La Gran Loggia del Grande Oriente a Rimini. Intervista al Gran Maestro Stefano Bisi: “Senza la Massoneria nel mondo ci sarebbero meno libertà e meno diritti” / La Stampa

Intervista al Gran Maestro Stefano Bisi: “Senza la Massoneria nel mondo ci sarebbero meno libertà e meno diritti” 

https://www.lastampa.it/cultura/2021/09/30/news/la-gran-loggia-del-grande-oriente-a-rimini-1.40758733

Fra domani e dopodomani il Grande Oriente d’Italia celebra al Palacongressi di Rimini la Gran Loggia nazionale del 2021, evento in presenza e con rigorose misura di sicurezza anti-Covid. La Massoneria è stata protagonista della Storia: pur senza essere il burattinaio che tira tutti i fili, è stata fondamentale nella Rivoluzione americana, in quella francese, nel Risorgimento italiano e anche in seguito. Erano massoni quasi tutti i padri fondatori degli Stati Uniti, da George Washington a Benjamin Franklin a Thomas Jefferson, e la tradizione è continuata fino a F.D. Roosevelt e ad altri presidenti del nostro tempo; sono stati massoni molti protagonisti dell’Unità italiana, a cominciare da Garibaldi Primo Massone l’Italia (benché si possano leggere intere biografie su di lui che nemmeno accennano a questo fatto); sono di derivazione massonica la formula “Liberté, égalité, fraternité”, la bandiera dell’Unione europea e la musica scelta dall’Ue come inno, composta dal massone Beethoven su testo del massone Schiller. Stefano Bisi, attuale Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, cita lo storico Marcello Flores: “Senza la Massoneria nel mondo ci sarebbero meno libertà e meno diritti umani”.

Però l’immagine della Massoneria sui giornali, in tv e nelle dichiarazioni di molti politici è spesso negativa, associata al malaffare o addirittura al crimine organizzato: lei Bisi come risponde?

«Invito chi ci rivolge queste critiche ad approfondire la nostra storia. Abbiamo libri e siti Internet. Sento e leggo commenti e articoli che citano a sproposito la Massoneria o la terminologia massonica: per esempio, che senso ha in tv e sui giornali chiamare “Loggia” la cosiddetta Loggia Ungheria? Non ha niente a che fare con la Massoneria, ma il nome lo fa pensare».

Altra obiezione. C’è tutta una tradizione storica e filosofica occidentale che in questo momento è sotto attacco da parte della “cancel culture”. Ne risente anche la Massoneria? O entrano nuove leve a rivitalizzarla?

«C’è una fortissima richiesta di nuove adesioni. In Italia i fratelli del Grande Oriente sono 23 mila e in questo momento c’è un’intensa attività nelle Logge per recuperare il tempo perduto durante la pandemia e svolgere le cerimonie di iniziazione dei moltissimi “bussanti” (candidati, NdA) che non hanno potuto entrare nei due anni del Covid. Perché il Grande Oriente è così, per aderire è indìspensabile un’iniziazione in presenza, non si può prendere una tessera online».

Come spiega questo rinnovato interesse?

«Tante persone nel periodo della pandemia hanno ragionato di più sul proprio essere: “Chi siamo e che cosa vogliamo essere?”. In molti è maturata l’esigenza di intraprendere un percorso interiore di approfondimento, che è alla base della Massoneria».

La Gran Loggia di Rimini è aperta a tutti?

«Ci sono momenti rituali riservati ai fratelli ma tutto il resto, le conferenze, le mostre, è aperto al pubblico. L’invito che mi permetto di fare è di venirci a trovare al Palacongressi senza pregiudizi».

C’è qualche procedura da svolgere?

«Sì ma molto semplice. Basta registrarsi sul nostro sito e presentare il Green Pass. Tutti i nostri addetti a contatto col pubblico sono vaccinati».

In passato alla Massoneria sono state rivolte anche accuse di collusione con il fascismo o con le trame nere.

«Noi massoni abbiamo dato il sangue nel Risorgimento e poi nella lotta al fascismo. Abbiamo subito le conseguenze della dittatura fascista, quando le Logge vennero bandite e il Gran Maestro fu arrestato e poi mandato al confino. Abbiamo partecipato alla rinascita dell’Italia dopo la guerra, ma la Repubblica non ci ha restituito Palazzo Giustiniani a Roma, che Mussolini ci ha portato via. E’ stato raggiunto un accordo legale, per cui riconosciamo la proprietà dello Stato ma in cambio ci viene garantito di realizzare a Palazzo Giustiniani un museo della Massoneria di 140 metri quadrati. Però passano gli anni e quest’accordo non viene rispettato. Sollecitiamo la presidente del Senato a incontrarci per risolvere il problema senza ulteriori cause legali».



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