Sansevero genio e mistero”Un concerto”per il principe”/La Repubblica

La Cappella Sansevero si prepara alle celebrazioni per i 250 anni dalla morte del suo fondatore, Raimondo di Sangro, principe di Sansevero, «un genio senza eguali avvolto nella leggenda che ancora oggi sfugge a ogni giudizio», dice il presidente del museo, Fabrizio Masucci. Stasera alle 19,30 il primo appuntamento, “Concerto per il principe”, realizzato da Cappella Sansevero con l’associazione Alessandro Scarlatti (in streaming sulla pagina Fb del museo e sul canale Youtube dell’associazione). Arte e musica del Settecento napoletano s’incontrano con l’Ensemble Barocco di Napoli guidato da Tommaso Rossi nella cappella del Cristo Velato. Quattro le pagine, di Alessandro Scarlatti, Domenico Gallo, Francesco Mancini e Leonardo Leo: compositori legati al principe e alla sua famiglia. Leo compose una cantata perduta come quella del Pergolesi per le nozze di Raimondo. La musica fu un interesse del principe, inventore dell’orologio carillon sul ponte tra la cappella e il suo palazzo, con campane in grado di eseguire ogni melodia. Lunedì, per l’anniversario della morte (22 marzo 1771), il museo trasmette un tributo di Napoli Film Industry con immagini della cappella e documenti d’epoca. Il programma delle celebrazioni continuerà poi in base alla pandemia: non senza puntate a Torremaggiore, città natale del principe, e con al centro Cappella Sansevero già in tarda primavera per un evento sul Cristo Velato. Il museo 750 mila visitatori nel 2019 è chiuso da novembre: «Ma continuano ad arrivare richieste dalle tv di tutto il mondo», aggiunge Masucci. L’interesse su di Sangro e sulla sua meraviglia d’arte, con il Cristo del Sanmartino e gli altri capolavori tra cui le macchine anatomiche, ha avuto un exploit dopo il restauro ne11990. Sul principe c’è ancora tanto da scoprire. Ad agosto 2020, Masucci ha pubblicato con Leen Spruit “Raimondo di Sangro cronaca di vita e opere”, una raccolta di tutte le notizie documentate finora ritrovate. «Un’opera unica nel suo genere, che speriamo di presentare al pubblico». Anche sui beni del principe, dai libri ai quadri, resta il mistero di dove siano finiti. Le 500 pagine raccontano il valente uomo d’armi, il mecenate, l’inventore a tutto campo dal lume perpetuo alla palingenesi. Dagli atti notarili emerge un debito con la moglie per 3.600 ducati, parte di una vincita al lotto: «Un giorno regolava i conti, quello seguente commissionava altre creazioni». Massone ed esoterista, tra i suoi tratti c’era l’ironia, evidente negli scritti anche per velare il pensiero in epoca di censure. L’ultima uscita fu la traversata per mare su una carrozza trainata da cavalli: «Era un esibizionista, ma non si mostrava completamente. Creò il mito di sé già in vita. Si continuerà a parlare di lui a lungo». ORIPRODUMON E RISERVATA L’ANNIVERSARIO Sansevero genio e mistero “Un concerto per il principe” Alle 19.30 nella Cappella del Cristo Velato per i 250 anni dalla morte. “Una leggenda già in vita…” Il concerto Un momento delle prove del “Concerto per il principe” nella Cappella del Cristo Velato a cura della Associazione Scarlatti (di Paolo Popoli)



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