Livorno intitolerà uno spazio verde ad Alessandro Tedeschi, il Gran Maestro dell’esilio

Il Consiglio comunale di Livorno ha deliberato, con un atto di indirizzo, di impegnare la Giunta a intitolare un’area verde della città ad Alessandro Tedeschi, grande figura di medico, antifascista e massone. Tedeschi, nato a Livorno il 31 gennaio 1867  e morto a Saint-Loubès il 19 agosto 1940, è ricordato come il Gran Maestro dell’esilio. Guidò infatti la Comunione prima da Gran maestro aggiunto e poi effettivo dal 29 novembre 1931 alla sua morte mentre il Grande Oriente, messo al bando in Italia dal fascismo, era impegnato all’estero tra mille difficoltà a riprendere i collegamenti con le logge superstiti nei vari paesi d’emigrazione, a mantenere i contatti con i nuclei clandestini operanti in Italia, a lottare i totalitarismi che avanzavano. Una missione che Tedeschi portò avanti con tenacia e coraggio insieme al ristretto ma determinato gruppo dirigente che si era raccolto intorno a lui.

Tedeschi era stato iniziato nel 1892 nella loggia livornese Garibaldi e Avvenire. Dopo la specializzazione in anatomia patologica presso l’Università di Siena, la nomina a direttore dell’Istituto di anatomia patologica presso l’Università di Cagliari,  spinto da nuove aspirazioni professionali si trasferì in Argentina nel 1899 dove si dedicò ad avviare nuove strutture ospedaliere; il 12 febbraio 1900 a Buenos Aires venne affiliato alla loggia Unione Italian n. 12, appartenente anch’essa al Grande Oriente d’Italia. Tedeschi mantenne forti legami con la massoneria italiana: nel 1925, proprio quando il fascismo imponeva lo scioglimento delle logge, fu tra i più attivi nel ruolo di coordinamento dell’attività in esilio del Grande Oriente. Nel 1930 abbandonò la professione medica e, non potendo tornare in Italia a causa delle sue dichiarate posizioni antifasciste, si trasferì in Francia a Chateau Reignac (nei pressi di Reignac-sur-Indre), collaborando attivamente con i liberi muratri in esilio. Il 29 novembre 1931 venne nominato Gran maestro aggiunto (facente funzione di Gran maestro effettivo) del Grande Oriente d’Italia in esilio e, alla morte di Domizio Torrigiani (31 agosto 1932), subentrò  a quest’ultimo. Rimase in carica per circa otto anni, fino alla sua morte. Dal 1937 al 1940 fu pure Sovrano gran commendatore del Supremo consiglio d’Italia del Rito scozzese antico ed accettato. Tedeschi, perseguitato e ricercato dalla Gestapo in quanto ebreo, antifascista e massone, si rifiutò di fuggire per salvarsi e si lascio trovare morto.

A mantenere viva a Livorno la memoria di Tedeschi sono alcuni fratelli del Goi, in prima linea il Gran Maestro Onorario Massimo Bianchi. A lui va anche il merito di quest’ultima iniziativa.



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