Il leader a Matera, “Il desiderio dei Massoni italiani è costruire la Pace”/Controsenso

A leggere i titoli di alcuni siti complottisti, il discorso “massoneria internazionale” untualmente viene tirato in ballo anche per i recenti eventi bellici (come già successo anche per il Covid), ma qual è la posizione dei massoni italiani in merito al conflitto russo-ucraino? «Sulla guerra in Ucraina non c’è una “posizione” della Massoneria, ma c’è un desiderio di tutti i massoni: quello di costruire la Pace». Sono queste la parole del giornalista Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia (l’obbedienza massonica più importante del Paese), che abbiamo raccolte, avvicinandolo a margine della presentazione materana del suo libro “Il biennio nero 1992-1993. Massoneria e legalità trent’anni dopo” (Edizioni Perugia Libri). Cosa vuol dire, gli chiediamo: nel caso di Putin bisognava “pensarci” prima? Il leader a Matera «11 desiderio dei Massoni italiani è costruire la Pace» In occasione della presentazione del suo libro, abbiamo chiesto al Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia quale sia la “posizione” dei “liberi muratori” sul conflitto russo-ucraino «Questo sempre. La pace si costruisce meglio in tempi di pace, piuttosto che in tempi di guerra. Quando piovono i missili, quando ci sono i massacri, quando ci sono le città distrutte, è molto più dcile costruire la pace, ma spero che prevalga il senso di responsabilità di chi governa gli stati e il mondo, e che si eviti una Terza Guerra mondiale. Perché se ci sarà una Terza, non ce ne sarà una Quarta». Per quanto attiene poi al volume di Bisi (presentato durante un convegno organizzato nella sala di Alvino 1884 a Matera dal “Grande Oriente d’Italia Palazzo Giustinani” e dalla Loggia “Quinto Orazio Fiacco orgoglio europeo” n.1500 all’Oriente di Matera sul tema “Il biennio nero 1992-93. Massoneria e Legalità trent’anni dopo”), si tratta di un testo in cui si ripercorre la vicenda dell’inchiesta “Cordova” sulle logge massoniche, avviata nell’ottobre 1992. L’inchiesta era finita nel 2000 con l’archiviazione -si legge sul sito ufficiale del grande Orientema gli strascichi di quella vicenda sono andati avanti fino all’ottobre del 2021, fin quando la seconda Sezione Civile del Tribunale di Reggio Calabria ha poi posto fine a un intercorso contenzioso civile, respingendo le richieste avanzate contro il Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani. «30 anni dopo -si legge ancoraè acclarato storicamente che quelle inchieste giudiziarie e giornalistiche, come pure il grande dispiegamento di forze dell’ordine per perquisire case, uffici e sedi si conclusero però con un decreto di archiviazione». All’incontro -riferisce ancora il sito ufficiale del Grande Oriente-, moderato dal giornalista Franco Martina, è intervenuto il deputato lucano Vito De Filippo. Stefano Bisi, 64enne giornalista originario di Siena, Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, dal 2014 è il “Gran Maestro” del Grande Oriente d’Italia. In poche parole, è alla guida della più antica, importante e nutrita obbedienza massonica del Belpaese, o meglio, «un’istituzione massonica indipendente e sovrana nella giurisdizione italiana» (cioè legale, come si legge sul sito ufficiale), che consta di oltre 23mila iscritti distribuiti in più di 860 logge, sparse sul territorio nazionale (Potenza e Matera comprese). Sempre dal sito ufficiale si apprende che il GOI (come viene chiamato per brevità) ha un “trend positivo” di crescita ormai da anni con oltre 600 iscritti ogni 12 mesi. L’età media dei richiedenti è di circa 40 anni, mentre l’età di chi già aderisce si aggira intorno ai 45.

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