Il 9 marzo a Terni. Incontro sul tema “Frankenstein 200 anni dopo. Oltre l’umano, rischio od opportunità”

“Frankenstein 200 anni dopo. Oltre l’umano, rischio od opportunità”, è il titolo del convegno organizzato per il 9 marzo a Terni dalla loggia cittadina Gaio Cornelio Tacito del Grande Oriente d’Italia e dall’Accademia dei Filaleti, con il patrocinio del Comune. L’appuntamento è alle ore 16 presso l’Hotel Michelangelo e agli studenti la partecipazione varrà come credito formativo.
Portano contributi, moderati da Giancarlo Seri, presidente dell’Accademia dei Filaleti, specialisti in varie discipline: Fausto Dominici, presidente della locale Federazione Nazionale degli Insegnanti (“Per una definizione di classico oggi”); Elisabetta Marino, docente di letteratura inglese all’Università Tor Vergata di Roma (“Lo specchio infranto: Frankenstein di Mary Shelley”); Marco Riolfo, docente Unitre di Genova (“Frankenstein o memorie dal sottosuolo di un lettore”); Ivan Lanzillo, psicologo junghiano (“De (ultra) hominis dignitate”); Marco Rocchi, professore di Statistica Medica all’Università di Urbino (“I limiti della scienza tra libertà di ricerca e principio di precauzione”); Raffaele Federici, professore di Sociologia dei Processi Culturali all’Università di Perugia (“La scienza incompresa: il mostruoso e il non logico”).
Ed è Federici a spiegare il senso dell’incontro. “Le scoperte nel campo della genetica, delle biotecnologie e della chirurgia, insieme alle novità dell’informatica, della cibernetica e della realtà virtuale – scrive il sociologo nel programma – stavano mettendo in effetti in quegli anni definitivamente in crisi le vecchie percezioni del corpo e della natura umana in generale, rendendoli obsoleti rispetto al nuovo contesto iper-tecnologico”.
“Le concezioni dell’assoluta separazione tra natura e cultura – aggiunge – sono tipiche della bioetica e dell’etica della qualità della vita. Se si distingue in modo netto tra vita biologica e vita biografica e si attribuisce a quest’ultima tutto il vero e proprio senso della vita umana – sicché una vita senza qualità non è degna di essere vissuta – allora è chiaro che la dimensione puramente biologica o naturale non ha più un ruolo identificativo, ma è un supporto funzionale agli stati di coscienza”.
Ingresso libero al convegno.
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