Palazzo Giustiniani finisce ai massoni? Il Grande Oriente “sfratta” il Senato/Affari Italiani

La Cassazione dà ragione alla massoneria nella vicenda rilanciata la scorsa estate dal Gran Maestro Bisi durante “La Piazza” di Affaritaliani

Incontri, convegni, trattative, consultazioni. Palazzo Giustiniani è il cuore della vita del Senato. Ma presto potrebbe cambiare proprietario e finire ai massoni. Proprio così. Come riporta il Fatto Quotidiano, “il Grande Oriente d’Italia, la più antica e corposa ordinanza massonica del nostro Paese, può festeggiare: grazie al ricorso appena accolto dalla Cassazione, il Goi potrebbe presto vedersi riconosciuto il diritto di disporre di Palazzo Giustiniani, sua vecchia sede nel centro di Roma e da ormai parecchio tempo di proprietà dello Stato, che lì può vantare uffici, aule e residenze nella disponibilità del Senato”. La questione era stata peraltro riaperta proprio durante La Piazza dello scorso agosto, la kermesse di Affaritaliani ideata e condotta dal direttore Angelo Maria Perrino. Edificio acquistato nel 1911 dal GOI che “venne preso a forza di bastonate dal regime fascista”. E dopo la Liberazione “facemmo una causaper rientrare in possesso”, raccontava il Gran maestro Stefano Bisi a Ceglie Messapica durante la lunga intervista concessa al direttore di Affari Perrino. L’inizio di una lunga trattativa sfociata in un accordo nel 1988 con l’allora presidente del Senato Giovanni Spadolini.

Nell’accordo con Spadolini, ricorda il Fatto Quotidiano “si stabilisce che lo Stato avrebbe mantenuto laproprietà dell’immobile, concedendone però una parte – circa 140 metri quadri – al Goi che lì avrebbepotuto realizzare il museo della massoneria italiana. L’accordo con Spadolini resta però lettera morta ecosì il Grande Oriente procede le sue battaglie legali, il cui ultimo atto è appunto di due giorni fa,quando la Cassazione mette un punto fermo”.

La Corte Suprema ha annullato la sentenza del Consiglio di Stato che affermava la giurisdizione del Giudice Ordinario sulla materia. Tradotto: secondo la Cassazione, a occuparsi della questione deveessere il Tar, non il Tribunale. Che succede, quindi? Risponde il Fatto Quotidiano: “Che se il Goiproseguisse la sua battaglia di fronte ai tribunali amministrativi, ora potrebbe arrivare davvero ameta”



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