“Perché massone”. E’ uscito l’ultimo libro del Gran Maestro Onorario Ugo Bellantoni con la prefazione del Gran Maestro Stefano Bisi

“Oggi quando si parla di Massoneria, si accosta, quasi sempre ad essa la parola ‘deviata’ come se all’interno dell’Istituzione esistesse un sistema di potere trasversale. Non è necessario possedere una tessera per essere un massone, percbé tale qualifica corrisponde a un modo di essere e di concepire la vita, a un modo retto di comportarsi in famiglia e nella societá civile. Dunque, essere onesti, trasparenti, rispettosi delle leggi, interagire correttamente e onestamente con il prossimo è la caratteristica del Massone. Chi si allontana da questi valori non puó essere indicato come tale”. In queste parole riportate nella quarta di copertina lo spirito che impronta il nuovo libro del fratello, Gran Maestro Onorario, Ugo Bellantoni “Perché Massone”, che ha come sottotitolo “Il lavoro primo dovere e massima consolazione dell’uomo. Un volume appena dato alle stampe, edito da Arti Grafiche Barbieri di Cosenza, che si fregia della prefazione del Gran Maestro Stefano Bisi e dell’introduzione di Giancarlo Elia Valori, ultimo “honorable” non francese, de L’Academie des Sciences de L’insititut de France, e in cui è ricostruita la storia  di un’intera vita, una vita  spesa, scrive il Gm Bisi, “con passione, coraggio, forza, sacrificio e giubilo tra le colonne dei Templi e in comunione con i fratelli all’insegna della Bellezza, della Solidarietá e dell’Amore Fraterno”. Bellantoni si racconta  e racconta  il suo percorso in Massoneria cominciato il 2 febbraio del 1970 con una non facile  iniziazione, come rivela lui stesso, nella lMichele Morelli 153 di Vibo Valentia, officina della sua amata cittá (dove è  nato il 22 novembre del 1936), alla quale ha dedicato il suo tempo con impegno costante. Una testimonianza la sua, non solo resa con il cuore, ma anche suffragata da un’ampia documentazione che getta nuova luce sulla storia della Libera Muratoria del territorio, operativa fin dal 1793 attraverso una loggia di cui fecero parte Gioacchino Murat e il patriota Michele Morelli. Il Gmo Bellantoni ne ha trovato traccia certa nel discorso inaugurale della “Antica Vibonese”, tenuto dal professor Eugenio Scalfari, che ne era il Segretario, nonno del giornalista Eugenio Scalfari, fondatore del quotidiano “la Repubblica”. Un discorso che è riportato in appendice insieme ad altri importanti file e ritratti di illustri personaggi ai quali si fa riferimento nel libro,  ricco anche di riflessioni esoteriche e di tavole conoscitive e commemorative. Una Summa massonica, una lezione di vita per i fratelli, la traccia di un percorso possibile per chi vuole intraprendere il cammino



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