Presentato alla Fraternita dei Laici ad Arezzo il “Biennio Nero 1992-1993” del Gran Maestro Stefano Bisi

Il libro del Gran Maestro Stefano Bisi “Il Biennio Nero 1992-1993. Massoneria e legalitá trent’anni dopo” é stato presentato il 3 giugno ad Arezzo nella sala Musica del Palazzo di Fraternita gremita di pubblico. Il volume è stato presentato anche il 27 maggio a La Spezia al Circolo Fantoni in corso in collaborazione con l’associazione Adel insieme ai Renzo Raffaelli, Massimo Benedetti e Angelo Del Santo. A Roma il 24 maggio presso la sede del Partito Radicale, il 3 maggio a Palermo nella sala Mattarella di Palazzo dei Normanni, sede dell’Ars, il 7 maggio nella sala del Gonfalone della provincia di Prato. E prima ancora a Rimini in Gran Loggia e nell’aula magna dello storico ateneo senese e a Matera.

Il volume ricostruisce il difficile periodo vissuto dal Grande Oriente durante l’inchiesta sulla Massoneria avviata dall’allora procuratore di Palmi Agostino Cordova, che si concluse in una bolla di sapone ma che ebbe pesanti ricadute sulla Comunione.

Al termine della presentazione del libro ospitata ad Arezzo, il Gran Maestro ha visitato il palazzo della Fraternita, che raccoglie veri e propri tesori , soffermandosi in particolare dinanzi a uno degli orologi astronomici più rari d’Europa e unico in Italia per le sue dimensioni e la tipologia, una vera e propria opera di ingegneria meccanica realizzata nel 1552 dal maestro orologiaio Felice di Salvatore Vannucci da Fossato e restaurato dopo più di quattro secoli da Fausto Casi, che continua ad occuparsene monitorando costantemente il meccanismo e il funzionamento delle tre campane che con il loro suono accompagnano allo scadere del quarto d’ora il movimento della lancette. La campana centrale suona le ore (di 6 in 6) e ripete il suono alla mezza: la piccola campana di sinistra suona una volta ai quarti, due volte ai tre e quattro/quarti. La campana di destra accompagna la prima ogni quarto. Un interessante sistema di meridiane, posto all’interno e all’esterno del vano che ospita l’orologio e ancora oggi visitabile, permette di scoprire come avvenisse in passato il suo riassestamento annuale.



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