Il 18 marzo 1871. Sulle barricate di Parigi sventolano anche i labari massonici quando la popolazione insorge e viene proclamata la Comune

Sventolano anche i labari delle logge massoniche sulle barricate di Parigi il 18 marzo 1871, esattamente 150 anni fa, quando la popolazione insorge proclamando la Comune, in continuità ideale con l’esperienza giacobina del 1793, delusa nelle sue speranze e aspettative dai provvedimenti del governo provvisorio repubblicano che si era insediato il 4 settembre 1870, dopo la sconfitta di Sedan e la caduta di Napoleone III. E’ un evento di straordinaria portata, al quale la Libera Muratoria partecipa in prima linea, svolgendo anche una funzione importante nel tentativo di evitare violenze e spargimento di sangue tra gl’insorti e l’esercito di Versailles, come osserva lo storico Marco Novarino, nel suo saggio Massoneria e movimento operaio, pubblicato nel volume Massoneria ed Europa 300 anni di storia, a cura di Santi Fedele e Giovanni Greco.

Durante l’esperienza rivoluzionaria a distinguersi, scrive, sono in particolare alcuni militanti e organizzatori operai iniziati nelle logge del Grand Orient e del Suprême Conseil, che solo a Parigi e nei sobborghi contavano rispettivamente 4.400 e 2.100 aderenti. Tra loro vi erano Beno Malon, in seguito uno dei maggiori esponenti del socialismo francese, i giornalisti internazionalisti Jules Valès, fondatore della rivista “Le Cri du Peuple” e Charles Longuet, quest’ultimo genero di Marx. E altri liberi muratori, che non rivestivano particolari cariche, tra cui il giornalista Emile Eudes, e ancora Arthur Ranc, fondatore insieme a Jules Joffrin della Société des Droits de l’Homme et du Citoyen e i bakuninisti élisée ed Elie Reclus. Altri come i socialisti Jean Allemane, promotore del Parti Ouvrier Socialiste Révolutionnaire, Zéphirin Rémy Camélinat – amico di Proudhon, fondatore dell’Internazionale e del socialismo francese – e l’anarchica Louise Michel, icona della presenza femminile nella Comune (che con André Léo, compagna di Malon, e le “sorelle” Noémie Reclus e Maria Deraimes nel 1869 aveva fondato la Société de revendication des droits de la femme) entrarono in massoneria successivamente (Combes 2014). Louis Michel immortalò quegli eventi nel suo memoriale La Comune.

La Comune di Parigi fu uno straordinario esperimento politico, che pur nel brevissimo tempo di vita che ebbe, riuscì, attraverso il Consiglio eletto democraticamente e composto prevalentemente da rappresentanti della classe operaia e della piccola borghesia, a darsi una perfetta organizzazione : unificò i poteri secondo il principio rousseauiano dell’indivisibilità della sovranità popolare; stabilì la revocabilità in ogni momento dei funzionari elettivi, il cui stipendio fu equiparato al salario degli operai; sostituì l’esercito permanente con il popolo in armi; trasformò in senso laico l’istruzione (obbligatoria e gratuita) e i rapporti stato-chiesa; propose avanzate misure di politica economica e sociale e la trasformazione della Francia in una federazione di liberi comuni.

Contro la Comune il governo e l’Assemblea nazionale, stabilitisi a Versailles, armarono un esercito di più di centomila soldati. Il conflitto impari -i comunardi armati, nonostante l’apporto di volontari di tutto il mondo, tra cui Giuseppe Garibaldi, erano meno di trentamila- durò due mesi, fino alla decisiva “settimana di sangue” , 21-28 maggio.



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