Loggia Burlamacchi. Giorgio Serafini è stato un faro della Massoneria/Il Tirreno

LUCCA. Giorgio Serafini, l’imprenditore e mecenate di 72 anni morto nei giorni scorsi, non aveva mai fatto mistero di essere un massone del Grande Oriente d’Italia. Ieri la loggia alla quale apparteneva ha diffuso una nota per ricordarne la figura. «È con immenso dolore che la rispettabile loggia Francesco Burlamacchi n. 1113 all’Oriente di Lucca e di Barga del Grande Oriente d’Italia si legge comunica il passaggio all’Oriente Eterno del caro fratello Giorgio Serafini che ha dedicato la sua vita all’applicazione pratica dei principi ispiratori della libera muratoria, sia nell’istituzione sia nel mondo profano. Il fratello Serafini, faro indelebile della massoneria lucchese, ha dedicato la sua vita alla filantropia, sia organizzando eventi benefici in nome della Comunione massonica, sia con slanci di personale generosità nel mondo profano. Una grande perdita che lascia un vuoto incolmabile nella Comunione massonica e nella società. Giorgio non ha mai celato la sua appartenenza all’istituzione che per lui era motivo di profondo onore Giorgio Serafini e orgoglio. Ora ci restano gli insegnamenti, gli esempi, i sorrisi, gli abbracci e il ricordo di un uomo integro e massone autentico che ha sicuramente contribuito, con i fatti, a dissipare paure e dubbi che albergano nelle menti di molte, troppe persone sui nobili principi ispiratori della nostra istituzione». «Gli siamo grati-sottolinea la loggia Burlamacchi per tutto ciò che il fratello Serafini ha fatto e per i valori che ci ha tramandato. Ora spetta noi il compito di onorare i suoi insegnamenti proseguendo il cammino che lui ha magistralmente tracciato. Siamo onorati e orgogliosi di averlo incontrato sul percorso della nostra vita».



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