Firenze 28 dicembre 2010 – (Corriere Fiorentino) Il banchiere del Risorgimento, con la cassa a Livorno.

Firenze 28 dicembre 2010 – (Corriere Fiorentino) Il banchiere del Risorgimento, con la cassa a Livorno.

Al museo Fattori per l’«anno garibaldino» una giornata di studio dedicata ad Adriano Lemmi, massone e mazziniano Livorno. Sul lato sinistro del cartoncino di presentazione c’è lo stemma del Comune di Livorno, su quello destro l’effige del Comitato livornese per la promozione dei valori risorgimentali. Nel mezzo, senza squadre né compassi, il nome del Grande Oriente d’Italia, ovvero la più importante obbedienza massonica d’Italia. Oggi alle 17 nella sala degli specchi del museo «Giovanni Fattori», si celebra (o si discute) l’opera di Adriano Lemmi, finanziere, commerciante, mazziniano e garibaldino, tra i più importanti finanziatori del Risorgimento, gran maestro livornese della massoneria. Un’iniziativa, inserita nei festeggiamenti dell’anno Garibaldino, pensata e voluta dall’assessore alla Cultura Mario Tredici, oggi un intellettuale indipendente (ex giornalista del Tirreno), in passato orgoglioso iscritto al Pci. Non è la prima volta che tra massoneria e Comune di centrosinistra si instaura una collaborazione culturale. Che forse, come accaduto in passato, farà discutere. E forse anche un po’ sorridere i maliziosi. Ferdinando Cordova, uno dei relatori, illustre ordinario alla Sapienza di Roma, ha lo stesso cognome del magistrato che nei primi anni Novanta indagò sulla massoneria. «Se si vuole parlare della storia di Livorno bisogna inevitabilmente passare dalla libera muratoria», spiega Massimo Bianchi, gran maestro aggiunto del Grande oriente d’Italia (cioè numero due nazionale), ex vice sindaco socialista e pure lui livornese doc. L’assessore Tredici però non è incuriosito dalla storia delle logge labroniche. «Molto interessante è invece la figura di Lemmi (che massone divenne solo nel 1875 a 53 anni) soprattutto negli anni antecedenti all’unità e alla breccia di Porta Pia. Fu lui che, nel 1860 insieme al banchiere Pietro Adami, ottenne la concessione per la realizzazione delle ferrovie nel Mezzogiorno facendo arrabbiare l’aristocratico Cavour. L’affare saltò, ma il nome di Lemmi diventò di primaria importanza».

Lemmi, che fu soprannominato il «banchiere del Risorgimento» era un seguace di Mazzini. E durante l’iniziativa di oggi sarà analizzato anche questo aspetto storico controverso. Perché se Mazzini, come sostengono alcuni biografi, progettò attentati sanguinari, Lemmi fu il suo finanziatore? A questa e ad altre domande risponderanno, oltre che il professor Cordova, Giovanni Greco (Università di Bologna), Fabio Bertini (Università di Firenze), il direttore dell’archivio di stato di Livorno, Massimo Sanacore e lo stesso Massimo Bianchi.

Che precisa: «Lemmi fu un grande fratello e un grande patriota. Livorno, allora città massonica per antonomasia, aveva grandi amici. Tra questi i fratelli Jacopo e Andrea Sgarallino, anche loro liberi muratori. La famiglia Sgarallino tutt’oggi è custode della più grande collezione privata al mondo di cimeli garibaldini. Tra questi la bandiera di Curtatone e Montanara, la sciabola di Garibaldi e il famoso telegramma «Obbedisco» inviato da Garibaldi al re dal Trentino durante la seconda guerra di Indipendenza». Luci, ma anche ombre. Oggi si parlerà anche di un Lemmi coinvolto nello scandalo della banca romana. Una macchia che lo accompagnerà tutta la vita. Wikipedia lo ricorda così: «Adriano Lemmi, fu il primo a intuire l’importanza di avere a propria disposizione una loggia coperta per manovrare la finanza pubblica stando dietro il palcoscenico. Il suo programma era quello di far uscire dalle logge i poveracci e i pensatori, l’obiettivo quello di conquistare il potere».

(Corriere Fiorentino) 28 DIC 10

Livorno 28 dicembre 2010 – (La Nazione) Lemmi tra politica, economia e Massoneria.

Livorno 28 dicembre 2010 – (La Nazione) Lemmi tra politica, economia e Massoneria.

«Adriano Lemmi fra politica, economia e fratellanza»: è il tema del convegno che si svolgerà oggi, martedì, dalle 17, nella Sala Specchi di Villa Mimbelli (via San Jacopo in Acquaviva 65). L’iniziativa è promossa dal Comune insieme al Comitato livornese per la promozione dei valori risorgimentali, in collaborazione con il Grande Oriente d’Italia. Dopo i saluti dell’assessore comunale alla cultura Mario Tredici e di Massimo Bianchi, Gran Maestro Aggiunto del Grande Oriente d’Italia, è prevista un’introduzione di Fabio Bertini, docente all’Università di Firenze e presidente del Comitato livornese per la promozione dei valori risorgimentali.

Tema della sua relazione sarà «Adriano Lemmi, l’economia e la finanza». Sono poi previsti i seguenti interventi: Ferdinando Cordova, Università La Sapienza di Roma su «Adriano Lemmi, Gran Maestro dell’Italia Unita»; Giovanni Greco, Università di Bologna su «Notarelle su Adriano Lemmi»; Massimo Sanacore, direttore Archivio di Stato di Livorno, su «Appunti d’archivio su Adriano Lemmi». Per ulteriori informazioni: 0586/820.500.

(La Nazione) 28 DIC 10

Genova 26 dicembre 2010 – (Il Secolo XIX) È morto Giuseppe Anania storica figura della massoneria.

Genova 26 dicembre 2010 – (Il Secolo XIX) È morto Giuseppe Anania storica figura della massoneria.

L’avvocato Anania, 83 anni, è deceduto la scorsa notte a Genova. È stato una delle figure più note della massoneria genovese “storica”, quella del Goi, il Grande Oriente d’Italia ricoprendo incarichi ai vertici regionali e nazionali.

Anania, noto nel mondo forense, di origini calabresi, è stato ai vertici del Grande Oriente d’Italia, ricoprendo la carica di primo sorvegliante. Negli anni ottanta e Novanta ha condiviso il processo di trasparenza e pubblicizzazione di molte iniziative della massoneria del Goi, seguendo a Genova sia il ritorno nella sede storica di Sampierdarena (un tempo sede del partito socialista) con il trasferimento del “Tempio” massonico da via Fieschi e le iniziative svolte con il Gran Maestro del Goi, l’avvocato riminese Gustavo Raffi che hanno portato a Genova e in Liguria a molte iniziative pubbliche con la presenza di tutto il collegio dei venerabili e degli iscritti come accaduto nella manifestazione forse più importante per numeri e presenze, svoltasi all’auditorium del Carlo Felice quando tutti i “venerabili” della Liguria furono presenti alla manifestazione pubblica.

Vai al sito de “Il Secolo XIX”.

(Il Secolo XIX) 26 DIC 10

Giuseppe Anania

Roma 23 dicembre 2010 – (Adnkronos) Livorno: martedì convegno “Adriano Lemmi tra politica, economia e fratellanza”.

Roma 23 dicembre 2010 – (Adnkronos) Livorno: martedì convegno “Adriano Lemmi tra politica, economia e fratellanza”.

Il Comune di Livorno e il Comitato livornese per la promozione dei valori risorgimentali, in collaborazione con il Grande Oriente d’Italia, presentano il Convegno ‘Adriano Lemmi fra politica, economia e fratellanza’. L’evento si terrà martedì 28 dicembre, alle ore 17.00 al Museo civico “Giovanni Fattori” di Livorno (Sala degli specchi, Villa Mimbelli Via S. Jacopo in Acquaviva, 65).

I programmi dei lavori prevedono i saluti di Mario Tredici, assessore alla cultura del Comune di Livorno e di Massimo Bianchi, Gran Maestro Aggiunto del Grande Oriente d’Italia. Presiede e introduce Fabio Bertini, Università di Firenze e presidente del Comitato livornese per la promozione dei valori risorgimentali, che tratterà “Adriano Lemmi, l’economia e la finanza”.

Relatori: Ferdinando Cordova, dell’Università La Sapienza di Roma, sul tema: “Adriano Lemmi, Gran maestro dell’Italia unita”; Giovanni Greco, Università di Bologna, “Notarelle su Adriano Lemmi”; Massimo Sanacore, Direttore dell’ Archivio di Stato di Livorno su “Appunti d’archivio su Adriano Lemmi”.

(AdnKronos) 23 DIC 2010

Roma 23 dicembre 2010 – (AGI) Massoneria: Raffi, in 2011 dialogo per cambiare il Paese.

Roma 23 dicembre 2010 – (AGI) Massoneria: Raffi, in 2011 dialogo per cambiare il Paese.

Un 2011 di progetti e di dialogo per cambiare il paese. Questo l’augurio per le festività di fine anno di Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, che in un messaggio afferma: “Buone feste a chi crede ancora ai sogni, a chi coltiva un dubbio che è seme di ricerca. Buona ‘stella di luce’ a chi conserva una speranza nel cuore e a chi coltiva un pensiero per il domani, anche quando è notte. L’augurio del Grande Oriente per tutti gli italiani è di vivere un 2011 di grandi progetti e di azioni concrete per il sociale. Un anno in cui la scuola pubblica torni ad essere agenzia forte di educazione, giorni in cui il dialogo si faccia strada tra le appartenenze, strutturando un confronto necessario per realizzare i cambiamenti che il nostro Paese attende”.

Raffi sottolinea: “Che sia un anno di pensieri forti, di cultura vissuta e impegno per superare l’incompiuto. Un anno di fraternità per chi è solo e al freddo, di coesione nel 150esimo dell’Unità nazionale. Abbiamo bisogno, insieme, di stringere verità controvento ma anche di fare spazio alla fiducia perché tutto può sempre cambiare. I liberi muratori sono da sempre al fianco di ogni uomo che cerca il senso della vita. Ci facciano compagnia la pietra della ricerca che non ha fine, il grano della speranza che non muore, il volto dell’altro che è nostro fratello sulle strade di un tempo da vivere”.

(AGI) 23 DIC 10

Roma 9 dicembre 2010 – (Adnkronos) Ciampi: Raffi (GOI), Auguri a un Grande italiano.

Roma 9 dicembre 2010 – (Adnkronos) Ciampi: Raffi (GOI), Auguri a un Grande italiano.

“Auguri a un grande italiano, uno statista che ha servito bene il nostro Paese e continua con umanità e intelligenza a dare prestigio alla nostra storia repubblicana”. Così Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, formula gli auguri del Goi al presidente emerito e senatore a vita Carlo Azeglio Ciampi, per il suo novantesimo compleanno.

“Ricordiamo con affetto – prosegue l’avvocato ravennate alla guida della Libera Muratoria di Palazzo Giustiniani – il suo infaticabile impegno civile, politico e istituzionale di garante della Costituzione, a tutela dei valori della Repubblica. Siamo d’accordo con Stefano Folli che oggi, sul ‘Sole 24 Ore’, definisce il senatore a vita ‘ultimo uomo del Risorgimento’, augurandoci al contempo che la sua lezione alta di vita e di politica continui a parlare all’oggi della nazione. L’insegnamento di Ciampi non puo’ infatti restare solo una pagina di storia profonda che racconta di Italia e di Europa, ma deve tracciare un percorso di presa di coscienza anche per il centocinquantenario dell’Unità d’Italia, per l’incompiuto cui dobbiamo lavorare tutti insieme affrontando le sfide che ci attendono”.

“Ci farà a lungo strada – conclude Raffi – l’energia morale, la forza del progetto e il pensiero di Ciampi che hanno costruito un percorso per ravvivare la memoria nazionale e avvicinare i cittadini alle istituzioni e al tricolore, che e’ simbolo di tutti. Auguri presidente”.

(AdnKronos) 9 DIC 2010

Fano 23 novembre 2010 – (Corriere Adriatico) Gustavo Raffi ospite degli aderenti fanesi alla massoneria.

Fano 23 novembre 2010 – (Corriere Adriatico) Gustavo Raffi ospite degli aderenti fanesi alla massoneria.

I trent’anni della loggia Procacci celebrati con il Gran maestro

Fano. E’ stato celebrato in un noto ritrovo della città il trentennale della fondazione della loggia massonica fanese “Alessandro Procacci”, al quale ha partecipato il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Gustavo Raffi con numerosi rappresentanti di tutte le “officine” marchigiane.

“Sono lontani i tempi – dichiara l’architetto Massimo Frequellucci, maestro venerabile della loggia Procacci – in cui i massoni si aggiravano come guardinghe creature notturne com’è ampiamente dimostrato dal fatto che il Gran Maestro venga chiamato ad intervenire in popolari trasmissioni televisive”.

Ma c’è ancora qualcuno che considera la Libera Muratoria come una sinistra società segreta o addirittura come un sabba diabolico. In realtà i massoni hanno fatto ricorso al segreto quando, in passato, condizioni politiche e sociali ostili glielo hanno imposto. Oggi invece tutti possono riconoscere i presupposti per un aperto confronto con la società civile e per il proficuo impiego del loro impegno umano, del loro patrimonio di cultura e della loro tradizione libertaria.

La loggia Procacci è affiliata al Gran Oriente d’Italia, considerato come il vero portatore degli ideali della massoneria, la cui sede ufficiale è a Roma nel palazzo del Vascello, dove per altro si consumò uno degli episodi più eroici del Risorgimento italiano. La difesa di questi ideali ha portato il gran maestro ad attivare un procedimento giudiziario tutte le volte che il nome della massoneria viene usato a sproposito o strumentalizzato da logge deviate o addirittura inventate. Ha confutato l’opinione comune che per essere iscritti occorre dichiarare di essere atei, anzi questa dichiarazione esclude a priori l’accoglimento di una eventuale domanda e in più l’organizzazione è una delle poche che richiede ai nuovo soci la presentazione del certificato penale del casellario giudiziario.

(Corriere Adriatico) 23 NOV 10

Roma 19 novembre 2010 – (Il Messaggero) Cento anni dalla svolta democratica di Nathan: un sindaco anomalo che in sei anni cambiò Roma.

Roma 19 novembre 2010 – (Il Messaggero) Cento anni dalla svolta democratica di Nathan: un sindaco anomalo che in sei anni cambiò Roma.

Il pensiero politico di Ernesto Nathan, «questo sindaco “anomalo” per la città di Roma, perché inglese di nascita, ebreo e massone» come l’ha definito Walter Veltroni, è stato riassunto da Nadia Ciani in Da Mazzini al Campidoglio – Vita di Ernesto Nathan (Collana Storia e Memoria, pgg. 289, 15 euro).

Il libro, che sarà in libreria da martedì 20 novembre, ripercorre il pensiero e l’impegno politico di Nathan nell’Italia post-unitaria, evidenziando la sua forte volontà democratica e riformatrice, in occasione del centenario dalla sua elezione a primo cittadino di Roma. In Campidoglio dal 1907 al 1913, Nathan rimane un personaggio di grande attualità per il senso di moralità che l’ha guidato in tutta la sua carriera pubblica. La lotta contro gli episodi di corruzione che si verificarono all’epoca di Crispi, il suo tentativo di raggruppare tutte le voci del movimento democratico di quegli anni, con l’obiettivo di costruire un’alternativa di progresso sociale e politico per l’Italia, sono dimostrazioni della sua anima riformista e della dedizione che ha sempre riservato al suo mestiere.

Il libro, con la prefazione di Walter Veltroni, ripercorre le tappe principali della sua carriera: dalle prime esperienze nel movimento democratico e nei tentavi unitari dell’Estrema Sinistra, alle attività di assessore della Giunta capitolina (1889-90), di fondatore della Società “Dante Alighieri”, di protagonista del Patto di Roma, di consigliere provinciale a Pesaro, di candidato alle elezioni politiche e di “Gran maestro” della Massoneria. Esperienze personali che si intrecciano con la storia politica italiana e con i suoi protagonisti. «Ernesto Nathan impresse alla sua attività di amministratore i tratti di una integrità morale che gli veniva riconosciuta da amici e avversari – ha scritto Veltroni- . Nei sei anni in cui Roma venne governata dalla giunta democratica da lui diretta, si delinearono nuove scelte urbanistiche e si realizzarono importanti innovazioni nei servizi pubblici e nel campo dell’istruzione e dell’edilizia scolastica, ma credo che lascito fondamentale di quegli anni rimane il processo di democratizzazione che per la prima volta investì la città».

(Il Messaggero) 19 NOV 10

Udine 18 novembre 2010 – (Il Gazzettino) L’omaggio a Celotti.

Udine 18 novembre 2010 – (Il Gazzettino) L’omaggio a Celotti.

Sala riunioni di Palazzo Kechler affollata per il quinto seminario di studi massonici in memoriam di Antonio Celotti, decano della Libera Muratoria, scomparso l’anno scorso a 103 anni. Fu noto in regione per essere stato vero e proprio filantropo, autore di un profondo rinnovamento della struttura ospedaliera udinese. Scrisse inoltre il libro «La massoneria in Friuli», pubblicato nel 1982, aggiornato per il suo centesimo compleanno, e, da valente pneumologo, dedicò la sua vita alla cura e alla ricerca medica. Dunque un tributo non formale con il seminario titolato “La laicità dello Stato quale garanzia dei diritti civili” che consolida una tradizione di attenzione, a Udine, di studi nell’ambito del Libero Pensiero.

Se, sul piano istituzionale, il convegno è stato introdotto da Sergio Parmegiani, presidente del “Consiglio dei maestri venerabili” dell’Oriente di Udine e coordinato da Giovanni Maria Cecconi, della Giunta del Goi, arricchito da un saluto di Umberto Busolini, presidente del “Collegio dei maestri venerabili del Friuli Venezia Giulia”, sul piano scientifico si è avvalso dei prestigiosi contributi dello stesso Cecconi e dei docenti universitari e studiosi Fulvio Salimbeni, Enzio Volli e Gian Mario Cazzaniga. Lo stesso Volli, in qualità di Gran Maestro onorario, ha siglato l’incontro con la consegna di due borse di studio, bandite con il “Premio Antonio Celotti” e riservate a giovani laureati dell’ateneo udinese, a Silvia Zanlorenzi e Melisa Idrizi.

Se Cecconi, partendo dal mito di Filemone e e Bauci, ha centrato il tema dell’accoglimento dell’altro e del dialogo, Volli ha rilevato momenti storici di un’Italia fine ottocento molto più moderna, tollerante e avanzata, per l’epoca, di quanto si possa immaginare. Cazzaniga ha discettato lucidamente di “laicità dello stato e pluralismo confessionale” e Salimbeni, con un intervento vibrante e ragionato ad un tempo, ha spiegato quanto il “Risorgimento” sia stato una vera cultura, intrisa di idealità e motivazione, sentimenti civili di cui, oggi, si sente quanto mai bisogno. Il tutto si collegava all’inaugurazione della nuova sede della Loggia “11 Settembre”, a Campoformido, nata pochi anni fa come omaggio alle vittime dell’intolleranza e del fanatismo.

(Il Gazzettino) 18 NOV 10

Roma 14 novembre 2010 – (La Repubblica) Il Napoleone radicale e massone che in famiglia era chiamato Plon-Plon.

Roma 14 novembre 2010 – (La Repubblica) Il Napoleone radicale e massone che in famiglia era chiamato Plon-Plon.

La storia di Girolamo, aristocratico esiliato che visse alle falde del Pincio. Sposò Clotilde di Savoia, la figlia di Vittorio Emanuele II.

Tra i tanti brutti tiri che la Storia può giocare ai singoli individui, c’è anche quello di illuderli di essere al centro degli eventi e per così dire nella cabina di comando, mentre in realtà il loro ruolo è quello di semplici pedine, facili prede del più irrimediabile oblio. Difficile che in questo periodo, in cui tanto si discute e si scrive del Risorgimento e dell’unità d’Italia, qualcuno si azzardi a rievocare il pallido spettro del principe Girolamo Napoleone. A fianco dell’entrata dell’Hotel de Russie, in via del Babuino, una targa ricorda che la «nobile vita» del principe terminò proprio a Roma, il 27 marzo del 1891. Già a quei tempi, in pochi si ricordavano di quell’aristocratico esiliato, venuto a spendere i suoi ultimi giorni alle falde del Pincio. Eppure Girolamo, come di addiceva a un Bonaparte, era vissuto in maniera tutt’altro che noiosa.

Suo cugino Napoleone III, d’accordo con Cavour, l’aveva sposato a Clotilde di Savoia, la figlia di Vittorio Emanuele II. Matrimonio tutt’altro che felice, ma importantissimo, come si può intuire, dal punto di vista politico e diplomatico. Per conto suo, Girolamo nutriva sentimenti tutt’altro che prevedibili per un membro della famiglia imperiale francese imparentato ai Savoia. Gli piacevano quelle che ai suoi tempi si definivano le idee radicali, odiava i preti, ed era un massone. Era amico di Alexandre Dumas, che proprio in compagnia del principe, durante un viaggio nel Mediterraneo, aveva visitato l’isola di Montecristo. Come militare, aveva partecipato a molte guerre, dalla Crimea all’Algeria, alle campagne per l’indipendenza italiana, ma la sua vera passione furono gli intrighi politici e giornalistici, che alla fine gli costarono l’esilio a Roma. L’aspetto pingue e bonario dei suoi ritratti ci suggerisce inoltre l’idea di uomo che amava i piaceri. Se dalla principessa Clotilde ebbe tre figli, altri due ne fece con una dama di compagnia di sua moglie, di trent’anni più giovane di lui. Per completare questo rapidissimo ritratto, non si può tacere il buffo soprannome con cui quest’uomo così energico ed avventuroso era chiamato in famiglia e nella cerchia dei più intimi: Plon-Plon. Come si può vedere, ce n’è abbastanza per un romanzo storico, di quelli in cui i grandiosi scenari della guerra e del potere si mescolano ai più imbarazzanti pettegolezzi privati.

Fosse per me, lo intitolerei proprio «Plon-Plon», perché c’è più verità in questi nomignoli familiari, non si sa se più affettuosi o crudeli, che in intere biblioteche di testimonianze storiche. E a dire la verità, un grande scrittore italiano, che meriterebbe anche lui d’essere ricordato più di quanto oggi si faccia, fu tentato dall’impresa. E se non la portò a termine, ci ha lasciato del tentativo una testimonianza struggente, forse più preziosa dell’opera stessa che non riuscì a compiere. Parlo di Mario Pomilio, autore di libri importanti come «Il cimitero cinese» e «Il quinto evangelio», che nel 1964, durante una visita a Roma (lo scrittore, di origine abruzzese, viveva a Napoli), passeggiando per via del Babuino fu incuriosito dalla targa commemorativa dedicata a Girolamo e intraprese delle ricerche storiche per dar corpo a quel personaggio che gli era venuto incontro, in maniera sommessa e misteriosa, dagli abissi del tempo. A quei tempi, il vecchio albergo di via del Babuino dove il principe aveva trascorso i suoi ultimi giorni, era la sede centrale della RAI. E Pomilio era stato colpito proprio dalla somiglianza dei destini del vecchio palazzo e di quel suo improbabile personaggio, travolti l’uno e l’altro dalla marea del tempo che cancella ogni significato. Come spesso accade, il progetto

Roma 4 novembre 2010 – (Adnkronos) 4 novembre: Raffi (GOI), sia tavola di pace e democrazia per Italia che vuole futuro.

Roma 4 novembre 2010 – (Adnkronos) 4 novembre: Raffi (GOI), sia tavola di pace e democrazia per Italia che vuole futuro.

«Una Repubblica nata per unire. Il 4 novembre, Festa dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, costituisca una rinnovata tavola di pace e di democrazia per l’Italia che vuole costruire il proprio futuro. Un evento importante nel percorso della nostra Nazione che si avvia a vivere con rinnovata energia e pensieri di costruzione sociale il 150° anniversario dell’Unità d’Italia».

Così Gustavo Raffi, gran maestro del Grande Oriente d’ Italia, in occasione della Festa del 4 novembre.
«Il sogno dei padri risorgimentali -aggiunge Raffi- si realizzò pienamente con il ‘bollettino’ di Vittorio Veneto e l’Italia, da semplice espressione geografica, come l’aveva definita il principe di Metternich, divenne Nazione. Esprimiamo gratitudine alle Forze Armate, presidio delle libere istituzioni, ricordando quanti, fedeli alla nostra Bandiera, sacrificarono la loro vita alla Patria e agli ideali di libertà. Insieme a tutte le coscienze libere del nostro Paese, ci impegniamo soprattutto nelle celebrazioni del cento cinquantenario, a trasmettere alle nuove generazioni la memoria degli eventi che hanno caratterizzato la storia italiana, perchè venga rinnovata da parte di tutti piena fedeltà alla Carta Costituzionale, nella ricorrenza del 62° della sua promulgazione».

«Oltre al valore delle nostre Forze Armate, impegnate in fondamentali compiti di peace-keeping in ogni parte del mondo -prosegue Raffi- desideriamo rivolgere un pensiero a tutti coloro che sul territorio ogni giorno, senza la luce dei riflettori, svolgono un lavoro difficile per garantire la sicurezza in numerose realtà, dal mantenimento dell’ordine pubblico al soccorso contro le calamità naturali. L’Italia di domani -conclude- si costruisce non con i proclami ma attraverso l’esempio delle persone che si misurano sempre con i problemi reali».

(AdnKronos) 4 NOV 2010

Roma 4 novembree 2010 – (AGI) 4 novembre: Raffi (Massoneria), per unire esempio e non proclami.

Roma 4 novembree 2010 – (AGI) 4 novembre: Raffi (Massoneria), per unire esempio e non proclami.

“L’Italia di domani si costruisce non con i proclami, ma attraverso l’esempio delle persone che si misurano sempre con i problemi reali”. Lo dice Gustavo Raffi, Gran maestro del Grande Oriente d’Italia, in occasione della Festa del 4 novembre, e aggiunge: “La festa dell’Unità nazionale e giornata delle Forze armate costituisca una rinnovata tavola di pace e di democrazia per l’Italia che vuole costruire il proprio futuro. Un evento importante nel percorso della nostra nazione che si avvia a vivere con rinnovata energia e pensieri di costruzione sociale il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia”.

“Il sogno dei padri risorgimentali – dice ancora Raffi – si realizzò pienamente con il ‘bollettino’ di Vittorio Veneto e l’Italia, da semplice espressione geografica, come l’aveva definita il principe di Metternich, divenne Nazione. Esprimiamo gratitudine alle Forze armate, presidio delle libere istituzioni, ricordando quanti, fedeli alla nostra bandiera, sacrificarono la loro vita alla patria e agli ideali di libertà. Insieme a tutte le coscienze libere del nostro Paese, ci impegniamo soprattutto nelle celebrazioni del centocinquantenario, a trasmettere alle nuove generazioni la memoria degli eventi che hanno caratterizzato la storia italiana, perchè venga rinnovata da parte di tutti piena fedeltà alla Carta costituzionale, nella ricorrenza del 62esimo della sua promulgazione”.

Il Gran maestro del Goi conclude: “Oltre al valore delle nostre Forze Armate, impegnate in fondamentali compiti di peace-keeping in ogni parte del mondo desideriamo rivolgere un pensiero a tutti coloro che sul territorio ogni giorno, senza la luce dei riflettori, svolgono un lavoro difficile per garantire la sicurezza in numerose realtà, dal mantenimento dell’ordine pubblico al soccorso contro le calamità naturali”.

(AGI) 4 NOV 10

Roma 3 novembre 2010 – (ANSA) Italia 150: Napolitano, il Risorgimento è Storia di Eroi. Celebriamolo senza complessi né cedimenti.

Roma 3 novembre 2010 – (ANSA) Italia 150: Napolitano, il Risorgimento è Storia di Eroi. Celebriamolo senza complessi né cedimenti.

La storia del Risorgimento è una storia di eroi, di persone che hanno sacrificato la loro vita per l’ideale unitario, ha ricordato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, inaugurando al Vittoriano la mostra “Gioventù ribelle”.
“Dobbiamo celebrare i 150 anni dell’Unità – ha aggiunto – senza complessi e senza cedimenti, superando gli effetti di quell’orrore per la retorica, che non deve certo essere rimpianto, ma che ha finito per farci buttare via troppe cose. E ad esempio ha diffuso una riluttanza a parlare di eroi”.

“Ma cos’è il Risorgimento – ha proseguito – se non una storia di eroi. Cos’è stato Goffredo Mameli se non un eroe? Altri protagonisti che hanno sacrificato la loro vita per l’ideale dell’Italia unita. Altri paesi sono più attenti del nostro a non deprimere il loro patrimonio storico, ad esempio, la Scuola Normale Superiore di Parigi ha recentemente dedicato una giornata di studi a ‘Cavour europeo’.

Dunque liberiamoci dai nostri complessi e facciamo attenzione anche a certi cedimenti, ad esempio all’uso sterilmente polemico nel Risorgimento e del movimento unitario con l’occhio al presente. Mi riferisco a teorie come quelle del Risorgimento inteso come rivoluzione fallita, oppure alla tesi storicamente falsa del brigantaggio meridionale, descritto come reazione al processo unitario nazionale. Il brigantaggio c’era già prima, molti anni prima, ed è stato un fenomeno di rivolta sociale contro l’autoritarismo e l’oppressione borbonica. Invece di riconoscere tutto ciò affiora invece un nostalgismo borbonico”.

Napolitano ha invitato a fare attenzione a queste ed altre ricostruzioni semplicistiche del movimento risorgimentale. “Naturalmente anche nel movimento unitario che ha fatto l’Italia – ha detto ci sono stati errori e ce ne sono stati altri poi dopo l’Unità, gravi insufficienze, incapacità di realizzare gli ideali indicati. Ma non mettiamo errori e responsabilità delle classi dirigenti sulle spalle di eroi come Goffredo Mameli. Parlo di errori che si sono ripetuti per decenni, come la mancata risposta all’arretratezza del Mezzogiorno”.

Napolitano ha concluso il suo intervento a braccio e fuori programma ricordando che “la grandezza del processo unitario è data dalla molteplicità delle sue componenti e che la grandezza di Cavour consiste nella capacità di farle confluire in un progetto”.

(ANSA) 3 NOV 10

Bruxelles 15 ottobre 2010 – (ANSA) Ue: riunione Atei e Massoni; Barroso, rispetto libertà.

Bruxelles 15 ottobre 2010 – (ANSA) Ue: riunione Atei e Massoni; Barroso, rispetto libertà.

“Non sono membro di nessuna di queste associazioni”, ma “rispetto la libertà di ciascuno a dire oppure no se appartiene a queste organizzazioni che sotto la dittatura, come è accaduto nel mio paese, in Portogallo, sono state perseguitate”. Il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, al primo incontro con i rappresentanti di una trentina organizzazioni filosofiche e nonconfessionali, tra cui numerosi rappresentanti della massoneria, compreso Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente-Palazzo Giustiniani, ha evidenziato l’importanza della libertà di ciascuno di scegliere di appartenere ad un’associazione.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente del Consiglio Ue,Herman van Rompuy che, alle domande dei giornalisti, ha risposto: “Non sono membro di queste associazioni, ma non importa esserlo per averne rispetto”. Il confronto con le organizzazioni filosofiche e non confessionali – il primo di questo genere – segue quello già avuto da Barroso, Van Rompuy e dal presidente dell’europarlamento Jerzy Busek, anch’egli presente oggi, con le comunità religiose. La loro convocazione formale è dettata dall’articolo 17 del Trattato di Lisbona.

Argomento della discussione di oggi la lotta contro la povertà e l’esclusione sociale. Con Barroso, Buzek e Van Rompuy, per circa due ore, si sono confrontati rappresentanti di associazioni laiche e umaniste, ma anche molti esponenti della massoneria. Tanti i Gran Maestri del Grande Oriente presenti, oltre a Gustavo Raffi, anche i rappresentanti di Belgio, Francia, Romania, Grecia, Lussemburgo e Portogallo. “Si è trovato un largo consenso per iscrivere tra le priorità la lotta contro la povertà e l’esclusione sociale da affrontare non solo dal punto di vista economico e sociale ma anche dal punto di vista etico”, ha rilevato Barroso.

(ANSA) 15 OTT 10

Bruxelles 15 ottobre 2010 – (Adnkronos) Ue: Barroso, non sono massone, si rispetti privacy e libertà ognuno. Incontro con organizzazioni laiche e massoniche, presente Gran Maestro Raffi.

Bruxelles 15 ottobre 2010 – (Adnkronos) Ue: Barroso, non sono massone, si rispetti privacy e libertà ognuno. Incontro con organizzazioni laiche e massoniche, presente Gran Maestro Raffi.

“Non sono membro di nessuna di queste organizzazioni, e nessuno mi ha invitato a farne parte”. E’ così che ha risposto il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso a chi gli chiedeva se facesse parte di qualche gruppo massonico, in occasione del primo incontro tenutosi oggi a Bruxelles tra i presidenti delle istituzioni Ue e i rappresentanti delle organizzazioni filosofiche non confessionali”. Che, di fatto, sono per oltre la metà massoni.

Tra i 30 ospiti di palazzo Berlaymont, infatti, ben 17 erano presenti in rappresentanza delle logge massoniche europee, tra cui il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Gustavo Raffi, accompagnato da Antonio Panaino, direttore scientifico della rivista ufficiale della massoneria del Grande Oriente. Al centro del dibattito, la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, a cui è dedicato l’anno europeo 2010 e su cui era già avvenuto nei mesi scorsi un confronto tra l’Ue e i rappresentanti delle confessioni religiose.

Barroso ha quindi rivendicato la libertà di ognuno a rivelare o meno la propria appartenenza alla massoneria o a gruppi simili. “E’ diritto di ogni persona dire o meno se è membro o no di una di queste organizzazioni, perché durante certi periodi storici come la dittatura, che ho conosciuto nel mio paese (Portogallo, ndr), l’appartenenza era proibita e punita con il carcere”, ha affermato “senza scherzare” il presidente della Commissione.

Anche il presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy ha chiesto “rispetto” per le organizzazioni laiche e massoniche, di cui ha negato di fare parte. “In nome della trasparenza, neanche io ne sono membro”, ha affermato Van Rompuy, aggiungendo che “anche nell’incontro precedente con i leader religiosi, nessuno di noi era hindu o sikh, ma non c’e’ bisogno di esserlo per averne rispetto”.

Oltre a Raffi, erano presenti a Bruxelles i rappresentanti del Grande Oriente di Belgio, Francia, Lussemburgo, Germania, Romania, Grecia e Portogallo. Tra le associazioni laiche, invece, l’Osservatorio internazionale per la laicità, l’Associazione europea per il libero pensiero, il Centro di azione laica e la Federazione umanista europea. “La nostra partecipazione a questo incontro dimostra che la massoneria ha diritto di cittadinanza nell’Ue e nel mondo”, ha affermato Raffi. Il dovere di dichiarare l’appartenenza a una loggia massonica, ha poi tenuto a ricordare il Gran Maestro del Grande Oriente, è solo dei massimi rappresentanti, non di tutti gli affiliati. “La massoneria è stata segreta quando i tempi lo imposero, e non bisogna confondere la forma organizzativa con l’ideologia”, ha ammonito Raffi.

Davanti a Barroso, Van Rompuy e al presidente dell’Europarlamento Jerzy Buzek, il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia ha lanciato la proposta di un “forum permanente delle associazioni umanistiche sulla povertà e l’esclusione sociale, che si riunisca con cadenza annuale e a turno nei diversi paesi membri dell’Ue” e che “si affianchi agli altri organismi già pensati da Bruxelles per le politiche attive di contrasto a questi fenomeni” con il compito di “contribuire, con idee e proposte concrete di gruppi umanistici e laici, ad indicare soluzioni possibili”.

(AdnKronos) 15 OTT 2010

Bruxelles 15 ottobre 2010 – (Adnkronos) Ue: Raffi (GOI), creare osservatorio contro povertà ed esclusione sociale. La proposta del Gran Maestro della massoneria a Bruxelles con i vertici dell’unione.

Bruxelles 15 ottobre 2010 – (Adnkronos) Ue: Raffi (GOI), creare osservatorio contro povertà ed esclusione sociale. La proposta del Gran Maestro della massoneria a Bruxelles con i vertici dell’unione.

“Un forum permanente delle associazioni umanistiche sulla povertà e l’esclusione sociale, che si riunisca con cadenza annuale e a turno, nei diversi paesi membri dell’Unione Europea. Un osservatorio che si affianchi agli altri organismi già pensati dall’Unione per le politiche attive di contrasto a questi fenomeni diffusi e abbia come compito quello di contribuire, con idee e proposte concrete di gruppi umanistici e laici, ad indicare soluzioni possibili”. E’ la proposta avanzata oggi dal Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Gustavo Raffi, nel suo intervento al Meeting con i rappresentanti delle associazioni umanistiche non confessionali sul tema ‘Combattere la povertà e l’esclusione sociale. Un imperativo per la governance europea’, che si è tenuto al Parlamento europeo alla presenza del presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, del presidente del Parlamento Ue, Jezry Buzek e dal presidente del Consiglio europeo, Herman von Rompuy.

Per la Libera Muratoria di Palazzo Giustiniani “l’Europa dell’euro viene dopo l’Europa dell’anima, ha sottolineato Raffi. Lotta alla povertà deve significare restituire dignità alle persone, nei diversi ambiti del loro vissuto. L’apporto della libero-muratoria alla storia europea non si declina tanto in soluzioni pratiche ai problemi contingenti quanto nella sua capacità, consolidata nei secoli, di mettere gli uomini che avvicinano l’Istituzione nelle condizioni di camminare sul sentiero della conoscenza e di lavorare la propria pietra grezza per divenire parte dell’unico tempio dell’umanità. La Massoneria – ha aggiunto l’avvocato ravennate alla guida della piu’ antica Obbedienza massonica italiana – si candida ad essere un’agenzia per il risveglio della responsabilità e della consapevolezza di ciascuno. La consapevolezza di essere uomini e fratelli, accomunati da un unico destino”.

“Non dobbiamo dimenticare – ha aggiunto- che oltre a quella materiale esiste un’altra povertà, non meno pericolosa e insidiosa è quella culturale e spirituale, che affligge tutto il mondo e troppo spesso dimentichiamo. Il disagio spesso assume i connotati della crisi di identità che, insieme al bisogno materiale, puo’ essere causa di scontri fratricidi, di totali incomprensioni e insensata violenza. A questa ‘nuova poverta” bisogna porre rimedio prima che diventi un laboratorio permanente di odio Ed esclusione sociale. Perché – ha concluso Raffi – come la storia ci ha insegnato, dall’ignoranza e dalla superstizione si sviluppa il peggio dell’umanita”‘.

(AdnKronos) 15 OTT 2010

Bruxelles 15 ottobre 2010 – (ANSA) Ue: Raffi (GOI), creare forum su povertà.

Bruxelles 15 ottobre 2010 – (ANSA) Ue: Raffi (GOI), creare forum su povertà.

Creare un forum permanente delle associazioni umanistiche sulla povertà e l’esclusione sociale, che si riunisca ogni anno e a turno nei diversi Paesi membri dell’Ue: è la proposta avanzata oggi dal Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Gustavo Raffi, nel corso dell’incontro dei rappresentanti delle associazioni umanistiche e non confessionali con i presidenti delle istituzioni europee.

Raffi ha proposto la creazione di “un osservatorio che si affianchi agli altri organismi già pensati e proposti dall’Unione per le politiche attive di contrasto alle povertà” e che “abbia il compito di contribuire, con idee e proposte di gruppi umanisti e laici, ad indicare le soluzioni possibili”.
“Non dobbiamo dimenticare – ha aggiunto – che oltre alla povertà materiale, ne esiste un’altra non meno pericolosa, quella culturale e spirituale”.

Con Raffi, all’incontro, hanno preso parte molti altri rappresentanti europei della massoneria che hanno ammesso, di fronte alle domande dei giornalisti, la chiusura alle donne da parte di molte delle loro organizzazioni.

(ANSA) 15 OTT 10

Bruxelles 15 ottobre 2010 – (ANSA) Ue: massoni a Bruxelles; Barroso e Van Rompuy, non iscritti.

Bruxelles 15 ottobre 2010 – (ANSA) Ue: massoni a Bruxelles; Barroso e Van Rompuy, non iscritti.

Con tanti massoni riuniti a Bruxelles con i presidenti delle istituzioni europee, la domanda era quasi d’obbligo: siete iscritti a qualcuna di queste associazioni?, ha chiesto un giornalista nel corso della conferenza stampa di oggi a Bruxelles dopo l’incontro dei presidenti della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, e del Parlamento europeo, Jerzy Buzek, con le organizzazioni filosofiche e non confessionali, tra cui molti gran maestri del Grande Oriente.

“Non sono membro di nessuna di queste associazioni”, ma “rispetto la libertà di ciascuno a dire oppure no se appartiene a queste organizzazioni che sotto la dittatura, come è accaduto nel mio paese, in Portogallo, sono state perseguitate”, ha affermato il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente del Consiglio Ue, Herman van Rompuy che ha risposto: “Non sono membro di queste associazioni, ma non importa esserlo per averne rispetto”.

(ANSA) 15 OTT 10