
“Siamo qui da anni in maniera costante, non per ricordare il XX Settembre nella sua importanza, ma soprattutto, e solo per ricordare tutti i fratelli che con la loro vita ci danno oggi la possibilità di essere qui. E la loro vita continua nel nostro percorso. Questa è la testimonianza che dobbiamo dare per il prossimo futuro. È un aspetto simbolico. Ognuno di noi conosce la storia del XX Settembre, ma abbiamo ancora l’obbligo, noi fratelli massoni italiani, di ricordare i tanti fratelli che hanno lasciato la vita. Oggi noi ne siamo gli eredi e custodi. Quel patrimonio tangibile di allora, che continua ancora oggi“. Con queste parole, pronunciate a Porta Pia dopo la deposizione della corona di alloro al monumento dei caduti, il Gran Maestro Antonio Seminario ha richiamato il significato più profondo di questo anniversario così importante per la Massoneria del Grande Oriente d’Italia. Non una semplice rievocazione della Breccia e della sua rilevanza storica, ma un atto di memoria viva rivolto a quanti, contribuirono con il proprio sacrificio alla costruzione dell’Italia unita.
Il 20 settembre 1870 segnò uno spartiacque nella storia italiana. All’alba di quel giorno, le truppe del Regno d’Italia comandate dal generale Raffaele Cadorna aprirono il fuoco contro le mura che circondavano Roma. Dopo alcune ore di cannoneggiamento, si aprì una breccia nel tratto compreso tra Porta Pia e Porta Salaria. La resistenza delle forze pontificie fu breve. Papa Pio IX, intenzionato a evitare un più grave spargimento di sangue, ordinò di interrompere le ostilità. I bersaglieri e i reparti dell’esercito italiano entrarono in città: Roma venne annessa al Regno d’Italia dopo il plebiscito del successivo ottobre e, nel febbraio 1871, divenne ufficialmente la capitale del Paese, subentrando a Firenze. La presa di Roma concluse il lungo processo risorgimentale avviato decenni prima. Ma soprattutto pose fine al potere temporale dei papi, cioè al governo diretto della Santa Sede su un territorio che, per secoli, aveva compreso una parte significativa della penisola italiana. Per una larga parte del mondo laico e risorgimentale, il XX Settembre divenne così il simbolo dell’ingresso dell’Italia nella modernità: uno Stato nazionale, con Roma capitale, nel quale la sfera civile e quella religiosa avrebbero dovuto trovare un diverso equilibrio
