Il XX Settembre, per i fratelli del Grande Oriente d’Italia, è una data scolpita nel cuore, che richiama alcuni dei valori che la Libera Muratoria considera fondanti: libertà di coscienza, laicità dello Stato, unità nazionale, tolleranza, dignità della persona e dialogo tra idee diverse. Una data che il Grande Oriente ha celebrato anche quest’anno rinnovando le tradizionali cerimonie al Gianicolo e a Porta Pia alla presenza del Gran Maestro Antonio Seminario, insieme ai membri della sua giunta e a numerosi fratelli . La giornata ha preso avvio al Gianicolo, davanti ai monumenti dedicati ad Anita e Giuseppe Garibaldi.
Qui i massoni del Goi hanno reso omaggio alla memoria dell’Eroe dei Due Mondi e della sua compagna, protagonisti della difesa della Repubblica Romana del 1849 e del Risorgimento italiano. Il passaggio dal Gianicolo è parte essenziale della celebrazione. Quel colle domina Roma ed è uno dei luoghi più carichi di memoria risorgimentale: nel 1849 fu teatro della difesa della Repubblica Romana, nata dopo la fuga di Pio IX e sostenuta da personalità come Giuseppe Mazzini, Carlo Armellini e Aurelio Saffi. La Repubblica ebbe vita breve, ma lasciò un’impronta profonda nella cultura politica italiana. La sua Costituzione affermava principi allora di straordinaria modernità: sovranità popolare, eguaglianza davanti alla legge, abolizione della pena di morte, libertà religiosa e separazione tra la sfera temporale e quella spirituale. Sul Gianicolo, le forze guidate da Giuseppe Garibaldi tentarono di difendere Roma dall’intervento francese, chiamato a restaurare il potere pontificio.
Tra i luoghi simbolo di quella resistenza vi è Villa Il Vascello, oggi sede nazionale del Grande Oriente d’Italia, che sorge proprio nell’area segnata dai combattimenti del 1849. L’omaggio a Garibaldi e Anita unisce quindi due momenti diversi ma inseparabili del Risorgimento: la Repubblica Romana, con la sua aspirazione democratica e laica, e il 20 settembre 1870, quando Roma entrò definitivamente a far parte dello Stato italiano.
Garibaldi è ricordato dal Goi anche per il suo legame con la Massoneria. Fu iniziato durante il suo soggiorno sudamericano e, nel 1864, venne eletto Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, assumendo in seguito il titolo Primo Massone e di Gran Maestro Onorario. Per i liberi muratori italiani, la sua figura continua a rappresentare l’idea di un patriottismo fondato non sulla chiusura, ma sull’emancipazione dei popoli e sulla fratellanza universale.
