Riflessioni sul rischio della libertà. Etica, fenomenologia, politica secondo Jan Patocka

Al fondo di questo studio “Il rischio della libertà. Etica, fenomenologia, politica in Jan Patocka ( Mimesis) “è il tema della libertà, del suo emergere sotto forma di esperienza difficile e rischiosa. Saggiando la profondità di tale questione diviene possibile individuare l’autentico contenuto etico dell’opera di Jan Patoska, chiarendone i legami con la fenomenologia, la storia della filosofia, la politica, la pratica del dissenso. La disamina, condotta da Francesco Tava , si arricchisce ulteriormente attraverso il confronto con altre tradizioni di pensiero, come il lavoro intellettuale di Karel Kosík e la tradizione fenomenologica milanese, più volte intersecatesi con la vita e la filosofia di Patoska, fino a definire una trama concettuale raramente tematizzata. Procedendo da queste premesse, Il rischio della libertà – espressione che parafrasa quanto lo stesso filosofo ceco scrisse negli anni cinquanta – si propone di ripercorrere l’itinerario del pensiero pato kiano, con l’intento di fornire una nuova chiave di lettura in grado di delinearne gli aspetti più noti e chiari, così come di metterne in luce i contenuti più problematici e meno evidenti.

Jan Patočka (Turnov, 1º giugno 1907 – Praga, 13 marzo 1977) filosofo ceco, allievo di Edmund Husserl e di Martin Heidegger, è stato il maggiore esponente del pensiero fenomenologico nell’Europa dell’est. Celebri anche i suoi studi di pedagogia, in particolare quelli su Comenio.  La concezione della fenomenologia di Jan Patočka differisce da quella del suo maestro, Husserl, soprattutto circa il ruolo del soggetto: Patočka, infatti, non condivide la deriva idealista a cui sembrerebbero giungere le ultime opere del filosofo tedesco. La fenomenologia in Patočka è “asoggettiva”, ovvero il soggetto è comunque fondamentale per l’apparire del fenomeno, ma esso fa parte del fenomeno del mondo. Il soggetto non deve essere quindi inteso come assoluto o trascendentale: esso agisce come uno specchio riflettente. Nel 1977, aderì al movimento per i diritti civili noto come Charta 77, del quale divenne portavoce. Mori’ dopo un ictus all’età di 69 anni durante un interrogatorio della polizia .

Francesco Tava è Senior Lecturer in Philosophy presso UWE Bristol. Dopo aver conseguito il dottorato nel 2012, ha ottenuto diverse borse di ricerca presso l’Università degli Studi di Milano, l’Accademia delle Scienze Ceca e l’Università dell’Inghilterra occidentale.



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