L’“Armonia dei numeri” approda a Ginevra con l’artista Giorgio Piccaia

E’ stata inaugurata il 30 settembre nella sede della Società Teosofica Svizzera di Ginevra, la mostra personale di Giorgio Piccaia “L’armonia dei numeri. Fibonacci Tour”. L’esposizione, a ingresso gratuito, resterà aperta fino al 15 ottobre negli spazi di rue Ferdinand Hodler 17, nel quartiere Eaux-Vives.

Piccaia torna  così nella sua città natale con un progetto che mette al centro la sequenza di Fibonacci, interpretata non soltanto come principio matematico, ma come linguaggio capace di mettere in relazione natura, universo e dimensione umana. Tele, papiro, carta, acciaio e plexiglass diventano così strumenti attraverso cui l’artista traduce numeri e proporzioni in una ricerca sul rapporto tra visibile e invisibile.

La scelta della Società Teosofica Svizzera non è casuale. Fondata nel 1875 con l’obiettivo di promuovere la fratellanza universale e il dialogo tra scienza e spiritualità, la Società ha una lunga tradizione di confronto con l’arte e con le ricerche sul rapporto tra materia e dimensione spirituale. La sede di Ginevra, attiva dal 1910 e già teatro del Congresso mondiale del 1936, ospita gruppi di studio, conferenze e una biblioteca specializzata.

In questo contesto si inserisce la ricerca di Piccaia, che considera la sequenza di Fibonacci una chiave simbolica dell’armonia tra macrocosmo e microcosmo. Nelle sue opere numeri e colori assumono un valore archetipico, mentre installazioni come “Il Rosario di Fibonacci” trasformano la successione matematica in una sorta di ritmo visivo e meditativo.

La mostra ginevrina è una nuova tappa del “Fibonacci Tour”, percorso espositivo con cui l’artista porta la propria ricerca in diversi contesti, intrecciando arte contemporanea, matematica e spiritualità. Un ritorno particolarmente significativo nella città in cui Piccaia è nato e dove il padre Matteo fu membro della SPSAS, oggi Visarte.

L’esposizione sarà visitabile dal martedì al venerdì dalle 10 alle 19 e nel fine settimana dalle 11 alle 18; chiuso il lunedì. La mostra è patrocinata dal Comune di Pisa.



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