Il 14 ottobre 1771, ad Amburgo, Gotthold Ephraim Lessing veniva iniziato alla Libera Muratoria nella loggia Zu den drei Rosen, conosciuta anche con la denominazione Zu den drei goldenen Rosen, “Alle tre rose d’oro”. Una data che lega una delle grandi voci dell’Illuminismo tedesco alla storia del pensiero massonico europeo. A 255 anni di distanza soffermarsi su questa grande figura di intellettuale e libero muratori significa confrontarsi con una domanda che attraversa tutta la sua opera: quale valore hanno i nostri ideali se non sanno tradursi nel riconoscimento dell’altro? Nei dialoghi di Ernst e Falk, famosi come Dialoghi massonici, e in Nathan il saggio, lo scrittore illuminista invita a guardare oltre le divisioni di fede, nazionalità e condizione sociale, per cercare ciò che rende gli uomini fratelli e a chiedersi quali pregiudizi siamo disposti ad abbandonare, quale ascolto sappiamo offrire e quanto spazio riconosciamo agli altri. Un anno dopo la prima pubblicazione dei dialoghi, nel 1779, usciva Nathan il saggio. Al centro del dramma, la celebre parabola dei tre anelli, simbolicamente associati a ebraismo, cristianesimo e islam in cui Lessing riprende una tradizione narrativa antica, presente anche nel Decameron di Boccaccio, trasformandola in uno dei grandi testi della tolleranza illuministica. La contesa sull’autenticità dell’anello sposta progressivamente l’attenzione dalla pretesa di possedere la verità alla capacità di testimoniarla nella condotta. Il valore della fede viene così interrogato attraverso la sua prova morale: il rapporto con gli altri, la pratica del bene, l’umanità dei comportamenti. È un passaggio che avvicina il dramma alla ricerca sviluppata nei “Dialoghi massonici”: ricomporre ciò che il pregiudizio e l’esclusivismo separano. Ricordare l’iniziazione di Lessing significa per queste andare oltre la celebrazione di un nome illustre. Significa accettare che un’eredità ideale possa diventare una verifica del presente.
Gotthold Ephraim Lessing nacque il 22 gennaio 1729 a Kamenz, in Sassonia, in una famiglia protestante. Figlio di un pastore, studiò a Lipsia, dove alla formazione teologica affiancò un interesse sempre più vivo per la letteratura e la scena. Scrittore, critico e drammaturgo, divenne una delle voci centrali dell’Illuminismo tedesco. Dal 1770 lavorò come bibliotecario presso la Biblioteca ducale di Wolfenbüttel, proseguendo le sue ricerche e le battaglie intellettuali contro il dogmatismo religioso. La sua vita intellettuale si nutrì di incontri e amicizie: soprattutto quella con il filosofo ebreo Moses Mendelssohn e il sodalizio con l’editore Friedrich Nicolai, interlocutori di un confronto duraturo sulla filosofia e sulla letteratura. Negli anni amburghesi frequentò inoltre poeti come Klopstock e Matthias Claudius e conobbe Carl Philipp Emanuel Bach. Gli ultimi mesi della sua vita furono segnati dal peggioramento della salute, da gravi problemi alla vista e dalla solitudine. Colpito da un malore durante un soggiorno a Braunschweig, morì il 15 febbraio 1781
