L’altro volto del “profeta” Khalil Gibran. Lo scrittore, poeta e aforista libanese fu anche un famoso pittore

Il celebre scrittore, poeta e aforista libanese Gibran Khalil Gibran (nome abbreviato e mutato in Kahlil Gibran, per adattarlo alla pronuncia americana) nato a Bisheri in Libano nel 1883 e morto a New York nel 1931, è stato anche un prolifico artista. Anzi fu proprio come pittore, lui amava definirsi “creatore di forme”,  che esordì giovanissimo con successo. Furono poi le successive frequentazioni europee e l’incontro con la filosofia a stimolare la sua vena letteraria che si espresse attraverso intramontabili capolavori, il più conosciuto dei quali è senz’altro  Il Profeta. Gibran studiò arte a Parigi, dove si recò nel 1908 e mai abbandonò questo suo talento. E’ autore infatti di oltre 700 tra tele, acquerelli e disegni.

Molte delle sue opere, vennero trasferite dopo la sua morte insieme ai suoi mobili, i suoi oggetti personali, la sua biblioteca privata, i suoi manoscritti, dallo studio eremo, che aveva nel cuore di Greenwich Village ( al numero 51 della decima strada), alla sua città natale,  alla quale ha lasciato in eredità i diritti d’autore per opere di pubblico beneficio e in cui si trova il museo, fondato nel 1935, a lui intitolato, ospitato nell’antico monastero di  Mar Sarkis, che la sorella Mariana acquistò per esaudire il suo desiderio di essere seppellito in quel magico luogo circondato da querce che sorge sulle grotte nelle quali si rifugiavano gli eremiti.

Ritratto della madre dell’artista

Nelle sedici sale, aperte al pubblico,  sono esposti i suoi oggetti e le sue opere, i suoi libri, i suoi appunti, i suoi manoscritti che si trovavano nel suo atelier a New York al momento della morte. I suoi quadri, disegni, acquerelli, in gran parte non hanno data, né firma, nè nome. “Non si può dare un titolo alle visioni”, spiegava Gibran a chi gli chiedeva perché, spiegando che ovunque fossero state ritrovate le sue creazioni, non ci sarebbe stato dubbio sulla sua paternità. Tra i suoi celebri ritratti quello di Thomas Edison, di Carl Gustav Jung, di Sarah Bernhardt.

Nei due anni in cui visse a Parigi, il “profeta” frequentò i circoli massonici della capitale e , secondo alcune fonti (cfr G. Figuié Le point sur la francmasonerie au Liban p. 200; Khalil Khfoury Gibran e Naimeh massoni, Beirut 2002 in lingua araba; Alexandre Najjar Kahlil Gibran, l’autore de Il profeta Il Leone verde edizione ) sarebbe stato iniziato in una loggia della capitale francese e successivamente sarebbe diventato membro di una loggia newyorchese, costituita da siriani emigrati negli Stati Uniti . Nel 2011, comunque, fondò “Golden Links”, un’associazione della quale facevano parte molti liberi muratori suoi conterranei, e il cui obiettivo era il secolarismo e l’indipendenza della Grande Siria.  

Dopo la pubblicazione in Egitto del suo libro “Meraviglie e curiosità” edito da Youssef al-Boustani, il padre gesuita Louis Cheikho, autore di un volume sulla Libera Muratoria in Siria, di lui disse che “era un massone” ( cfr Shmuel Moreh  Modern Arabic Poetry 1800 – 1970. The development of its forms and themes under the influence of Western Literature Leiden Brill 1976, p. 100 )  

Di Gibran il Gran Maestro Stefano Bisi ama citare in particolare questa frase:  “Per arrivare all’alba non c’è altra via che la notte”. Il perchè? “Rappresenta in modo perfetto l’esperienza dell’uomo massone. Dobbiamo passare attraverso le tenebre che sono in ciascuno di noi per arrivare all’alba e vedere la luce, progredendo spiritualmente nel cammino iniziatico, arricchire la fratellanza e fare del bene per l’umanità”.



Un commento a “L’altro volto del “profeta” Khalil Gibran. Lo scrittore, poeta e aforista libanese fu anche un famoso pittore

  1. Difficile raccontare Kahlil Gibran in poche parole. Ricordo di averlo conosciuto 7 anni fa, stavo attraversando un periodo buio della mia vita. Stavo bevendo un caffè al bar, era il giorno del mio compleanno, mi si avvicinò lo scrittore del mio paesino e mi disse: “Tieni, te lo regalo, questo libro mi ha cambiato la vita…”. Quel libro era “Il Profeta”, anche a me ha cambiato la vita…

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