Sul pentagramma del ‘sapere’ l’eredità del ”Maestro” Pietro Andrisani/Giornalemio.it

Un ”Maestro”, Pietro Andrisani, nel senso pieno del termine, che ha insegnato, con umiltà, grande capacità di ascolto, di confronto e di proposta, tutto quanto c’era da sapere sulla ”cultura” dell’umanità, senza pregiudizio alcuno. Un ”archivio della memoria” vivente a 360 gradi…che abbiamo perso e che mancherà a tanti: musicisti, appassionati di arte, storia, fratelli del Grande Oriente e a tante persone semplici di diversa età e condizioni che lo hanno salutato con un rispettoso ”Maestro”. Ci ha, pertanto, colto di sorpresa la notizia circolata sabato sera della improvvisa scomparsa nella sua Montescaglioso. Lo attendevano a Palazzo Viceconte, come ci ha detto uno dei tanti amici del mondo della musica, il maestro Piero Romano, per il concerto del duo composto da Lucrezia Merolla (piano) e Mattia Cuccillato (viola) nel stagione messa a punto con Lucania Musicale, Matè e i Solisti lucani. volta con una nota, una telefonata ci descriva dei contenuti di questo o quel lavoro inedito o di successo, supportato da una ricostruzione storica che attraversa le corti d’Europa, casati gentilizi, ordini religiosi e uomini illuminati.

Il ”Maestro” aveva davanti e dentro di sè la ”luce del sapere”, della curiosità, della ricerca e tanta voglia di trasferire ai giovani la passione del sapere. Lo ha fatto in tante occasioni e nelle diverse note che giornalemio.it ha pubblicato di frequente sulle ”stagioni” musicali di giovani interpreti, compositori, cantanti o di giovani apprendisti della loggia ”Quinto Orazio Flacco” impegnati nel salire lungo i gradini della conoscenza. E per i giovani Pietro Andrisani aveva in mente più di un progetto, come ci ha ricordato Donato Sciannameo che l’aveva incontrato in settimana. Un premio borsa di studio incentrato su figure identitarie della cultura nazionale come Giosuè Carducci e un convegno sul geografo, geodeta e ingegnere materano Antonio Loperfido. Dall’Archivio della memoria di Pietro Andrisani ( una lunga esperienza di musicologo tra la Rai e i Conservatori napoletani e meridionali) un patrimonio di saperi e di cultura del fare, del tutelare e ricercare davvero immenso. Una eredità da raccogliere e portare avanti, dopo l’ultimo saluto a Montescaglioso, nel rispetto del ‘silenzio” che ha la sua lunga e intensa vita di impegno per la promozione e la divulgazione della ”cultura” dell’umanità e dei saperi. Ci sarebbe ancora tanto da scrivere, ricordare per un ‘archivio della memoria” che abbiamo perso, ma che non dobbiamo dimenticare. Grazie Maestro (di Franco Martina)



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