Il Grande Oriente pronto a contribuire al restauro della statua di Garibaldi danneggiata dal fulmine

Il Grande Oriente d’Italia e’ pronto a contribuire al restauro del monumento equestre di Giuseppe Garibaldi sul Gianicolo. L’opera realizzata dallo scultore e massone toscano Emilio Gallori è stata danneggiata all’alba di venerdì 7 settembre da un fulmine che ha colpito il basamento soprattutto nella parte occidentale provocando ingenti danni.

Ai piedi della statua dell’eroe dei due mondi, personaggio simbolo della Libertà dei massoni e dell’epopea Risorgimentale, il prossimo XX Settembre, i fratelli del Grande Oriente d’Italia deporranno anche quest’anno una corona d’alloro per onorarne la memoria. Anche in virtù delle “ferite” apertesi nel monumento la cerimonia vedrà i massoni di Palazzo Giustiniani stringersi insieme ancora più forte nell’auspicio che la parte del basamento colpita torni al più presto al consueto splendore.

In tal senso il Grande Oriente d’Italia intende assicurare sin da ora al Comune di Roma e al sindaco Virginia Raggi la propria disponibilità a contribuire economicamente al restauro del monumento in virtù dell’importanza che esso ha non solo per i massoni ma per tutti gli italiani.

Il monumento venne inaugurato il 20 settembre del 1895 durante i solenni festeggiamenti del venticinquennale della breccia di Porta Pia. Garibaldi è raffigurato a cavallo e sui lati del basamento sono rappresentati i gruppi allegorici dell’Europa e dell’America e due scene di battaglia. La prima vede Luciano Manara con i suoi bersaglieri impegnato in un attacco alla baionetta durante l’assedio di Roma, l’altra raffigura i garibaldini a Calatafimi. Partecipare all’immediato ripristino del monumento è per i massoni del Grande Oriente d’Italia un gesto dall’alto valore simbolico.

 



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