Napoli capitale dei lumi e gli intellettuali. Un libro racconta quello che fu un grandioso progetto per il futuro

Nel Settecento la città di Napoli, come Parigi, Londra, Edimburgo, partecipò al dibattito europeo per la costruzione della Modernità, con il variegato e fecondo contributo dei suoi intellettuali, molti dei quali liberi muratori, da Gaetano Filangieri, uno dei più grandi giuristi del secolo dei Lumi, il filosofo che suggerí a Benjiamin Franklin, padre fondatore degli Stati Uniti, di inserire nella Costituzione americana il diritto alla felicità di ogni cittadino, al musicologo Antonio Planelli, attivo negli ambienti intellettuali della massoneria napoletana come affiliato alla loggia Vittoria, della quale faceva parte anche Filangieri. A Mario Pagano, anche lui fratello. Grandi pensatori che contribuirono a cambiare i paradigmi del vivere civile, spronando le collettività cittadie a generare dal proprio spazio culturale e sociale, un nuovo progetto di futuro. A raccontare la scuola illuminista meridionale che ebbe il merito di una visione originale e incredibilmente attuale e che propose un modello economico solidale che perseguisse, tra i suoi obiettivi, il raggiungimento del benessere e della felicità del popolo, un saggio interessantissimo dl titolo “Napoli capitale dei lumi” (Castelvecchi), a cura di Antonio Cecere, con i contributi di Antonio Coratti, Dionysis G. Drosos, Paolo Quintili, Valentina Sperotto.



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