L’Equinozio d’Autunno festeggiato a Prato nel Castello dell’Imperatore


Equinozio d’autunno, nello scenario del Castello dell’Imperatore a Prato. Così è stato festeggiata la ripresa
dei lavori massonici, dopo la pausa estiva, con una tornata a Logge riunite dell’Oriente di Prato (Meoni
e Mazzoni n.62, Intelligenza e Lavoro n.717, Filippo Mazzei n.1184) lo scorso 15 settembre, alla
presenza del Gran Maestro Stefano Bisi, del rispettabile Gran Segretario, Emanuele Melani,
e del presidente del Collegio dei Maestri Venerabili della Toscana, Luigi Vispi. Scenario appunto inconsueto e suggestivo, quello del Castello dell’Imperatore, nel pieno centro storico della città; architettura fatta realizzare da Federico II di Svevia, l’imperatore “più italiano” del Sacro Romano Impero, nel 1248. Qui, il Castello, che a lavori mai conclusi sarebbe dovuto essere la fortezza di Santa Barbara come avamposto più a nord della politica commerciale e di unificazione dell’Italia promossa da Federico II di Hohenstaufen, è diventato per una sera il Tempio ideale e reale di una cerimonia che prima di ora non era mai stata fatta a Prato. Città con solide radici massoniche; basti pensare a Giuseppe Mazzoni, Gran Maestro reggente del Grande Oriente d’Italia nel 1870 e Giuseppe Meoni, pratese, giornalista e direttore del quotidiano ”Il Messaggero” a Roma,Gran Maestro aggiunto con il Gran Maestro Domizio Torrigiani e inviato al confino dal regime fascista negli anni venti del ‘900, per le sue idee repubblicane e democratiche e per la battaglia condotta a favore della regolarizzazione contrattuale della categoria dei giornalisti. Ed è in questo clima, sotto il cielo stellato del Castello, che i Fratelli giunti da tutta la Toscana hanno omaggiato l’equinozio autunnale (che cade quest’anno il 23 settembre) e il XX Settembre 1870 con la presa di Porta Pia e la caduta del potere temporale dello Stato pontificio. Tanti gli interventi dei Fratelli presenti, che hanno tenuto a far luce sulla la storia del Castello all’interno della città, le sue testimonianze e i fatti avvenuti in oltre otto secoli di vita. Allo stesso tempo, è stata ricordata la figura ”Stupor mundi” di Federico II di Svevia, Imperatore del Sacro romano Impero e Re di Sicilia, personalità forte e poliedrica, capace di parlare sei lingue (latino, siciliano, tedesco, greco, arabo e francese), cultore delle arti e della poesia, promotore di ideali di pace e tolleranza.
Imperatore che visse con l’ambizioso progetto politico di unificare l’Italia e tutta l’Europa
occidentale.  Figura quella di Federico II che per analogia ricopre ancora oggi, come lo fu durante il
romanticismo tedesco dell’800, molti dei caratteri e dei valori propri della vita massonica, a partire da quelli della “tolleranza” e dello sviluppo pacifico delle relazioni sociali. Ed è così che anche il Gran Maestro
Stefano Bisi, ripresi gli interventi dei Fratelli presenti, ha parlato nell’allocuzione finale dell’uomo Federico II e del simbolo che ricopre il Castello dell’Imperatore e il lavoro dell’Oriente di Prato, che quest’anno ha
prodotto ben due Tornate straordinarie a Logge riunite.

Importante l’ausilio fornito alle Logge pratesi dal Collegio circoscrizionale toscano e dai Fratelli della Carmignano Carmignani n. 475 all’Oriente di San Marcello Pistoiese. La Tornata a Logge riunite è stata guidata dall’ex Maestro Venerabile, attualmente presidente dell’Oriente di Prato, Giancarlo Calamai. Durante la sospensione dei lavori, con la chiusura del Libro sacro, le porte del Tempio si sono aperte per accogliere ospiti profani. A questi è andato il saluto del Gran Maestro Bisi e l’abbraccio dei Fratelli presenti. Chiusi i lavori in grado di apprendista, si è svolta l’agape bianca nella centralissima Piazza Santa Maria delle Carceri, alla quale hanno partecipato diverse autorità cittadine, come la deputata alla Camera Erica Mazzetti, la consigliera regionale Ilaria Bugetti e il sindaco di Prato, Matteo Biffoni. Questa del 15 Settembre scorso è stata la prima edizione della Tornata a Logge riunite pratesi nel Castello dell’Imperatore, con tutta l’intenzione di dare avvio ad un appuntamento periodico ogni anno all’interno delle mura dell’architettura federiciana. Sotto il cielo stellato dell’equinozio.



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