XX Settembre. Plautilla, “L’Architettrice”, è tornata al Vascello con Melania Mazzucco

Nel  punto piu’ alto del Gianicolo, dove oggi ha sede il Grande Oriente d’Italia e dove si consumò la battaglia in difesa della Repubblica Romana del 1849, sorgeva Villa Benedetta, piu’ conosciuta come il Vascello, per via della sua forma di grande nave, adagiata su una scogliera,  una dimora barocca, progettata nel 1613 da un’ artista romana di nome Plautilla Bricci o Briccia (1616 1605). A lei è dedicato il romanzo di Melania Mazzucco, “L’Architettrice” (Einaudi), che ha avuto il merito di sottrarla all’oblio e riconoscerle il primato di prima donna architetto della nostra storia. Un libro che è stato protagonista delle tradizionali celebrazioni massoniche organizzate dal Goi in occasione dell’Equinozio d’Autunno e della Breccia di Porta Pia.

A moderare l’evento, al quale ha presenziato anche il Gran Maestro Stefano Bisi,  il Bibliotecario e Gmo Bernardino Fioravanti, che ha rievocato l’incontro avuto molti anni fa con la scrittrice. Un incontro, come ha rivelato la stessa Mazzucco, che ebbe il merito di moltiplicare il suo interesse per Plautilla e per quel momento del Risorgimento che aveva segnato l’agonia del capolavoro che lei aveva realizzato. Suonò al citofono del Vascello una mattina di Primavera, non aspettandosi che le aprissero. Invece si ritrovò in una biblioteca ordinata e deserta, dove l’accolse Fioravanti, consentendole di camminare nella galleria, affacciarsi alle finestre e immaginare come doveva l’architettrice Plautilla si aggirasse all’interno del cantiere e tra le impalcature.  

Con Mazzucco è intervenuto anche Sergio Toffetti, una vita passata nel mondo del cinema. Toffetti è stato consulente e membro del comitato scientifico di Raiteche, consevatore della cineteca nazionale del centro sperimentale di cinematografia a Roma, curatore di varie retrospettive,  presidente del Museo nazionale del cinema di Torino e ha seguito il restauro di oltre 300 film. Anche lui ha riferito di aver bussato alle porte del Vascello 15 anni fa, quando la Cineteca nazionale si trovò a dover restaurare il piu’ vecchio film italiano a soggetto, che è La presa di Roma del 1905. Il film, ha raccontato, finiva con l’immagine dell’Italia turrita con i quattro artefici del Risorgimento e sembrava una vera e propria apoteosi massonica. Fu così che telefonò al Grande Oriente ed ebbe inizio un intenso rapporto di collaborazione che continua ancor oggi. In omaggio a Melania Mazzucco e al suo libro Toffetti ha proiettato alcuni minuti del film Camicie rosse del 1952 di Goffredo Alessandrini e Francesco Rosi, e di Un giorno perfetto, di Ferzan Ozpetek, tratto dall’ omonimo e celebre romanzo delle scrittrice.

Scheda Melania Mazzucco

Nata a Roma, un’infanzia trascorsa  tra palestre e campi sportivi (come ginnasta e pallavolista) e i teatri off di Trastevere, dove il padre allestisce i suoi spettacoli, Melania Mazzucco, laureata in Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea all’Università la Sapienza, diploma in sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia, ha esordito nella narrativa nel 1992, con il racconto Seval, pubblicato sulla rivista Nuovi Argomenti. E da allora ha pubblicato una serie di grandi romanzi senza mai fermarsi, da “Il bacio della Medusa”, al celeberrimo “Vita”, con cui nel 2003 ha vinto il Premio Strega a “Un giorno perfetto”(Premio Hemingway e Premio Roma),  dal quale è stato tratto l’omonimo film di Ferzan Ozpetek, alla “Lunga attesa dell’angelo” (Premio Bagutta, Premio Scanno, Premio dei lettori Biblioteche di Roma), a “Jacomo Tintoretto & i suoi figli”. Del 2012 è Limbo, storia di una donna, maresciallo sottufficiale degli Alpini, reduce da una drammatica missione in Afghanistan (Premio Elsa Morante per la narrativa, Premio Bottari Lattes Grinzane, Premio Giacomo Matteotti).

Nel 2013 pubblica il romanzo Sei come sei  “Sei come sei”,  la storia di Eva, adolescente, figlia di due padri, che ha scatenato polemiche e aperto dibattiti (Franco Cuomo International Award). Nel 2016 è la volta di Io sono con te e nel 2020 con il romanzo L’Architettrice vince il Premio Alassio Centolibri – Un autore per l’Europa, il Premio Stresa e il premio iO Donna Eroine d’oggi). Ha firmato articoli,  reportage e racconti per il Manifesto, Nuovi Argomenti, Il Messaggero, Il Sole 24 ORE, The New York Times, El País, la Repubblica, di cui è collaboratrice. I suoi romanzi sono tradotti in 23 paesi.



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