Shoah. Carlo Angela, libero muratore, Giusto tra le nazioni

Nel giorno della Shoah il pensiero va ai tanti massoni perseguitati da nazismo, fascismo e franchismo, rinchiusi nei lager nazisti o mandati al confino o trucidati, ma anche ai fratelli che misero a rischio la propria vita per aiutare gli ebrei a sfuggire alle deportazioni. Tra questi ricordiamo Carlo Angela, medico, politico e antifascista, al quale  il 29 agosto 2001  Yad Vashem, la massima istituzione per la Memoria della Shoah, che ha sede a Gerusalemme, ha voluto conferire post mortem, sulla base delle segnalazioni, prove e testimonianze raccolte su di lui, l’onorificenza di Giusto tra le nazioni. A svelare  come Carlo Angela era riuscito a salvare durante l’occupazione nazista e la Repubblica di Salò tanti ebrei e antifascisti fu nel 1995 Anna Segre dando alle stampe  il diario del padre Renzo, scritto nel periodo in cui era scampato ai campi di sterminio, insieme alla moglie, nella clinica “Villa Turina Amione”,  casa di cura per malattie mentali a due passi dal capoluogo piemontese. Angela ne era il direttore sanitario  ed è qui che, con la complicità del suo vice, di una suora e degli infermieri, falsificando le cartelle cliniche, nascose ebrei e dissidenti. Lo psichiatra, sospettato dalla polizia fascista, venne convocato e interrogato e rischiò anche la fucilazione.

Nato a Olcenengo il 9 gennaio 1875  e morto a Torino il 3 giugno 1949, Angela si era laureato in medicina nel 1899. Aveva frequentato a  Parigi i corsi di neuropsichiatria di Babinski e durante la prima guerra mondiale era stato ufficiale medico della Croce Rossa Italiana presso l’Ospedale territoriale “Vittorio Emanuele III” di Torino.  Subito dopo era entrato in politica aderendo prima al movimento Democrazia Sociale, nato dalle ceneri del Partito Radicale Italiano, e poi schierandosi con i socialisti riformisti di Ivanoe Bonomi, con i quali si presentò alle elezioni del 6 aprile 1924, senza essere eletto.

Dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti, nel giugno di quello stesso anno, Carlo Angela accusò esplicitamente i fascisti sul settimanale Tempi Nuovi di quel “nefando delitto che ha macchiato indelebilmente l’onore nazionale”. Dopo alcuni anni passati come medico condotto a Bognanco, nell’Ossolano, si trasferì a San Maurizio Canavese, dove ottenne l’incarico di direttore sanitario della casa di cura per malattie mentali “Villa Turina Amione”. Durante la Liberazione,  fu nominato sindaco della cittadina . In seguito si presentò alle prime elezioni democratiche dopo oltre vent’anni, nella stessa lista di Norberto Bobbio, Massimo Mila e Ada Gobetti Marchesini. quella del Partito d’Azione, in cui militò dopo aver fatto parte di Giustizia e libertà.  Divenne anche presidente dell’ospedale Molinette di Torino. Dal 3 giugno 2000, una strada porta il suo nome a San Maurizio Canavese e una targa è stata apposta all’ingresso della clinica di fronte al Palazzo Comunale.

Dal maggio 2017 gli è stata inoltre dedicata la scuola elementare di Ceretta, una frazione di San Maurizio. A Carlo Angela è dedicata una stele nel Giardino dei Giusti del Mondo a Padova, nel rione Terranegra.

Angela era stato iniziato in Massoneria nel 1905 e raggiunse il 33º grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale divenne Maestro Venerabile della loggia Propaganda all’Oriente di Torino (di cui fu poi Maestro Venerabile Onorario fino alla morte) e Presidente del Collegio dei Maestri Venerabili della stessa città.

L’8 giugno 1949, cinque giorni dopo la sua morte, si svolse il rito massonico funebre nella  sua officina, come viene riportato da “L’Acacia Massonica”, Rivista mensile del Grande Oriente d’Italia, anno III°, n.7, settembre 1949. (Un bel ritratto di Carlo Angela è contenuto nel II volume di Maestri per la città, Tipheret, dedicato ai sindaci massoni, a cura del prof. Giovanni Greco). 



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.