Massoni illustri. Sulle note di Franco Alfano, tra i protagonisti del rinnovamento della musica italiana del Novecento

Era un libero muratore del Goi, il grande compositore Franco Alfano, tra i protagonisti del rinnovamento della musica italiana del Novecento sulle orme di Debussy, Nikolaj Rimskij-Korsakov e Richard Strauss.

Nato a Napoli – a Posillipo, come sempre teneva precisare- l’8 marzo di 145 anni fa, si formò al Conservatorio di San Pietro a Majella dove aveva avuto come insegnante di armonia, Camillo De Nardis (1857-1951) e di composizione, Paolo Serrao (1863-1907) per poi trasferirsi  a Lipsia nel 1895 dove incrociò Hans Sitt e Salomon Jadassohn, a Berlino nel 1896 dove esordì come pianista e compose il suo primo lavoro, Miranda, e a Parigi dove lavorò per le Folies Bergère.

Il successo arrivò nel 1904 quando mise in scena al teatro Vittorio Emanuele di Torino la sua opera Resurrezione, che conquistò le platee di tutto il mondo.

Alfano rivestì prestigiosi incarichi tra i quali l’insegnamento al Liceo di Bologna, nel 1918 la direzione del Conservatorio di Bologna e dal 1923 la direzione del conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino che mantenne sino al 1939. Nel 1940 divenne sovraintendente al Teatro Massimo di Palermo, incarico che mantenne per due anni. Infine fu direttore tra il 1942 e il 1947 dell’Opera all’Accademia nazionale di Santa Cecilia in Roma e tra il 1947 e il 1950 al Conservatorio Rossini di Pesaro.

Nonostante abbia scritto e completato dodici opere (due sono rimaste incompiute), Alfano deve oggi la sua fama, soprattutto al completamento della Turandot, sulla base degli appunti di Puccini. Un delicato compito che gli fu affidato da Arturo Toscanini ed dall’editore Ricordi e che portò egregiamente a termine, chiedendo comunque che il suo nome non comparisse accanto a quello dell’autore e suo amatissimo maestro.

Tra le altre sue importanti opere sono da ricordare la Suite romantica del 1909 e la Prima Sinfonia del 1910, per il teatro Il principe Zilah composto nel 1907, L’ombra di Don Giovanni del 1913,  La leggenda di Sakuntala, su libretto ricavato da un dramma del poeta indiano Kalidāsā, il Cyrano de Bergerac. Alfano  morì a Sanremo il 27 ottobre 1954.



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