Il 2 luglio inaugurata a Cosenza la nuova Casa Massonica. Alla cerimonia presenziata dal Gran Maestro Stefano Bisi oltre 400 persone. “Una grande opera che arricchisce la cittá”

Cerimonia di inaugurazione sabato 2 luglio a Cosenza della nuova Casa Massonica del Grande Oriente d’Italia, sede tra le piú prestigiose della Comunione e un altro fiore all’occhiello della Fondazione del Goi.

Al taglio del nastro da parte del Gran Maestro Stefano Bisi erano presenti oltre 400 persone. Non solo fratelli arrivati dai diversi Orienti d’Italia ed alti esponenti del Goi, come il Gran Maestro aggiunto Antonio Seminario, i Gran Maestri onorari Ugo Bellantoni e Tonino Perfetti, ma anche numerosi rappresentanti delle istituzioni tra cui la Presidente della Provincia  Rosaria Succurro, gli onorevoli Franco Iacucci e Pierluigi Caputo, vice presidenti del Consiglio regionale della Calabria, l’assessore Pino Munno del Comune di Rende e  altre autoritá locali.

“Due operai stanno ammucchiando mattoni lungo una strada. Passa un viandante che s’informa sulla natura del loro lavoro. Uno modestamente risponde: ‘Sto ammucchiando mattoni’. L’altro esclama: ‘Innalzo una cattedrale”. E’ l’aneddoto raccontato nel 1959 in Parlamento da Pietro Nenni che il Gran Maestro ha citato nel suo intervento per spiegare la dedizione e l’impegno che caratterizza in ogni momento il lavoro del libero muratore, fuori e dentro le officine, e per sottolineare la dedizione e l’impegno profusi dai fratelli che hanno contribuito alla realizzazione della splendida sede del Goi cosentina. “Tutto é stato fatto a regola d’arte e con la coscienza di partecipare a qualcosa di piú grande”, ha rimarcato Bisi. “E’ un’opera che arricchisce la cittá”, ha aggiunto , ringraziando per primo il Gma Seminario, che ha seguito minuto per minuto i lavori insieme al Secondo Sorvegliante Marco Vignoni. Il suo pensiero poi é andato con commozione ai fratelli calabresi che non ci sono piú, come il Gmo Ernesto D’Ippolito, come Tonino Salituro ed Ettore Loizzo, che fu Gran Maestro Aggiunto ma soprattutto fu reggente in un momento particolarmente doloroso per il Grande Oriente. “Se oggi siamo qui -ha proseguito- lo dobbiamo al sacrificio, al coraggio e alla forza dimostrata da questi liberi muratori in tempi difficili. Provo un senso di gratitudine ¬ha infine concluso- per voi tutti fratelli cosentini, per il vostro sostegno che non è mai mancato”.

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