Gran Loggia 2022 “Scienza e Conoscenza”. Inaugurata la mostra di filatelia massonica dell’Aifm. Protagonista Mazzini, di cui ricorrono i 150 dalla morte, i Diritti Umani, la guerra ai confini con l’Europa

La Gran Loggia 2022 “Scienza e Conoscenza”, la massima assise annuale del Grande Oriente d’Italia, ha aperto  i battenti la mattina dell’8 aprile al Palacongressi di Rimini con l’inaugurazione da parte del Gran Maestro Stefano Bisi della tradizionale esposizione di filatelia massonica dell’Aifm.

Protagonista quest’anno la guerra ai confini con l’Europa, i Diritti Umani, e Giuseppe Mazzini, di cui ricorrono i 150 anni dalla morte avvenuta il 10 marzo 1872 a Pisa, al quale è stata dedicata una busta commemorativa con i simboli della Libera Muratoria, un francobollo con la sua effige e l’annullo Fdc, consegnata al Gran Maestro, ai membri della Giunta del Goi presente e ai rappresentanti delle 16 logge della Comunione dedicate al padre del Risorgimento italiano.

L’appartenenza alla Massoneria, in senso organico e attraverso una iniziazione rituale regolare  di Giuseppe Mazzini non è mai stata provata, come d’altra parte quella di un altro Padre della Patria, Camillo Cavour, ma è risaputo che i Gran Maestri dalla seconda metà dell’Ottocento fino all’avvento del fascismo che si susseguirono alla guida della Massoneria italiana continuarono a professare il culto della figura e del pensiero del genovese, considerato come l’incarnazione dei più alti ideali e di un’etica  di valore universale. A questo proposito il segretaio dell’Aifm Giuseppe Di Vincenzo ha fatto dono al Gran Maestro di un numero della rivista massonica Acacia del 1947 contenente un articolo in cui si sostiene che Mazzini fu iniziato in carcere a Savona e che raggiunse persino il 33 esimo grado del Rito Scozzese Antico e Accettato.

Carissimi Fratelli, un’immensa sventura ha colpito la patria e I’ Istituzione. Giuseppe Mazziniha cessato di vivere. L’Italia nostra piange sul feretro del più grande, del più amoroso dei suoi cittadini. L’Ordine massonico è immerso nel cordoglio per la perdita del più ardente suo Apostolo, del più prode e del più santo dei suoi figliuoli. In ogni cuore italiano è lutto e desolazione, e tutte le anime, sinceramente affezionate al pieno trionfo dei santi principi del vero e del bene, sentono la grandezza della sciagura che ci incolse e con pietoso affetto al caro Estinto mandano l’ultimo salve. Noi, Figli della Vedova, più che tutti, proviamo I’amaro vuoto che questa subita morte ha lasciato fra noi. La mestizia che occupa i nostri cuori deve con segno esterno manifestarsi, laonde tutte le Officine della Comunione prenderanno il lutto per sette sedute consecutive. E vi salutiamo col mesto amplesso di pace”.  Così l’allora Gran Maestro del Grande Oriente Giuseppe Mazzoni (1808 1880) annunciò la morte dell’uomo simbolo dell’unità d’Italia. Una data che il Grande Oriente, decise di inserire nel proprio calendario a suo ricordo ma anche nel segno di tutti i fratelli passati all’Oriente Eterno, a simboleggiare, nel rispetto di una antica tradizione, il momento in cui la vita e la natura, alla fine dell’inverno e in prossimità dell’equinozio di primavera, sconfitte le tenebre, rinascono.

Mazzini si spense a casa Nathan Rosselli, nel 1910 dichiarato Monumento Nazionale e trasformato in istituto storico nel 2002, sotto la falsa identità di George Brown. Vi era arrivato dalla Svizzera, dove viveva da diversi anni in esilio, in seguito al drammatico peggioramento delle sue condizioni di vita, ospite di Pellegrino Rosselli, antenato dei fratelli Rosselli e zio della moglie di Nathan. I funerali si svolsero nel pomeriggio del 14 marzo e vi presero parte migliaia di persone. La salma fu poi trasferita in treno a Genova, sua città natale, dove Mazzini  venne sepolto al cimitero monumentale di Staglieno.

Fu per merito del Gran Maestro Ernesto Nathan, mazziniano massone per eccellenza, che venne varata l’iniziativa dell’Edizione Nazionale degli scritti mazziniani e la figura di Mazzini divenne un retaggio indiscusso del Risorgimento e lo è tuttora. I suoi scritti sui doveri dell’uomo verso l’Umanità, verso la Patria, verso la famiglia, verso se stessi (domande che si ritrovano nel testamento spirituale al momento della iniziazione massonica) la difesa e la diffusione dei valori di Libertà, Uguaglianza, Fratellanza dimostrano quanto il pensiero di Mazzini sia stato vicino ai principi e ai valori massonici al di là di una sua formale iscrizione all’Ordine.



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