Lectio magistralis del filosofo Masullo a Rende. La libertà e le occasioni (audio di Radio Radicale)

Lectio Magistralis di Aldo Masullo il 10 ottobre in Calabria.  L’evento, organizzato dalla Loggia Risorgimento (1240) di Cosenza, si è tenuto a Rende nella sala convegni dell’Hotel Europa alle  16,30.  A spiegare il senso dell’incontro, con il quale l’officina ha voluto celebrare i 10 anni della sua fondazione, il maestro venerabile Pietro De Luca, che ha sottolineato come l’obiettivo della Massoneria sia quello di stimolare il miglioramento interiore di ciascuno e poi ha passato la parola a Sergio Tursi Prato, direttore responsabile di Teleitalia, che ha portato i saluti del Gran Maestro Stefano Bisi, del Primo Sorvegliante Tonino Seminario e del presidente del Collegio Circoscrizionale Marcello Colloca e del vicepresidente Marco Vilardi.

Aldo Masullo
Aldo Masullo

Tema dell’incontro “La libertà e le occasioni”, che è anche il titolo di una delle opere più conosciute del grande filosofo napoletano. Deputato dal 1972 al 1976 e poi senatore dal 1979 al 2001, Masullo è tra i più autorevoli pensatori del nostro tempo. Allievo di Carlo Carbonara, è riuscito a elaborare una sua particolare teoria, che passa attraverso il neoidealismo, crociano e gentiliano, lo sperimentalismo di Antonio Aliotta, l’idealismo e il materialismo critico, ma anche l’esistenzialismo al quale il filosofo si è accostato all’indomani della tragedia della Seconda Guerra Mondiale,  lo spiritualismo, che combinati al bisogno di comprendere l’uomo nella sua concretezza, lo hanno portato ad avvicinarsi alla fenomenologia.”Struttura, soggetto, prassi” (1962, 1994) è il primo testo che documenta il rinnovamento della ricerca di Masullo. In esso il filosofo  fa riferimento alle scienze positive per mostrare che la coscienza è qualcosa di vivo e concreto e non è «intellettualisticamente sofisticata», trasparente a sé stessa, come vorrebbero le filosofie speculative le quali riducono la vita psichica alla vita cosciente e non tengono conto o minimizzano il peso della dimensione psichica inconscia, svalutata come qualcosa di filosoficamente irrilevante. “Metafisica. Storia di un’idea”, pubblicato nel 1980, è un’altra opera chiave del percorso di Masullo, che abbandona il tema dell’intersoggettività per esplorare le dimensioni del vissuto, del senso, del tempo, dell’interpretazione morale. Fino al saggio del 2011 dedicato alla libertà nelle sue relazioni e nel suo rapporto dialettico con la politica, con l’arbitrio e con la necessità. Masullo in questo saggio parte da Vico, quando nel De iure, del 1720, sostiene che società e diritto non sono effetti né di metafisica necessità né di naturali impulsi utilitari, ma funzioni dell’umano reagire alle occasioni, ossia risposte che dinanzi alle sfide delle contingenti situazioni gli accomunati individui inventano. Ma arriva ai nostri giorni. Ed è interessante l’analisi che fa dell’attuale momento della vita del mondo. Masullo sostiene che non certo per questa o quella novità tecnica ma, come avverte Jacques Ellul, per l’incombente prospettiva che lo stesso sistema sociale si riduca a “sistema tecnico”, si realizzi cioè l’organica e totalitaria “tecnicizzazione” dell’umano, la libertà si trova dinanzi all’occasione cruciale, in cui è di essa che si decide. Una tale sfida, avverte, non si può ignorare, occorre rispondere. È propriamente un affare di etica: non compete all’esattezza del calcolo, ma al rigore del pensiero.

Grande è stata la partecipazione del pubblico. Tra i presenti anche il Gran Maestro Onorario Antonio Perfetti

 

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