La speranza come possibilità storica del divenire umano, secondo il filosofo Ernst Bloch

“Il principio speranza” costituisce una delle imprese filosofiche più ambiziose di sempre. Il viaggio del filosofo tedesco  Ernst Bloch nel “continente speranza” e nella dimensione utopica del pensiero in tutte le sue manifestazioni appare, ai nostri occhi, meravigliosamente inattuale e, al contempo, ancora ricco di suggestioni per il futuro.

Realizzato in oltre vent’anni, il capolavoro di Bloch non intende infatti negare la realtà, ma si oppone con fermezza alla passiva accettazione di una realtà “già data” e immutabile, fondando la sua ontologia sulle potenzialità dell’essere e sull’apertura al cambiamento.

“L’importante è imparare a sperare. Il lavoro della speranza non è rinunciatario perché di per sé desidera aver successo invece che fallire.” L’edizione di MImesis presenta l’opera in tre volumi divisibili. L’introduzione è di Remo Bodei.

Ernst BlochFilosofo (Ludwigshafen 1885 – 1977) Ebreo e comunista, durante il nazismo dovette emigrare, prima in varie nazioni europee, poi negli Stati Uniti. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel1949, fu chiamato a insegnare filosofia dalla Ddr all’università di Lipsia, ma dopo i fatti di Ungheria si trasferì nella Germania dell’Ovest dove ha tenuto per lungo tempo cicli di lezioni nell’università di Tubinga. Riallacciandosi ai motivi umanistici del primo Marx ed evidenziando le componenti messianiche del marxismo, B. pone al centro del pensiero rivoluzionario il “principio della speranza” come rifiuto di ogni dialettica limitata alla semplice analisi delle condizioni storiche e come accentuazione della funzione liberatrice dell’utopia, del “non ancora”. Uno degli aspetti più caratteristici della posizione di B. è poi quello di collegare saldamente l’utopia alle potenzialità della natura e della materia, quali si rivelano a chi non le consideri con semplici schemi meccanicistici, ma come termini di un processo dialettico che, attraverso la storia, può dar luogo alla trasformazione del mondo in effettiva “patria dell’uomo”. Scritti principali: Geist der Utopie (1918, nuova ed. 1964), Subjekt-ObjektErläuterungen zu Hegel (1949, nuova ed. 1962, trad. it. 1975), Das Prinzip Offnung (3 voll., 1954-59; nuova ed., 2 voll., 1959), Atheismus im Christentum (1968; trad. it. 1971), Ueber Karl Marx(1968, trad. it. 1972), Experimentum mundi (1975).



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