I 250 anni dalla nascita di Beethoven. Ricordando la lezione al Vascello di Quirino Principe sull’Inno alla gioia

Si stanno per concludere le celebrazioni per i 250 anni dalla nascita di Ludwig van Beethoven. L’anno giubilare si è aperto ovviamente a Bonn, l’ex capitale della Germania dell’ovest dove il genio nacque il 16 dicembre 1770, che mori a Vienna il 25 marzo 1827. Ricordiamo in suo omaggio l’ inedito percorso alla comprensione dell’Inno alla Gioia, espressione melodiosa di pace e fratellanza, proposto dal musicologo Quirino Principe durante le celebrazioni del XX Settembre 2018 che si tennero nel parco del Vascello. Un’esperienza davvero unica tra musica, storia e poesia. Un viaggio ermeneutico e anche magico  sulle note e le parole dell’ode che il poeta e drammaturgo tedesco Friedrich Schiller scrisse  nell’estate del 1875 e che è conosciuta  in tutto il mondo per essere stata usata da Ludwig van Beethoven come testo della parte corale del quarto e ultimo movimento della sua Nona Sinfonia.

Si tratta di una lirica nella quale la gioia è intesa non certo come semplice spensieratezza e allegria, ma come risultato a cui l’uomo giunge seguendo un percorso graduale, liberandosi dal male, dall’odio e dalla cattiveria. L’inno dunque appare una marcia gioiosa, luminosa e festosa nella sincera speranza che possa accompagnare l’Uomo nel corso della vita….

Nel 1972 il Consiglio d’Europa ha adottato il tema di Beethoven come proprio inno (privo del testo scritto). Nel 1985 lo stesso ha fatto l’Unione Europea.  Il brano nel linguaggio universale della musica, vuole esprimere gli ideali di libertà, pace e solidarietà. “Come l’opera mozartiana Die Zauberflöte è, per eccellenza, l’opéra maçonnique nella storia del teatro musicale d’Occidente –  spiego’ Principe- così la Nona Sinfonia di Beethoven è per eccellenza, nel genere sinfonico, il supremo omaggio reso dal suo autore alla tradizione massonica. Lo mostrano gli eloquenti contrassegni musicali presenti nella partitura”.

“Ma lo sforzo di decifrazione – ebbe a sottolineare – è superfluo se consideriamo il Finale della Nona Sinfonia. Qui, il testo di Friedrich Schiller, affidato ai solisti e al coro, è dichiaratamente massonico. Da un lato, esso è interamente dominato dalle grandi idee di fratellanza universale, di concordia fondata sulla Ragione, di empatia sociale, di giustizia fondata sulla libertà di pensiero. Dall’altro, illustri immagini archetipiche sottolineano quell’appartenenza: le stelle, le costellazioni, il felice lancio di dadi affidato per metà al Caso (o al Destino) e per metà all’intelligenza umana, la sfera, il cannocchiale, la ente della verità…”

“Nel suo mirabile libro L’invenzione della Gioia, Alberto Basso – ha riferito il musicologo – esclude comunque Schiller dal novero dei Freimaurer affiliati e dichiarati, eppure è innegabile che sul testo schilleriano dell’ode An die Freude (originariamente An die Freiheit…!) abbia esercitato un’influenza decisiva il teorico di un’interpretazione interamente massonica della civiltà occidentale”. 

Quirino Principe, docente di  Drammaturgia musicale nell’Accademia per l’Opera di Verona, e Storia della Musica nell’ambito del Master di Editoria e Produzione musicale in atto presso l’Univerità IULM di Milano. Fra i suoi libri: Mahler (Rusconi, 1983), Strauss (ivi, 1989)¸ L’o-pera tedesca 1830-1918 (L’Epos, 2004), Musica (Electa, 2010), Wagner e noi: “Lohengrin” (Jaca Book, 2012), L’umano atterrito dal soprannaturale: “Tannhäuser” (Jaca Book, 2013), I quartetti per archi di Beethoven (Jaca Book, 2014), Musica, eco di Lucifero (GP Publ, 2016). Poesie: Il libro dei cinque sentieri (Scheiwiller, 1973, Premio “Sebeto” 1974), Aion, dopo Assenzio (Fiorina, 2016). È autore di molti melòloghi, tutti più volte eseguiti con lui stesso come voce recitante.. Autore di molti saggi e testi teatrali, traduttore d’innumerevoli testi poetici, narrativi e saggistici dal tedesco e da altre lingue, ha ricevuto numerosi riconoscimenti. E’ stato anche il curatore (1970) dell’edizione italiana del Signore degli Anelli di John Ronald Reuel Tolkien. Dal 1992, collabora al supplemento culturale del «Sole 24 Ore». Dal 2010, è titolare della rubrica “Classicblog” nella pagina finale del mensile «Classic voice» (Milano). Ha ricevuto nel 1996, dal presidente della Repubblica d’Austria, la Croce d’Onore di 1a Classe. Nel 2009 è stato nominato dal Presidente della Repubblica Italiana cavaliere “litteris et artibus”.



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