XX Settembre, il Goi al Gianicolo e a Porta Pia/Video e Gallery

Appuntamento al Gianicolo all 9 del 20 settembre dinanzi al monumento di Anita Garibaldi, dove una delegazione del Grande Oriente ha deposto una corona di alloro per rendere omaggio come ogni anno alla coraggiosa eroina , simbolo di di tante battaglie per la libertà, morta il 4 agosto del 1849 a Mandriole, vicino a Ravenna, dopo la caduta della Repubblica Romana.  Subito dopo una analoga cerimonia si é tenuta sotto la statua dell’Eroe dei Due Mondi, che il 7 settembre del 2018 venne pesantemente danneggiata da un fulmine e dove finalmente sono in corso i lavori di restauro da parte del Comune dii Roma.

Il monumento venne realizzato dall’artista e libero muratore Emilio Gallori. Garibaldi di cui quest’anno, ricorre il 140esimo anniversario della morte avvenuta il 2 giugno 1882 a Caprera, non solo è uno dei padri piú nobili del Risorgimento italiano,  ma  anche, una figura di primissimo piano per la Libera Muratoria. Un simbolo alto della sua storia. L’eroe dei due mondi è stato infatti il Primo Massone d’Italia, titolo che gli venne attribuito nel 1861, nonché  Gran Maestro del Goi, carica per la quale venne eletto nel maggio del 1864. Tanti i fratelli presenti con i loro labari alla cerimonia di quest’anno sul colle del Gianicolo, dove è stato reso anche omaggio all’amata compagna di Garibaldi, la coraggiosa Anita, eroina e simbolo di di tante battaglie per la libertà, morta il 4 agosto del 1849 a Mandriole, vicino a Ravenna, dopo la caduta della Repubblica Romana.  

Il progetto di restauro messo a punto dal Comune di Roma ed in fase di esecuzione è  stato preceduto da una accurata campagna di indagini storico-archivistiche, geognostiche, geomorfologiche, strutturali e ambientali, finalizzate ad accertare cause e conseguenze dei fulmini che hanno danneggiato il monumento nel 1944, nel 1971 e da ultimo nel 2018, e a mettere a punto un efficace sistema di protezione dell’opera da nuovi possibili analoghi eventi metereologici. Gli obiettivi sono quelli di consolidare il nucleo murario interno del basamento, di riassemblare i blocchi dissestati dal fulmine nell’angolo nord-ovest della parte alta del basamento e ricomporre e riposizionare sul prospetto ovest la lastra in granito col bassorilievo raffigurante il leone, spezzata in due parti e violentemente distaccata dalla scarica atmosferica.

Con l’occasione sarà anche revisionato lo stato di conservazione delle superfici lapidee e bronzee della statua equestre e dei gruppi scultorei, dopo il restauro eseguito nel 2011 in occasione delle celebrazioni del 150esimo dell’Unità d’Italia e sarà effettuata la manutenzione dell’opera, con pulitura, stuccatura e protezione delle superfici, in modo da prolungare e preservare nel tempo gli effetti benefici del precedente restauro. Al termine è prevista l’installazione di un dispositivo di protezione del monumento dalle scariche atmosferiche, basato sui principi della gabbia di Faraday, messo a punto sulla base di acquisizioni scientifiche e verifiche tecnico-analitiche. Collocata sul punto più alto del colle di Roma, l’imponente statua in bronzo firmata da Gallori, venne  realizzata nella Fonderia Galli e inaugurata nel 1895. 

La delegazione del Grande Oriente si é recata alle 11 a deporre una corona d’alloro in memoria dei  Caduti della Breccia di Porta Pia, presso la lapide nelle Mura Aureliane che ricorda la storica battaglia che il 20 settembre 1870 si combatté tra le truppe italiane, guidate dal generale Raffaele Cadorna e l’esercito papalino, e che sancì l’annessione di Roma al Regno d’Italia, decretando la fine dello Stato Pontificio quale entità storico-politica.   La storica battaglia ebbe inizio alle 5,15 di mattina per concludersi alle 10,05 dello stesso giorno, quando le truppe papaline alzarono la bandiera bianca. L’apertura di quelle mura segnò la nascita dell’Italia come nazione e diede inizio alla modernità. Il 20 Settembre diventò festa nazionale nel 1895, per poi essere cancellata nel 1930 dopo la firma dei Patti Lateranensi. Un momento epico della nostra storia. “Noi vorremmo -ha detto il Gran Maestro Stefano Bisi- che a celebrare il XX Settembre fosse tutta l’Italia, fossero tutti coloro che credono nell’unità dello Repubblica italiana. Il XX Settembre dovrebbe tornare ad essere un giorno di festa, segnato in rosso sul calendario. C’é una proposta di legge che verrá presentata nella prossima legislatura che noi auspichiamo possa essere approvata. Mi fa molto piacere – ha aggiunto Bisi- che oggi qui con noi ci sia una scolaresca di liceo. Questo é un bel segnale di speranza”

Deposta la corona di alloro del Goi davanti al monumento dell’Eroe dei due mondi
Il Gran Maestro, esponenti della Giunta del Goi
davanti al monumento di Garibaldi in corso di restauro

A Porta Pia


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