“Occorre una rivoluzione culturale che passi attraverso i piccoli gesti”. L’appello arrivato dal convegno di Trieste “Madre Terra. Il Futuro dell’Uomo”

La Libera Muratoria pone l’uomo e il suo miglioramento al centro dei suoi interessi. Ed è appropriato e importante che in seno al Grande Oriente si discuta sul futuro che ci attende e del futuro del mondo in cui viviamo. Lo ha sottolineato il Gran Maestro Stefano Bisi, nel concludere il convegno organizzato dal Collegio Circoscrizione del Friuli Venezia Giulia, che si è tenuto il primo febbraio al Teatro Miela a Trieste dal titolo “Madre Terra. Il Futuro dell’Uomo . Sistema, sostenibilità, soluzioni”, moderato da Francesco Zucconi, del Dipartimento di Matematica, Informatica e Fisica dell’Università di Udine,  al quale hanno preso parte come relatori Alex Bellini, esploratore e divulgatore scientifico; Paola Del Negro, biologa dell’ Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale; Aaron Fait biochimico, esperto di desertificazione e biotecnologie dell’ Università Ben Gourion di Tel Aviv; Stefano Micheletti, meteorologo dell’ Agenzia Regionale Protezione dell’Ambiente, Osservatorio Meteorologico Regionale del Friuli Venezia Giulia.

E’ da tempo, ha detto Bisi,  che ci interroghiamo su come conciliare la salvaguardia dell’habitat . Ed è la seconda volta in tre mesi che partecipo a iniziative organizzate dai fratelli di questa terra dedicate a questo tema.  E non perché siamo diventati Legambiente o il Wwf,  anche se va detto che il fondatore della Lega per la protezione animale è stato un fratello. Ci occupiamo di questi temi perché la Massoneria non è avulsa dal proprio tempo, ma è impegnata da sempre per il bene e il progresso dell’umanità.

“E’ chiaro –ha aggiunto il Gran Maestro tornando all’argomento centrale dell’incontro-  che viviamo in un momento in cui si gioca la partita tra chi punta a tutelare l’ambiente e chi punta a tutelare il lavoro. Ma  queste due posizioni  sono inconciliabili?”, si è chiesto citando due esempi opposti: quello del quartiere Tamburi di Taranto, “dove –ha riferito-  ci sono non solo tante case ma anche molti alberi, alberi con le foglie rosse”. E quello del bellissimo borgo di Saliceto, in Piemonte, immerso in una natura incontaminata, ma completamente disabitato. Due immagini emblematiche di luoghi senza futuro per motivi opposti.  “Diceva il mahtma Ghandi – ha ricordato Bisi- che un pianeta migliore è un sogno che inizia a realizzarsi quando ognuno di noi decide di migliorare se stesso”.  Serve, dunque, ha detto, una rivoluzione culturale che passi appunto attraverso i piccoli gesti…e l’acquisizione della consapevolezza che ciascuno di noi può fare qualcosa e che il suo contributo può essere determinante. E a questo proposito il Gran Maestro ha citato il celebre aneddoto al quale ricorse il grande Pietro Calamandrei durante una sua lezione tenuta nel 1955 per spiegare agli studenti  quanto sia importante la partecipazione collettiva alla vita pubblica. E’ la storia di due emigranti, “due contadini che traversavano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava. E allora questo contadino impaurito domanda a un marinaio: – Ma siamo in pericolo?- E questo dice- Se continua questo mare tra mezz’ora il bastimento affonda -. Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno e gli dice – se continua questo mare tra mezz’ora il bastimento affonda . Quello dice – Che me n’importa? Unn’è mica mio!”. Questa è l’indifferenza a quello che avviene intorno a noi. Per costruire invece una comunità più umana, nella quale ciascuno possa  vivere bene,  ha proseguito il Gran Maestro,  dobbiamo indubbiamente fare un salto di qualità, cambiare noi stessi, come cercano di fare ogni giorno i liberi muratori.

Al termine dell’incontro al quale ha partecipato un folto pubblico si è esibito il coro dell’Univeristà di Trieste, diretto da Riccardo Cossi.

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