Il Professore. Biografia di Giulio Mazzon, partigiano e massone

E’ in arrivo per i tipi di Bonanno Il Professore. Biografia di Giulio Mazzon a firma di Renato Traquandi e con la potfazione del Gran Maestro Stefano Bisi. Massone antifascista , Mazzon (1920 2005) è stato tra i protagonisti della Resistenza. Il suo nome di battaglia era Silvio ed era al comando di una formazione partigiana inquadrata nella Divisione Fiamme Verdi “Tito Speri”, operante in Valcamonica. Alla testa dei suoi uomini partecipò a numerose azioni e, nell’inverno 1944-’45, alla battaglia del Mortirolo. Dopo la Liberazione fu segretario della Federazione socialista di Brescia e componente del Comitato centrale del psi nelle cui liste venne anche eletto consigliere comunale e provinciale. È stato uno dei segretari nazionali dell’A.N.P.I. (a partire dal 1956) e membro del Comitato direttivo della F.I.R. – Federazione Internazionale dei Resistenti. Condirettore dal 1974 della rivista Patria Indipendente, quindicinale dell’ANPI, ne assunse la direzione per un breve periodo nel 2005, prima della scomparsa.

Riportiamo di seguito la postfazione del Gran Maestro

L’infaticabile Renato Traquandi ci ha indubbiamente regalato un’altra perla con questa sua pregevole biografia su Giulio Mazzon, scomparso nel 2005, nominato Gran Maestro onorario del Goi nel 2008, e al quale è stata intitolata un annodopo la loggia aretina di Civitella della Chiana. Mazzon è stato un personaggio a tutto tondo nella vita civile e un fratello di primissimo piano nella sua tormentata appartenenza massonica al Grande Oriente d’Italia per poi costituire la Comunione dei Liberi Muratori. La sua figura, qui magistralmente raccontata, viene fuori in tutta la sua levatura in questo libro, con tanti aspetti nuovi einediti. Il caro Traquandi, lavorando di cesello con la penna, in queste pagine coglie e fa vivere con profonda e felice ispirazione via via l’uomo, il partigiano, il politico, il giornalista, lo scrittore e, non ultimo il massone Giulio Mazzon. Ne esce un quadro lodevolmente elaborato e ricco di spunti che raccontano con estrema cura e rigore la vita impegnata con successo su tanti fronti dell’ex presidente dell’Anpi. Particolarmente azzeccata da parte dell’autore mi è infine sembrata la scelta di inserire nella terza parte del libro alcune significative testimonianze dei tanti importanti personaggiche hanno conosciuto da vicino il poliedrico, straordinario“professore” bresciano.Fra le tante mi hanno colpito alcune perle di saggezza chedispensava a chi ha avuto la fortuna di stargli vicino. “L’immortalità la si costruisce in vita” amava ripetere. Parole di grande saggezza di un iniziato che ha colto l’essenza e lo spirito massonico coniugandolo con un forte impegno civico per il Bene della collettività. Un uomo libero nel pensiero e nelle azioni che, grazie alla felice scrittura di Traquandi, viene degnamente ricordato in queste pagine e che continua a vivere nel cuore e nella mente di tanti per l’Opera edificata, mattone su mattone, in vita.



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