La Società operaia di Perugia compie 160 anni/Corriere dell’Umbria

La Società Generale di mutuo soccorso fra gli artisti e gli operai di Perugia ha 160 anni di vita. Spiega il presidente Primo Tenca: “Il primo marzo 1861 nasceva la Società operaia di Perugia. La città era uscita da pochi mesi da tre secoli di dominazione pontificia e i perugini iniziavano a guardare con occhi stralunati una nuova epoca, figlia del Risorgimento e foriera dell’unità d’Italia. È in questo contesto che viene fondata, spiegarono i fondatori ‘…animati dal lodevole intento di ottenere con il risorgimento politico il risorgimento morale ed economico del popolo’, e in assenza di uno stato sociale che arriverà solo molti anni dopo, la Società operaia di Mutuo soccorso, arrivò alla fine dell’Ottocento a superare i 2mila iscritti, su una popolazione cittadina di 60mila persone. Nel centosessantesimo anniversario, non potendo organizzare eventi in presenza, abbiamo pensato a un progetto fotografico (pubblicato sulla pagina facebook della Società, ndr.) sui cimeli storici conservati nella storica sede di via dei Priori. In prevalenza sono bandiere e simboli del lavoro, dei rioni e dell’impegno di centinaia e centinaia di perugini”. La Società si costituì per iniziativa di un gruppo di cittadini, rappresentanti della borghesia ed aristocrazia perugine ed esponenti della Massoneria. Il primo marzo si tenne la prima assemblea dei soci, in settembre la Società divenne operativa con aiuti ai soci ammalati, che non potevano lavorare e perciò non guadagnavano, insomma come una mutua. Inoltre la Società iniziò a promuovere l’istruzione dei soci. Infatti, oltre ai fondatori, ben presto si aggregarono molti componenti del mondo perugino, artigiani, ma anche piccoli Cimeli La Società custodisce bandiere e divise oltre a libri e documenti .

L’omaggio a Giordano Bruno è tra gli appuntamenti fissi Un appuntamento da non mancare, per la Società di mutuo soccorso di Perugia, è la commemorazione di Giordiano Bruno, che avviene il 17 febbraio, anniversario del giorno in cui il libero pensatore venne arso vivo a Roma, in piazza de’ Fiori. Correva l’anno 1600 e, spiega Gianfranco Bottaccioli, “furono ì Domenicani il braccio armato della Chiesa di Clemente VIII. Per questo la commemorazione avviene nella piazza a lui intitolata, davanti alla chiesa di chi lo uccise, i Domenicani”. Tutti gli anni si tiene una breve cerimonia che raduna una piccola folla: “Gente accomunata dal riconoscersi nel pensiero laico e libero spiega Primo Tenca, presidente della Società di mutuo soccorso (nella foto mentre appone la corona, il 17 febbraio scorso e non solo i nostri soci. Il filo conduttore è la laicità. In genere, almeno noi della Società, dopo la cerimonia, ci riuniamo in qualche osteria vicina a brindare con un bicchiere di vino, come nella miglior tradizione operaia. Ma quest’anno niente brindisi e niente assemblamenti. In tre o quattro, io, Bottaccioli, Cesare Barbanera, siamo andati a mettere la corona, come tutti gli anni, in rispettoso silenzio, e a giusta distanza tra noi, per non mancare l’appuntamento”.

La targa è stata posta nella piazza il 17 febbraio 1907. La richiesta di autorizzazione al Comune era stata presentata da Terzo Bellucci a nome di molte associazioni cittadine: società operaie rionali, la società dei militari in congedo, la loggia massonica “Francesco Guardabassi”, il Circolo repubblicano, il Circolo socialista, la Società del libero pensiero. La targa è stata restaurata nel 2019 per volontà del circolo culturale I Forti, della Società di mutuo soccorso, dei circoli culturali Francesco Guardabassi e Bruno Bellucci, dell’Associazione del libero pensiero e del Collegio umbro dei maestri venerabili del Grande Oriente d’Italia, che ha provveduto alle spese di restauro. R1.130. commercianti, e altre categorie ancora: un tessuto sociale che è rimasto quasi immutato fino ai primi anni del secondo dopoguerra. La storia prosegue con il riconoscimento giuridico, che divenne ufficiale nel 1888, mentre tra il 1889 e i 1890 entrarono a farne parte altre tre Società di mutuo soccorso cittadine: la Fratellanza artigiana del rione di Porta Eburnea, la Fratellanza artigiana del rione di Porta Sant’Angelo e la Società di mutua assistenza ed istruzione. La Società ha tuttora sede in via dei Priori, in un appartamento di un palazzo di sua proprietà che conserva arredi ottocenteschi compreso l’antico banco dei carati, luogo di aiuti a chi si trovava in difficoltà e importanti cimeli del Risorgimento, compresi alcuni legati a soci che si sono distinti nei movimenti risorgimentali (nelle foto a sinistra la bandiera della Società di mutua soccorso di Borgo XX Giugno, con i simboli dei vari mestieri, la divisa indossata da Guglielmo Miliocchi quando combatté nelle Argonne, una bandiera legata ai combattimenti per la Repubblica Romana). Una sede che può considerami uno dei musei della città. In questa sede dal 1919 venne ospitato il Consorzio fra le cooperative di consumo del Comune di Perugia. La Società venne commissariati nel 1925, dopo l’avvento del fascismo. L’assemblea generale dei soci potè riunirsi di nuovo nel novembre 1944, nominò i suoi organismi e tornò a funzionare normalmente. I cambiamenti sociali del secondo dopoguerra ne hanno cambiato il ruolo ma non tolto l’importanza nel panorama della città. Presieduta attualmente da Primo Tenca, artigiano orafo, partecipa al dibattito civile della città di Perugia, intervenendo nelle discussioni sui temi più disparati, dalla Sanità alla Cultura. Inoltre organizza eventi legati alla sua missione: in questo periodo in cui non è possibile farlo in presenza con video, foto gallery e altri mezzi a distanza. Ed è sempre presente in anniversari legati al “calendario laico” della città, come le celebrazioni del 20 giugno (giorno in cui nel 1859 entrarono in città le truppe pontificie tra massacri e saccheggi mentre nel 1944 venne liberata dalle truppe alleate) e l’omaggio a Giordano Bruno, il 17 febbraio.



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