Chiesa e Massoneria. Articolo “Cari fratelli massoni” del Cardinale Ravasi. Risponde il Gran Maestro

Il Gran Maestro Stefano Bisi ha scritto una lettera al Sole 24Ore  in relazione all’articolo “Cari fratelli massoni” del Cardinale Gianfranco Ravasi apparso nell’inserto culturale “Domenica” del 14 febbraio scorso e incentrato sul tema Chiesa e Massoneria. Nella lettera si esprime attenzione ed apprezzamento per quanto scritto dal Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura su alcuni valori comuni che, al di là delle posizioni e dei documenti ufficiali della Chiesa sulla Libera Muratoria, non impediscono un futuro pacifico dialogo fra le due Istituzioni.

Scrive il Gran Maestro il giorno dopo, lunedì 15 febbraio, al giornale milanese

Egregio Direttore,
ho letto con attenzione ed apprezzato l’articolo che il Cardinale Gianfranco Ravasi ha scritto sul Suo autorevole quotidiano nel pregevole inserto culturale “Domenica” del 14 febbraio scorso. Con grande serenità di giudizio e con quella che ritengo la giusta apertura mentale, ha affrontato il tormentato rapporto e l’inconciliabilità che da secoli intercorre per la Chiesa Cattolica con la Massoneria.
Sono stato lieto di apprendere che senza pregiudizi e con l’ampia visione culturale che Lo contraddistingue, abbia parlato della Massoneria e, al di là delle puntualizzazioni e delle posizioni ufficiali e scritte della Chiesa, ampiamente note, abbia riconosciuto, senza idee preconcette, che fra le due realtà ci sono comunque anche dei valori comuni che uniscono, pur non annullando ipso facto quelle che sono le diverse visioni e le marcate se non nette differenze.
Negli articoli 1 e 4 della Costituzione del Grande Oriente d’Italia-Palazzo Giustiniani, la più antica Obbedienza nata nel 1805, è sancita in modo molto chiaro l’identità della nostra Istituzione che “Fatti propri gli Antichi Doveri, persegue la ricerca della Verità e il perfezionamento dell’Umana Famiglia; opera per estendere a tutti gli uomini i legami d’amore che uniscono i fratelli; propugna la Tolleranza, il rispetto di sé e degli altri, la libertà di coscienza e di pensiero”.
La Libera Muratoria Universale non è per sua natura una Religione né un sostituto di essa, non ha posizioni dogmatiche, non propone vie salvifiche dell’anima ma per essere ammessi chiede soltanto alla persona di credere in un Essere Supremo. Noi lo chiamiamo semplicemente e senza dargli alcun attributo specifico come avviene nella religione cristiana, il Grande Architetto dell’Universo.
Mi fermo qui, perché lo scopo di questa lettera non è quello di arrivare a disquisire con il Cardinale Ravasi di teologia e di Divinità, bensì quello di cercare di aprire con pacatezza un costruttivo dialogo su nuovi e pacifici ambiti e nel pieno rispetto delle diverse identità.
Il Grande Oriente d’Italia da tempo cerca di farlo con l’obiettivo di demolire muri che ormai non hanno nessuna ragione di esistere. Alla mia prima celebrazione del XX Settembre dissi che “il mio grande sogno era quello che un giorno un Papa e un Gran Maestro potessero partecipare insieme alla ricorrenza di Porta Pia ponendo fine alla secolare disputa”.
La Massoneria non è nemica della Chiesa, di nessuna Chiesa, ed è sempre stata la Casa del dialogo e della Tolleranza. Non osteggia nessuna religione e lascia i fratelli liberi di seguire la propria fede. Ma i tempi cambiano e l’Umanià è minacciata da grandi pericoli: come il terrorismo fondamentalista, il decadimento dei valori, la sfrenata globalizzazione. La grandezza delle Istituzioni laiche, spirituali e religiose cui l’Uomo aderisce cercando vie personali di miglioramento ed elevazione, sta nel sapere affrontare le delicate sfide partecipando e condividendo le necessità e le problematiche che emergono. E sta anche nell’avere il coraggio di andare oltre “ostilità, oltraggi, pregiudizi, reciproci” come nel caso di Chiesa e Libera Muratoria.
Come ha saggiamente ricordato il presidente del Pontificio Consiglio della Cultura citando il documento dei vescovi tedeschi del 1983, non possono essere ignorati i punti di contatto fra Massoneria e Chiesa che trovano valori comuni nella dimensione comunitaria, nella dignità umana, nella lotta al materialismo, nella beneficenza. In questo si può avere un aperto e libero confronto mantenendo le differenze ma riducendo le distanze che invece scandiscono nel loro documento i vescovi filippini. Ma quel che conta è partire magari da una conciliabilità limitata e discuterne che professare ancora una assoluta ed intransigente inconciliabilità ex cathedra. Chi possiede la Verità? L’Uomo o solo Dio?
Scrisse proprio il Cardinal Ravasi qualche anno fa: “La Verità è una sola ma come il diamante ha molte facce, noi riusciamo, dal nostro angolo di visuale, a vederne solo una di queste facce”. Si illude, quindi, chi pensa di vedere tutto e detenere l’unica Verità. È per questo che i massoni con umiltà e tanti dubbi la cercano perennemente lasciando agli altri i dogmi. Ma cercando sempre il dialogo e il confronto con chiunque.
Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia

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“Cari fratelli massoni”, l’articolo del Cardinale Gianfranco Ravasi sul Sole 24Ore Domenica del 14 febbraio



4 commenti a “Chiesa e Massoneria. Articolo “Cari fratelli massoni” del Cardinale Ravasi. Risponde il Gran Maestro

  1. Giovanni Paolo II, in occosione della sua prima visita apostolica in Francia nel 1980, disse che “nel fondo libertà, uguaglianza e fraternità sono idee cristiane”.

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