I tesori rubati dai nazisti alla Massoneria esposti in Polonia all’università di Poznan. Ci sono 89 casse ancora da aprire

Dopo l’annuncio da parte del Grande Oriente d’Italia del conseguimento di un primo importante obiettivo nell’ambito del recupero e del riordino delle carte e  dei documenti sequestrati  alla Massoneria durante il fascismo con la firma di una convenzione  con l’Archivio Centrale dello Stato, un’altra importante notizia, diffusa alcuni giorni fa dalla stampa internazionale: dopo anni di studi e catalogazioni la Polonia ha messo in mostra i tesori rubati dai nazisti alla Massoneria. Nelle lunghe campate della biblioteca dell’Università di Poznan sono esposti più di 80.000 libri antichi e oggetti rituali. E non è tutto: 89 misteriose scatole non sono state ancora aperta. Molti degli innumerevoli dipinti, compassi, incisioni, documenti e preziosi volumi riportano il sigillo di Heinrich Himmler, numero due del regime e capo delle SS. I nazisti, al pari dei fascisti, dei franchisti e di tutti i regimi autoritari e dittatoriali odiavano la Massoneria e chiusero le logge, confiscando e talora dando fuoco alle loro biblioteche. Con l’avanzare dell’esercito tedesco, gli archivi massonici dei paesi conquistati andarono ad arricchire la grande collezione di Himmler, che includeva anche raccolte relative ad ebrei e gesuiti.

Trasportata in luoghi ritenuti meglio protetti dai bombardamenti alleati, la collezione massonica nazista fu divisa in tre parti, due delle quali vennero nascoste in Polonia e la terza nella Repubblica Ceca. Nel 1945 le autorità polacche ne sequestrarono a Slawa Slaska (Ovest) da 150.000 volumi, il resto fu confiscato dall’Armata Rossa. La Francia riuscì a recuperare molti documenti, quando il materiale venne distribuito tra varie istituzioni e biblioteche polacche. La Biblioteca di Poznan realizzò il primo nucleo del suo archivio massonico nel 1959, in piena era comunista, quando la Libera Muratoria era fuori legge. La prima loggia polacca, Fratellanza Rossa, sorse nel 1721. Tra i suoi esponenti anche l’ ultimo re, Stanislas Auguste Poniatowski, il suo primo presidente Gabriel Narutowicz e il grande pianista , filantropo e statista Ignacy Paderewski. Nell’archivio di Poznan, che è aperto agli studiosi,  c’è anche una rarissima delle Costituzioni di James Anderson del 1723.

Durante l’occupazione del Terzo Reich, si stima che in Europa furono sterminati circa 200.000 massoni, vittime dell’Olocausto. La persecuzione della Massoneria sotto il regime nazista iniziò molto presto. Nel 1934 le loro proprietà, le loro biblioteche, i loro archivi furono confiscati e fu decretato che le logge erano nemiche dello stato tedesco. La sezione speciale II/111 del Servizio di sicurezza delle SS si occupava specificamente della repressione della Massoneria. I nazisti sciolsero tutte le organizzazioni massoniche nei paesi occupati sequestrando la loro documentazione, che è stata trasmessa all’Ufficio di sicurezza centrale del Reich. Tra i fascicoli sequestrati c’erano quelli del Grande Oriente spagnolo in esilio a Parigi, che furono copiati e inviati a Madrid per alimentare l’attività della Corte per la repressione della massoneria e del comunismo. In Spagna la repressione antimassonica contribuì alla creazione a Salamanca di un grande e importante archivio, dove si trovano catalogate 7 riviste massoniche in lingua italiana e 380 documenti appartenenti al Grande Oriente d’Italia e ad alcuni Corpi Rituali. Un altro fondo si trova nella Biblioteca Nazionale di Parigi.



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