Roma misteriosa. Tra le celebri vetrate della Casina delle civette alcune opere dell’artista massone Paschetto

Tra i luoghi dell’arte riaperti al pubblico in questi giorni a Roma anche Villa Torlonia dove si trova la Casina delle civette con le sue misteriose finestre, grazie alle quali si è conquistata il rango di Museo della Vetrata Liberty.  Un vero gioiello che offre la possibilità di ammirare l’evoluzione della tecnica delle vetrate nel periodo compreso fra il 1910 e il 1925 ad opera del Laboratorio Picchiarini, su bozzetti dei massimi esponenti del liberty romano cone Duilio Cambellotti, Umberto Bottazzi, Vittorio Grassi e Paolo Paschetto. Quest’ultimo fratello libero muratore, celebre anche per aver realizzato lo stemma adottato dalla Repubblica italiana.

Nato a Torre Pellice nel 1885 e giunto con la famiglia a Roma nel 1889, il padre, pastore battista, era stato chiamato ad insegnare alla facoltà teologica metodista, nel 1904,dopo aver abbandonato gli studi classici, venne ammesso a frequentare il secondo anno dell’Istituto di Belle Arti dove, insieme ad altri allievi, promosse una esposizione di elaborati ispirati al gusto modernista, e partecipò a diversi concorsi, vincendone alcuni. Il suo interesse per le arti decorative trovò applicazione in vari ambiti, dalla grafica, all’illustrazione e alla collaborazione con diverse riviste. Nel 1911 Paschetto ottenne importanti incarichi pubblici al Campidoglio, al Ministero degli Interni e a Piazza Colonna. E nel 1914 si conquistò l’insegnamento dell’ornato all’Istituto delle Belle Arti: l’attività didattica lo impegnerà come insegnante, sia al Liceo Artistico che all’Accademia, fino al 1949.

Tra il 1910 e il 1924, l’artista eseguì degli importanti interventi in edifici di culto, ad integrazione e completamento delle decorazioni parietali; quelli di maggior rilievo furono quelli per il Tempio Valdese di Roma (inaugurato nel 1914), per il quale ideò le decorazioni murali e disegnò i cartoni per le vetrate, eseguite da Cesare Picchiarini.

Nel 1920, sempre con Picchiarini, realizzò alcune vetrate per la Casina delle Civette illustrando temi naturalistici con nastri, farfalle e rose. Nel 1927 realizzò la piccola vetrata “Ali e fiamme”. Nel 1931 con Picchiarini, Cambellotti, Grassi ed altri artisti, fu tra i fondatori della S.A.C.A (Società Anonima Cultori d’Arte). Ai primissimi anni Trenta risale la sua collaborazione con la ditta “Nazareno Gabrielli”, a cui l’artista fornì disegni per la decorazione degli oggetti in cuoio. Tra il 1921 e il 1945 disegnò, inoltre, numerose serie di francobolli e l’emblema della Repubblica Italiana. Morì a Torre Pellice nel 1963. Il Comune di Roma gli ha intitolato il viale sito all’interno di Villa Torlonia dove gli nel 2016 gli è stata dedicata anche una mostra e dove, presso la Casa delle civette, sono conservate alcune sue opere e bozzetti.



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