Tolleranza, accoglienza e dialogo. Il Gran Maestro Bisi racconta la Massoneria. Convegno a Matera

Gran Maestro Bisi al convegno di Matera

“Tolleranza, dialogo e impegno” per affrontare questioni come lavoro e immigrazione. E’ uno dei temi al centro dell’intervento del Gran Maestro Stefano Bisi al convegno sulla ”Massoneria in Basilicata” che si è tenuto l’11 settembre a Matera organizzato dal Grande Oriente d’Italia. ”Non abbiamo una ricetta per salvare o rilanciare l’economia, però – ha detto il Gran Maestro –  possiamo dare a questo Paese un’idea, che è quella del principio fondante della Libera Muratoria: la tolleranza”. “I massoni  non buttano in mare chi arriva, ma invitano all’accoglienza seguendo delle regole che poi spetta ai governi dare. Il nostro spirito è quello di accomunare persone diverse, capaci di stare assieme. Il nostro metodo è il dialogo e il nostro impegno è quello di contribuire alla soluzione di problemi”,  ha aggiunto Bisi spiegando che “La Libera Muratoria  insegna a costruire ponti e ad abbattere muri”.

Da destra, Vittorio Prinzi, Stefano Bisi, Livio Di Luca, Tommaso Russo

Assai affollata per l’occasione la cappella del Sacro Cuore di Palazzo Gattini che fu eretta dal Duca Malvezzi nel 1893 e che appare costruita come un tempio liberomuratorio con un grande occhio che troneggia sulla pala del Cristo.  “I massoni delineano le sorti del mondo”, ha detto ironicamente il Gran Maestro. “Ma non sono riusciti a ingrandire questa sala. Scusateci”, ha aggiunto sottolineando poi la particolarità di questo luogo, piccolo ma  adattissimo all’evento che ha ospitato. Fu proprio un prete infatti, come è stato sottolineato durante il convegno, il primo massone di Basilicata. Si chiamava don Rocco Brienza da Potenza, sacerdote temerario e illuminato che scrisse una lettera a Pio IX chiedendogli di rinunciare al potere temporale. Da lì in poi i destini delle élite lucane sono stati indissolubilmente legati alla Massoneria, che oggi a livello nazionale è di nuovo in costante ascesa. “Dall’inizio dell’anno nel Goi ci sono state ben 800 iniziazioni, oltre il 40% in più rispetto a tutto l’ultimo decennio. Abbiamo raggiunto il massimo storico. E in tutto il paese ci sono ben 22.600 iscritti”, ha riferito Bisi, spiegando che c’è tanta voglia di appartenenza, tanta voglia di fugare la solitudine, di esprimere se stessi e di confrontarsi con gli altri e che la Massoneria, che è una società libera, soddisfa queste aspirazioni.

Pubblico al convegno

“Nelle logge – ha detto – si costruiscono uomini migliori perché tutto si basa sul dialogo e sull’ascolto.E ascoltando si migliora”.  Quanto a Matera ha aggiunto “è straordinaria, è lanciatissima come capitale culturale internazionale, è città europea della cultura e supera città ben più in vista, penso alla mia Siena, e ciò significa che i lucani sanno affermarsi. Questa è una grande opportunità, per la cultura, l’educazione e la condivisione di valori buoni ma, duole dirlo, qui, da oltre trent’anni, manca una loggia affiliata al Grande Oriente. C’è in tutti i capoluoghi ma non qui. Ci auguriamo che dal nostro incontro di studi possa emergere un’identità completa di questa regione e non per fare vetrina alla Massoneria, che ha sempre incarnato il volto moderno della società, ma per definire meglio la realtà storica, fatta di slanci, generosità e intelligenza, e dare finalmente ai giovani motivi d’orgoglio verso la propria terra che necessita la loro attenzione e le loro cure”. Una terra che ha avuto tra i suoi protagonisti  una figura chiave, emblema di cultura e di modernità, quella di Mario Francesco Pagano, giurista, filosofo, politico e drammaturgo italiano, tra i massimi esponenti dell’Illuminismo, iniziatore della scuola storica napoletana del diritto, personaggio di spicco della Repubblica Partenopea del 1799. A lui, che si meritò l’appellativo di Platone di Napoli, si ispira infatti la Massoneria lucana che ne tramanda il nome anche attraverso una loggia, fondata nel 1886, ancora oggi attiva a Potenza. Un’altra, sempre intitolata a Mario Pagano e non più operante, prese vita lo stesso anno a Viggiano.

Al convegno hanno partecipato, Livio De Luca, presidente del Collegio Circoscrizionale di Campania e Basilicata, Vittorio Prinzi e Tommaso Russo, autori del libro “La Massoneria in Basilicata dal decennio francese all’avvento del Fascismo”. Un saggio che ricostruisce la storia della Libera Muratoria lucana tra Ottocento e Novecento, anche attraverso documenti custoditi nell’Archivio storico del Grande Oriente d’Italia. Registri matricole, riviste del Goi dell’epoca, ritraggono una Massoneria vitale, in sintonia con il resto della nazione liberomuratoria, con la proliferazione di logge in tutto il Paese all’indomani dell’Unità. Nel Lagonegrese, Materano, Melfese e Potentino ci fu l’adesione convinta della giovane classe media agli ideali muratori di libertà, uguaglianza e fraternità che si declinarono in impegno a sostegno di educazione e sociabilità in una terra povera, segnata dall’analfabetismo e da forti squilibri economici e sociali. Fu il volto moderno della Basilicata in una Italia proiettata al progresso. Di grande risalto fu, nel maggio del 1900, la visita a Potenza e a Melfi dell’allora Gran Maestro Ernesto Nathan, futuro sindaco di Roma, che testimoniò il legame della Massoneria lucana con quella del resto del Paese e alla sua partecipazione al progetto di sviluppo e democratizzazione del giovane Regno d’Italia.

All’evento, insieme al Gran Maestro, hanno partecipato  il Secondo Gran Sorvegliante Pasquale La Pesa e il Grande Ufficiale di Gran Loggia Pietro De Angelis.



3 commenti a “Tolleranza, accoglienza e dialogo. Il Gran Maestro Bisi racconta la Massoneria. Convegno a Matera

  1. Complimenti per l’iniziativa. Si è stesa la malta per posare le fondamenta di un Tempio. Spero non occorra molto tempo per innaugurare il cantiere posando la prima pietra squadrata da un Vero Maestro. Un T.’.F.’.A.’. R.L. M.P. n.266 Or. di Potenza

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