Dalla politica agli immigrati, alle nuove frontiere della scienza, ai diritti da tutelare, dibattito al Vascello

“Oltre. Per una nuova stagione dei diritti” è il tema che costituisce il filo rosso delle manifestazioni organizzate dal Grande Oriente per il XX Settembre di quest’anno al Vascello, e al quale è stato dedicato anche il dibattito che ha dato il via, sabato 16 settembre al Vascello,  alle cinque giornate di eventi per celebrare l’Equinozio di Autunno,  l’anniversario della Breccia di Porta Pia e i Trecento anni di Massoneria moderna.


L’incontro – introdotto dal giornalista Claudio Giomini e al quale sono intervenuti  l’europarlamentare del Pd Andrea Cozzolino, lo storico  sindacalista della Uil Giorgio Benvenuto, il genetista Antonio Novelli  dell’Ospedale Bambin Gesù, il direttore della Nazione Francesco Carrassi, nelle vesti di moderatore, e il Gran Maestro Stefano Bisi – è stata l’occasione per riflettere e analizzare, da differenti prospettive, la realtà che ci circonda, una realtà segnata sempre più da una diffusa incertezza politica e sociale, da rigurgiti populisti, dall’approfondirsi dei divari economici e fare il punto sul futuro che ci attende, e che ci impone non tanto di “andare avanti”, che è cosa inevitabile, quanto, come ha tenuto a precisare il Gran Maestro,  di avere la forza di  “andare oltre” con coraggio. Un messaggio bellissimo, l’ha definito nel prendere la parola Giorgio Benvenuto, “che va assolutamente colto”. “Stiamo attraversando un momento di profonda crisi, una fase complicata e difficile, in cui occorre dare messaggi positivi come questo, messaggi che contengano l’invito ad andare oltre”.

“Ci troviamo in un momento  – ha spiegato Benvenuto – in cui invece il messaggio che ci viene continuamente comunicato è: evitare il peggio – del tipo, meglio il precariato che la disoccupazione. Arretrare invece che affrontare e superare  i problemi”.  Un momento in cui si esprimono opinioni, ma c’è assoluta assenza di idee e manca anche la “capacità di valorizzare le persone. Bisogna invece – è l’invito lanciato dal grande sindacalista – riallacciare il dialogo interrotto tra i vari interlocutori della nostra società. La politica deve smettere di parlare “a”,  e deve ricominciare a palare “con”. Un tempo di mediocrità e stagnazione, ma anche segnato da profondi pregiudizi. Come quelli nei confronti degli immigrati, ha sottolineato Carrassi nell’introdurre Cozzolino, che al Parlamento Europeo si occupa dell’emergenza con la quale il vecchio continente si è trovata a dovere fare i conti. “E’ un grande tema – ha sottolineato l’europarlamentare – da affrontare con responsabilità, con quella capacità di andare oltre, alla quale ci invita questo evento. E’ assolutamente necessario infatti – ha detto Cozzolino – sviluppare una visione politica a lungo termine, che tenga conto delle sfide che ci attendono nel prossimo futuro”. “La politica deve ritornare alla cultura, dobbiamo fare anche noi, come succede altrove in Europa. In Germania, ad esempio, dove – ha riferito – dietro i grandi partiti, ci sono fondazioni, con migliaia di giovani che producono idee. In Italia, purtroppo, – ha osservato, abbiamo separato la cultura dalla decisione politica. Dobbiamo recuperare questo binomio per non rimanere indietro”. E andare ‘oltre’, ma sulla base di regole precise e condivise ispirate all’etica, è necessario più che mai anche nel settore della ricerca. Ha affascinato la platea il genetista Novelli, raccontando i grandi passi fatti avanti nello studio e nelle manipolazioni del Dna finalizzate alla diagnosi precoce delle malattie e alla individuazione di nuove rivoluzionarie terapie.

Dell’”oltre” della Massoneria  ha invece ovviamente parlato il Gran Maestro Stefano Bisi, che è tornato sul contenzioso con la Commissione Antimafia per la  questione degli elenchi. “Invece di chiuderci – ha tenuto a sottolineare il Gran Maestro – dopo gli attacchi subiti, noi ci siamo aperti. Abbiamo celebrato i 70 anni della nostra Repubblica più di ogni altra istituzione con numerosi eventi pubblici, abbiamo incontrato tantissima gente, ci siamo fatti conoscere, abbiamo raccontato la nostra storia”. “Una storia che andrebbe studiata nelle scuole perché è un diritto di tutti conoscerla”, ha concluso Carassi, ricordando il ruolo della Massoneria nella nascita e nella rinascita dell’Italia, nel Risorgimento prima e poi dopo la fine del Fascismo e della Seconda Guerra Mondiale.



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