L’ idea di liberta’ declinata da Bruno, Mill e Feyerabend

La liberta’ può essere effimera, ma non per questo meno splendente. A partire da questo assunto si sviluppa il percorso proposto dal filosofo e matematico Giulio Giorello, recentemente scomparso, nella raccolta di saggi dal titolo ”Liberta’ di pensiero. Giordano Bruno, John Stuart Mill e Paul K. Feyerabend” (Mimesis). Epoche e visioni differenti, eppure molti sono i fili conduttori che collegano questi autori, primo tra tutti la necessità di esercitare la ragione e imbracciare le armi della critica.

Sulla scia della rivoluzione cosmologica tracciata da Bruno, emerge l’esigenza di giudicare criticamente gli eventi, non accettando nessuna teoria come inconfutabile ed esercitando il dissenso, come suggerisce anche l’anarchico “epistemologico” Feyerabend. Ed è proprio con Feyerabend che si realizza quel rovesciamento di prospettiva che si interroga se la scienza non sia diventata strumento di dominio e se la tecnologia non si sia trasformata nel sostegno più efficace alla burocrazia che invade le nostre esistenze mirando a una sorta di controllo totale.



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