossa all’altezza degli archi 66/67 del portico in cui oggi sorge la Torre di Maratona dello Stadio. I bolognesi iniziano dal primo giorno a rendere omaggio ai patrioti, di conseguenza gli austriaci decidono di esumare le salme nella notte fra il 18 e il 19 e di seppellirli in luogo segreto all’interno del cimitero. Soltanto nell’agosto del 1859 i parenti ottennero che le ossa di Ugo Bassi fossero collocate nella tomba di famiglia accanto ai genitori.



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