Negli archivi del Goi scambio di lettere tra il Gran Maestro Laj e il fratello Mario Berlinguer

Negli archivi del Grande Oriente d’Italia c’e’ anche un interessante scambio epistolare tra il Gran Maestro Guido Laj (pro sindaco di Roma dal giugno 1944 al dicembre 1946 e membro dell’Alta Corte di Giustizia per le sanzioni contro il fascismo) e il fratello e deputato Mario Berlinguer, padre del futuro leader del Pci Enrico Berlinguer. Un prezioso documento, messo in mostra dal Servizio Biblioteca durante la Gran Loggia 2020 “Uniti nelle diversita’”, che testimonia il rapporto tra i due, che condividevano una comune visione laica dello Stato e la passione civile della Massoneria impegnata in quegli anni a contribuire alla costruzione dell’Italia democratica.  

Il 27 settembre 1947,  Berlinguer, candidato nel Blocco del Popolo, scriveva a Laj, prosindaco di Roma e Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia.

“Penso che il nostro Orientamento generale ci porti a sostenere le liste laiche ed i candidati più affini in questa battaglia che dovrebbe dare una grande scossa al predominio nero, forse una scossa decisiva. Purtroppo io sono molto impegnato nei comizi, ma se tu vorrai scrivermi (via Simon Boccanegra 8 o alla Costituente) mi farai molto piacere”.

Laj gli rispondeva  il 30 settembre:

“ (…) Seguo con vivissimo interesse lo svolgersi del Consiglio Comunale; in una riunione di tutti i Presidenti dei circoli, il 20 settembre, ho detto che dobbiamo lottare con ogni nostro potere per evitare a Roma l’onta di un Governo Pontificio. Sono stato molto spiacente che non si sia riusciti a fare la lista unica di tutte le sinistre; spero che l’unione avverrà dopo l’elezione, per formare l’amministrazione. Intanto ho raccomandato e raccomando a tutti di dare, nella lista prescelta, il voto ai nostri amici, e sai che tra questi amici tu sei uno di quelli a cui sono più affezionato”.

Le lettere sono custodite nell’ Archivio del Goi (ASGOI – Fondo GM e GS, serie Guido Laj, busta 1, fasc. 6).

Mario Berlinguer (Sassari, 11 marzo 1891 – Roma, 6 luglio1969), era un libero muratore. Venne iniziato il 25 ottobre 1924, nella loggia Giovanni Maria Angioy di Sassari, all’obbedienza del Grande Oriente d’Italia. Entroà giovanissimo in politica e venne eletto deputato nel 1924.

Insieme a un altro illustre fratello, Giovanni Amendola, era stato tra i fondatori dell’Unione democratica nazionale. Nel 1926 si era ritirato dalla scena pubblica, pur mantenendo rapporti con gli ambienti antifascisti. Nel 1943 aveva diretto cinque numeri del giornale Avanti Sardegna, in cui si invitava l’esercito a rivolgere le armi contro le forze tedesche e poi aveva aderito al Partito d’Azione.

Rappresentò l’accusa nel processo contro Mario Roatta per l’omicidio di Carlo e Nello Rosselli. E dopo lo scioglimento del Partito d’Azione, aderì al Partito Socialista Italiano, nelle cui fila fu senatore dal 1948 al 1953 e deputato dal 1953 al 1968. Passò all’Oriente eterno nel luglio del 1969



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