Il libro del Gran Maestro “Il biennio nero 1992-1993” è stato presentato a Roma il 24 maggio nella sede del Partito Radicale. Bisi ricorda Pannella

Il libro del Gran Maestro Stefano Bisi “Il biennio nero 1992- 1993. Massoneria e legalità trent’anni dopo” il 24 maggio ha fatto tappa a Roma, dove è stato presentato presso la sede del Partito Radicale. All’incontro hanno preso parte, insieme a Bisi, il segretario generale del Pr  Maurizio Turco, il consigliere generale Umberto Limongelli e l’avvocato Fabio Federico.

Il Gran Maestro Stefano Bisi con il leader radicale Marco Pannella il 20 settembre del 2015

Con grande commozione il Gran Maestro ha esordito ricordando il suo ultimo incontro avvenuto a Porta Pia il 20 settembre del 2015 con Marco Pannella, che ha definito “maestro di libertà”. Un uomo le cui battaglie “hanno reso questo paese piu’ libero”, ha sottolineato rievocando anche le tante battaglie che il Grande Oriente d’Italia ha dovuto affrontare nel corso della sua storia, alcune delle quali sono ricostruire nel volume che è stato al centro dell’incontro e che racconta i risvolti dolorosi dell’inchiesta avviata nel 1992 dall’allora procuratore di Palmi, Agostino Cordova e conclusasi poi in un buco nell’acqua. Battaglie quelle condotte dal Grande Oriente per la libertà, contro il pregiudizio e in difesa di quei diritti fondamentali sanciti nella nostra Costituzione, che anche i massoni contribuirono a scrivere. L’ultima che impegna l’istituzione è quella per Palazzo Giustiniani, la sede storica che il fascismo strappò alla Comunione e che lo stato italiano, con il quale è in corso un contenzioso, non ha mai restituito disattendo anche, come ha rievocato il Gran Maestro, a una transazione stipulata nel 1988, che prevedeva l’attribuzione al Goi di 140 mq dello stabile da destinare a Museo.

Il volume è stato presentato anche il 13 maggio a Palermo nella sala Mattarella di Palazzo dei Normanni, sedel dell’Ars, il 7 maggio nella sala del Gonfalone della provincia di Prato. E prima ancora a Rimini in Gran Loggia e nell’aula magna dello storico ateneo senese e a Matera.



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