“Il razzismo coloniale e la propaganda di regime” il tema della mostra che inaugurerà in settembre   la Gran Loggia 2020 “Uniti nelle diversità”

Il taglio del nastro della Gran Loggia 2020 è in programma per l’11 settembre con l’apertura della  mostra, organizzata dal Servizio Biblioteca dal titolo “Il razzismo coloniale e la propaganda di regime”, che verrà allestita nella Sala del Castello 2 del Palacongressi. Tra le fonti importanti alle quali attinge il progetto, la rivista La difesa della razza, Scienza, documentazione e polemica, la Menzogna della razza, Documenti e immagini del razzismo e dell’antisemitismo fascista e l’antologia Eia, eia, eia, alalà, la stampa italiana sotto il fascismo, 1919-1943. Veri e propri patrimoni documentali per comprendere la propaganda fascista che oltre a sfruttare gli stereotipi consolidati dal pregiudizio faceva ricorso a spiegazioni pseudoscientifiche per suffragare la superiorità della razza ariana, alla quale gli italiani sarebbero appartenuti. Particolarmente utile per la realizzazione dell’iniziativa è stata l’analisi de La difesa della razza, la rivista diretta da Telesio Interlandi,  il cui primo numero uscì non a caso nell’agosto nel 1938 (l’anno sulla copertina decorre dalla Marcia su Roma del 28 ottobre del 1922) a sostegno del  Manifesto della Razza, il documento diffuso il mese precedente a firma di dieci “scienziati” e professori universitari,  (cfr I Dieci Franco Cuomo editore Bonanno ) che servì al regime di Benito Mussolini per dare inizio alle persecuzioni nei confronti degli ebrei e dei non ariani nel nostro paese. La mostra proporrà anche immagini tratte dall’album dei ricordi di un militare impegnato in Tripolitania a partire dagli anni Venti del Novecento, che mostrano usi e costumi locali. E proseguirà documentando il razzismo coloniale italiano, che riservò ai popoli africani trattamenti e livelli di violenza feroci.

Subito dopo l’inaugurazione della mostra, è in agenda il convegno  Afrofobia, Razzismi vecchi e nuovi e la presentazione del omonimo volume (Fefè Editore 2019) del sociologo, scomparso lo scorso anno, Mauro Valeri, che ha divulgato con grande sensibilità e rigore una visione eterodossa dei “nuovi razzismi”, che possono annidarsi in molti di noi inconsapevoli e che ha educato –o tentato di farlo- gli ambienti più vari da cui provenivano richieste di intervento. Attorno alla sua figura e alla materia dei suoi studi si confronteranno Santi Fedele, Roberto Bortone, Paolo Masini e Davide Valeri. Mauro Valeri, che si è spento all’età di 59 anni, ha diretto l’Osservatorio su Razzismo e Antirazzismo nel Calcio. Ha insegnato Sociologia delle Relazioni Etniche all’università La Sapienza di Roma. Ha pubblicato diversi saggi, tra cui ricordiamo La razza in campo, Per una storia della rivoluzione nera nel calcio, Black Italians, Nero di Roma. Storia di Leone Jacovacci, l’invincibile mulatto italiano, Che razza di tifo, Dieci anni di razzismo nel calcio italiano, Stare ai giochi, Mario Balotelli. Vincitore nel pallone, Il generale nero. Domenico Modelli, bersagliere, aviatore, ardito, A testa alta verso l’Oriente Eterno. Liberi muratori nella Resistenza romana.



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