Napoli. Il Gran Maestro con i ragazzi di Scampia e poi al convegno sui diritti umani

Le vele, le case celesti, il degrado. A Scampia, il quartiere più popoloso e povero di Napoli, tra le strade dove ogni giorno polizia e carabinieri danno la caccia ai piccoli spacciatori, ai grandi trafficanti di droga e ai camorristi latitanti, è nata una libreria davvero speciale, con una grande insegna gialla sulla quale campeggia la scritta La Scugnizzeria con sotto la frase “Sognare  il sogno impossibile”. E’ qui, che si è fatto portare il Gran Maestro Stefano Bisi, appena arrivato nella città del Golfo, per partecipare al convegno organizzato dal Grande Oriente dal titolo “Grammatica universale dei diritti umani: Liberté, Égalité, Fraternité” all’Hotel Royal Continental  in Via Partenope, organizzato dal Collegio dei Maestri Venerabili della Campania-Lucania del Grande Oriente d’Italia.

“Qualche settimana fa –ha raccontato poi in serata Bisi rivolgendosi al pubblico che affollava la sala conferenze dell’albergo- ho letto una bella notizia, una di quelle di cui abbiamo bisogno. L’inaugurazione dopo 40 anni a Scampia di una libreria.  Sono voluto andare a visitarla. Ho incontrato Rosario, l’animatore dell’associazione, che ha realizzato l’iniziativa. Un’associazione che produce prodotti biologici e anche libri. Io ho portato con me questa scatola…E questo stasera è il mio spot. Dentro c’è un libro, un cd, un vasetto di miele. Con pochi euro, possiamo dar forza a  questi giovani, aiutarli a realizzare il loro sogno. La loro libreria organizza corsi di yoga, di ginnastica, di lettura, di scrittura. Fanno cultura a Scampia”, ha sottolineato il Gran Maestro. E il diritto alla cultura, ha rimarcato entrando nel tema dell’incontro, è anche il diritto al confronto.

“L’esercizio al confronto –ha osservato-  è cultura”. Bisi ha riferito di aver visto nella Scugnizzeria di Scampia, che vende “Libri terroni”, cioè pubblicati al sud, un volume che lo ha particolarmente  incuriosito, “non per il titolo –ha spiegato- ma per l’autore, che si chiama Davide Mattiello”, ed è  il parlamentare del Pd, ispiratore e primo firmatario di una delle due proposte di legge contro la Massoneria presentate nei mesi scorsi. “Io non mi sottraggo al  confronto e cerco e voglio capire le ragioni dell’altro”, ha detto rievocando il contenzioso in atto da oltre un anno con  la Commissione Antimafia, di cui Mattiello fa parte,  e con Rosy Bindi che la presiede. Un contenzioso, che ha suscitato polemiche e innescato una nuova ondata mediatica di ostilità e pregiudizio nei confronti dei liberi muratori. La stessa che ha indotto il sindaco di Napoli Luigi De Magistris a non intervenire al convegno del Goi, al quale hanno preso parte Francesco Di Donato – docente di Storia delle Dottrine e delle Istituzioni Politiche; Giuseppe Benedetto – Presidente della Fondazione Einaudi; Andrea Cozzolino – Europarlamentare,  Massimo Calenda – Giornalista, oltre al Gran Maestro, che, annunciando di essere stato convocato per la terza volta davanti alla commissione, ha ricordato che il Grande Oriente ha denunciato i membri dell’Antimafia alla Corte Europea dei diritti dell’uomo e alla Procura di Roma.

“Riteniamo –ha spiegato- che la Commissione abbia commesso un abuso nei nostri confronti.  Come ha detto pochi giorni fa a Milano, anche  Davide Monti, un magistrato in servizio,  gli elenchi non si sequestrano a nessuno, a nessuna associazione. I parlamentari di questa Repubblica e anche i parlamentari europei dovrebbero riflettere su questo strumento. La commissione antimafia ha gli stessi poteri e limiti dell’autorità giudiziaria, ma solo in teoria. Se infatti il potere dell’Autorità Giudiziaria, che è  costituita dal  Pm, che esercita l’azione penale nei confronti delle persone indagate e dal giudice  che valuta le accuse mosse dal Pm, ascolta la difesa e decreta se debba essere celebrato il procedimento oppure no, è bilanciato, quello delle commissioni d’inchiesta, che possono anche utilizzare la polizia giudiziaria, come ha stabilito una storica sentenza della Consulta, è senza limiti. L’Antimafia è gip e pm al tempo stesso. C’è un corto circuito”.  E’ per questo, ha ribadito il Gran Maestro, “che ci siamo presentati anche davanti alla corte europea”. “Vogliamo tutelare e difendere –ha detto- non solo la nostra Istituzione, ma la libertà di tutti i cittadini. Non si tratta di essere garantisti o giustizialisti, che sono due categorie dello spirito che respingo, il problema è un altro. Abbiamo una Costituzione che va rispettata”. Bisi ha citato l’articolo 2 e l’articolo 18 della nostra Carta fondamentale.  Il primo, ha sottolineato, favorisce le formazioni sociali, perché è nelle formazioni sociali che si esercita e si migliora la personalità di ogni uomo, il secondo sancisce la libertà di associazione. “E’ questi due principi che noi difendiamo e che, mettendo sotto attacco noi, sono stati messi  a rischio. Un rischio che coinvolge tutti”.  Accadde qualcosa di simile, ha ricordato il Gran Maestro, agli albori del Fascismo, che perseguitò la Massoneria definendola il “cancro della società” e nel 1925  la mise al bando con una legge, che assomiglia molto alle proposte presentate nei mesi scorsi, che riguardava appunto le associazioni. Una legge contro la quale si scagliò in parlamento Antonio Gramsci, non per difendere i liberi muratori, ma perché aveva capito che quella norma era un grave vulnus, che avrebbe messo a rischio la libertà di tutti. Per il resto, “noi continuiamo a fare il nostro lavoro –ha aggiunto poi Bisi- a organizzare momenti di cultura. Ai nostri incontri, agli incontri che i nostri fratelli promuovono viene tanta gente, c’è sempre tanta partecipazione come stasera. Sono la nostra risposta a chi ci vorrebbe cancellare”. Poi il pensiero del Gran Maestro è tornato ai ragazzi di Scampia: “Mi ha davvero colpito vederli lì, insieme,  impegnati in tante attività in quello spazio di 140 metri quadri, tra scaffali di libri, prodotti della terra, macchinari, e pensare che tra loro c’è chi sta lottando contro la droga, o si sta riscattando dal carcere”. Le loro scatole diventeranno tante scatole, “costruiremo un tempio –ha detto Bisi- coerenti con quello che diceva un nostro fratello, Mario Calvino, padre di Italo: la Massoneria è un’associazione che tutela il libero pensiero e il bene dell’umanità”.



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