Ricordando la Gran Loggia 2019. L’allocuzione del Gran Maestro /Il video

L’uomo vitruviano proiettato sulle pareti. Le colonne gremite come non mai. Il sole, la luna, la fuga del pavimento a scacchi bianco e nero e sullo sfondo il richiamo suggestivo e potente alla Libertà, all’Uguaglianza e alla Fratellanza. Il 5 aprile di un anno fa nell’immenso salone allestito a tempio del Palacongressi di Rimini, in apertura della Gran Loggia 2019Tra Terra e Cielo” , Stefano Bisi tenne la prima allocuzione, che qui riproponiamo, del suo secondo mandato alla guida del Grande Oriente, rivolgendosi agli oltre quattromila fratelli presenti e ai tantissimi ospiti.

Un’allocuzione nel segno del senso misterioso della bellezza, scintilla del divino, che ha improntato la vita e l’opera del grande genio fiorentino Leonardo, al quale la Gran Loggia 2019 è stata dedicata e che scandisce il lavoro nelle officine dei liberi muratori.

Ecco alcuni stralci.

Abbiamo voglia di fare

“Permettetemi di iniziare questa allocuzione – esordì Bisi- con un forte ringraziamento rivolto ai miei fratelli dell’Ordine. Mi sento onorato dal fatto che mi avete rinnovato la fiducia rieleggendomi all’incarico di Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, una vostra libera scelta che mi inorgoglisce e che mi dà forza e coraggio. E dà forza e coraggio ai fratelli della Giunta. Vi promettiamo impegno e senso di responsabilità, pronti a nuove sfide da affrontare tutti insieme ben stretti nella catena di unione. Grazie, grazie, grazie a tutti di essere qui oggi e di partecipare alla Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia dove si respira un bel clima di grande armonia, di contagioso amore fraterno, di libertà e c’è in tutti noi la voglia di fare, di lavorare, di costruire qualcosa di bello e solido per il futuro della nostra Italia, dell’Europa e dell’Umanità”.

Siamo operai infaticabili

Ma il suo pensiero, insieme a “un forte abbraccio” è andato poi anche ai fratelli “che vivono in condizioni di disagio e sofferenza”. “… Dobbiamo continuare a lavorare bene anche per voi. Da veri, infaticabili, coraggiosi e tenaci operai del progresso e noi liberi muratori del Grande Oriente d’Italia siamo e dobbiamo metterci incessantemente all’opera per migliorare noi stessi e contribuire, giorno dopo giorno, al progresso di tutti. Si può ben dire che quello massonico è l’unico lavoro dell’Uomo che non si ferma mai e che non può fermarsi”. “Si è liberi muratori –ha rimarcato il Gran Maestro-  da Mezzogiorno a Mezzanotte e si continua ad esserlo anche quando si ripongono gli strumenti simbolici del mestiere e ci si immerge nella caotica vita di ogni giorno. Non dimentichiamolo mai”.

Sulle orme di Leonardo 

Poi il riferimento a Leonardo Da Vinci. “Questa Gran Loggia che si è aperta stamani ha come titolo Dalla terra al cielo a cui è stato abbinato il suggestivo simbolo dell’Uomo Vitruviano. Lo abbiamo scelto per celebrare il grande genio di Leonardo da Vinci ed anche per la sua stretta assonanza con quello che è il percorso singolo di ogni massone, un uomo che nel suo lungo e faticoso cammino di Libertà alla ricerca della Conoscenza e della Verità,  senza dogmi e senza tesi precostituite,  vive, lavora ed opera con le radici piantate sulla terra ma sempre guardando il cielo, le stelle, l’infinito, creati da quello che noi chiamiamo il Grande Architetto dell’Universo”. “C’è una bella frase – ha aggiunto Bisi- che racchiude il cammino dell’Uomo e in maniera particolare quello di tutti noi iniziati e che è altamente simbolica. Dice così: Una volta che avrete conosciuto, il volo camminerete sulla Terra guardando il Cielo, perché là siete stati e là desidererete tornare. Questo scriveva  500 anni fa, un grandissimo scienziato, ingegnere, inventore, filosofo, pittore, amante della Ricerca e della Conoscenza che  arrivò ad immaginare ed anticipare nel periodo del Rinascimento la tecnologia del futuro. E i suoi studi, i suoi disegni, anticiparono di secoli quello che sarebbe realmente accaduto. Le sue idee cambiarono radicalmente  il mondo. La sua sublime mente, tra le tante cose, partorì macchine volanti, a vapore, il doppio scafo, studiò il corpo umano e le stelle, l’energia solare e il movimento degli astri. Non ci fu campo in cui Leonardo non diede prova della sua straordinarietà”.. 

Guardando il cielo stellato

“Leonardo capì pure –ha proseguito Bisi- che la scienza senza la comprensione della natura umana era solo un gioco inutile e privo di significato. Non era un modo per  far uscire fuori il meglio dell’Umanità. Perché l’Uomo deve guardare alle stelle ed al cielo avendo migliorato se stesso e rispettando tutti. E le stelle non si posseggono. Si ammirano. Esse ci guidano e ci sono sempre. Anche sotto le nubi, quando la volta è coperta ma noi sappiamo che loro ci guardano e  illuminano lo stesso la via da seguire. Nella costruzione allegorica del Tempio c’è la chiave della nostra opera che non ha un punto di arrivo ma un continuo punto di ripartenza. E’ per questo motivo – ha riferito- che il Tempio per noi ha come copertura il cielo stellato. Altrimenti se ci fosse il raggiungimento prefissato e dogmatico di qualsiasi verità di parte non ci sarebbe per noi conoscenza e la coscienza sarebbe limitata. Ecco perché continuiamo a guardare le stelle. Noi questo cielo lo guardiamo tutti dalla terra, da lontano immaginando che possano anche esistere altre galassie, Infiniti mondi come postulò Giordano Bruno. E  l’Uomo è un piccolo essere nel Macrocosmo”.

 Non ci sono missioni impossibili

“Ma, per fortuna, nel nostro tempo ci sono pure uomini che sono andati in cielo ed hanno potuto vedere la terra dall’alto e le stelle da vicino; uomini straordinari come l’astronauta Paolo Angelo Nespoli che detiene, al momento, il record di permanenza per un italiano sulla Stazione spaziale internazionale, con ben 313 giorni a bordo nel corso di tre missioni. Quest’uomo coraggioso, orgoglio dell’Italia nel mondo  -ha annunciato Bisi- domani sarà qui con noi e con voi e ci parlerà dal vivo di terra e cielo, di come ha potuto coronare il suo sogno di bambino: quello di viaggiare nello spazio e di parlare alle stelle. La sua storia rappresenta un esempio ed è allo stesso tempo un monito per tutti gli uomini. Lo dico soprattutto ai ragazzi che vivono in quest’epoca fagocitatrice di sogni. Ecco, voi dovete prendere esempio da persone che sfidano il mondo, che non accettano l’idea che esistano missioni impossibili e che lavorano alacremente per realizzarle. Come ha fatto Nespoli. E ci sono tanti ragazzi che sfidano il mondo. tre nomi: Ramy, Adam e Niccolò, gli adolescenti che hanno salvato i loro coetanei nel bus che stava per essere incendiato. E Greta, la ragazzina che ci ha ricordato che è la natura che possiede l’uomo e non viceversa”.

Uomo fratello dell’uomo

“Ed è una sfida –ha proseguito il Gran Maestro-  anche quella di Michele Mirabella, che ogni giorno regala conoscenza e lezioni di saggezza attraverso un utilizzo corretto del mezzo televisivo. Ed è una sfida anche quella dello scrittore Gianrico Carofiglio, che sarà domani tra noi. Anche lui è un cercatore di verità. Perché di verità non ce n’è una sola. Pure noi massoni siamo dei grandi sognatori, dei cercatori di verità, e siamo astronauti che percorrono senza limiti di spazio e di tempo le rotte dell’interiorità e che vogliono elevarsi più possibile realizzando quell’eterno trinomio che recita Libertà, Uguaglianza, Fratellanza, tre grandi principi che rendono l’Uomo fratello dell’Uomo, di ogni Uomo”. “Perché l’uomo –ha ripetuto Bisi-  non è un’isola. Cinquecento anni prima della nota catena di supermercati lo disse il pensatore inglese John Donne. Noi diciamo che l’uomo è una penisola. Ma i legami, la madre terra, la lingua, i sogni, consentono a tutti di guardare verso l’infinito con gli stessi occhi e con le stesse speranze”.

Dobbiamo difendere la libertà

“Non esistono razze, non esistono uomini inferiori ad altri uomini – ha detto il Gran Maestro più volte interrotto dagli applausi- e non esistono né devono esistere violazioni dei diritti umani e ferocie contro persone o popoli ritenuti più  deboli o tali da essere sottomessi e sfruttati. La Libera Muratoria non è solo contemplazione del bello ma anche lotta al male, alle ingiustizie, ai vizi che avvinghiano l’uomo e impoveriscono la società nel corpo e nello spirito. Noi liberi muratori siamo consapevoli che non possiamo e non dobbiamo derogare ai nostri saldi principi e alla nostra Storia e che nessun rigurgito estremistico, nessun fenomeno degenerativo della democrazia potrà mettere il bavaglio alla più grande forza universale del libero pensiero e dell’Uomo libero sull’intero pianeta. Siamo persone pronte al dialogo, all’ascolto, alla tolleranza ed al confronto, tenendo nella mano destra un ramo d’acacia ma nella mano sinistra, simbolicamente, l’elsa della spada da sguainare contro coloro che hanno paura della nostra saldezza morale e del ruolo di custodi dei valori di libertà, eguaglianza e fratellanza. La nostra spada è la parola, la disponibilità al dialogo, la nostra spada è la legge; è la Costituzione della Repubblica italiana che ci consente di esistere. Siamo una libera associazione”.

Pronti a tutte le sfide

“Noi, uomini del Grande Oriente d’Italia  -ha assicurato Bisi- non arretriamo e non arretreremo mai di un centimetro nella salvaguardia dei diritti umani e costituzionali e siamo pronti alle sfide che ci attendono in un periodo di sonno della ragione. E per la libertà di tutti pronti a versare il nostro sangue. Fedeli alla Costituzione della Repubblica italiana, ai suoi articoli, a quella Carta che è testamento spirituale di centomila morti. Ne parlerà domani il presidente emerito della Corte costituzionale Giovanni Maria Flick con il giornalista Alessandro Barbano. Onorati di averli tra noi”. “I liberi muratori, se si guarda tutta la storia della Massoneria con mente serena e senza pregiudizi, sono riusciti – ha rammentato- ad essere sempre al passo dei tempi, ad anticipare le grandi sfide e le grandi tematiche che hanno caratterizzato le umane vicende. Uomini senza tempo ma nel tempo, che provano a non essere schiavi del tempo. Che riflettono, prima di pensare, come ci invita a fare lo scrittore Andrea Camilleri. La nostra odierna e più impegnativa sfida sarà quella di riuscire a non essere schiavi del nostro tempo, visto che a tanti livelli viviamo momenti travagliati e non si vede all’orizzonte il colore azzurro uniforme che unisce cielo e terra nel brillare del sole”.

Nubi grigie rischiano di diventare nere

“Noi vediamo in questo momento  – ha aggiunto Bisi- nubi grigie che rischiano di diventare nere e avvelenare più di quanto già non lo sia l’Umanità. L’enorme avanzata della scienza e della tecnologia sembra aver fatto scivolare negli abissi quei valori spirituali che restano e sono la parte più bella e elevata dell’Uomo.  Quell’Uomo inscritto nel quadrato e nel cerchio che è ben rappresentato nell’uomo Vitruviano. Noi intendiamo così la missione che ci vede perfettibili, una missione che per ogni singolo iniziato rappresenta un saldo monolite su cui si basa la sua fede negli uomini e di conseguenza nel migliorare il mondo anche nei suoi piani etici e politici”.

A presidio della società

“La Libera Muratoria  ha per natura e tradizione la vocazione a non occuparsi delle vicende politiche. Deve mantenersi sempre al di sopra dei partiti e dei movimenti di qualsiasi genere, conciliando e annullando le divisioni e le sperequazioni. Essa è un corpo speciale, costituito da uomini speciali a presidio della società”,  ha poi spiegato il Gran Maestro, rivolgendosi a tanti non massoni presenti e citando il  Capo dello Stato, Sergio Mattarella che recentemente ha sottolineato l’importanza delle rappresentanze sociali e dei corpi intermedi per il tessuto democratico della azione, dicendo che essi sono “realtà in cui i cittadini si riconoscono” e che  “la loro emarginazione, la loro attenuazione di ruolo rende più fragile la società ed espone maggiormente i cittadini ad essere vulnerabili rispetto alle incertezze, alle insicurezze e alle paure che inducono alla chiusura in se stessi”.

Noi siamo una soluzione positiva

“Noi questo ruolo – ha detto Bisi- lo esercitiamo dal 1805 e continueremo ad esercitarlo senza padroni, senza timori, senza flessioni. E’ un nostro diritto, è un nostro preciso dovere, una missione di grande responsabilità È forse per questa sua natura alta e nobile che talvolta la Libera Muratoria viene vista come un potere occulto che dà fastidio a chi vuol detenere quello vero. E, al di là di qualche errore del passato ampiamente riconosciuto e pagato a caro prezzo, viene tirata in ballo per sviare le masse dalle vere cause e problemi. Noi non siamo e non saremo un problema, siamo e dobbiamo essere una soluzione positiva e benefica per tutti coloro che hanno a cuore davvero il miglioramento dell’odierna liquida modernità. Un politico pensa alle prossime elezioni e uno statista alle prossime generazioni. Il politico pensa al successo del suo partito, lo statista a quello del suo Paese. Questa frase venne attribuita a De Gasperi ma in realtà è di un teologo americano del diciannovesimo secolo James Freeman Clarke. I politici attuali più che scrivere inutili e incostituzionali leggi per mettere al bando la Massoneria, costringendo parlamentari liberi e coscienti ad autodenunciarsi, ci lascino in pace e pensino a risolvere i problemi di milioni di cittadini. In Europa vi hanno già bacchettato. Stasera sono tra noi gli onorevoli siciliani Eleonora Lo Curto e Antonio Catalfamo. A loro va la nostra stima e il nostro applauso. A chi ci vuole male o con il cappio al collo, come ha scritto qualche tempo fa in un post un senatore della Repubblica, va invece tutto il nostro sdegno e la nostra determinata risposta di uomini liberi e moralmente forti”. 

Pronti a collaborare con le istituzioni

“Noi che non abbiamo pregiudizi e operiamo per il Bene comune – ha tenuto a rimarcare il Gran Maestro- potremmo solo essere grati a coloro che operano in posti pubblici e siamo pronti a cooperare al meglio. Perché nel nostro Ordine ci sono tanti uomini preparati ed illuminati che con il loro impegno possono aiutare l’Italia. Noi siamo pronti a collaborare con le istituzioni, con la magistratura. E da qui voglio ringraziare il magistrato di Trapani Maurizio Agnello, che in riferimento alla recente inchiesta a Castelvetrano, ha detto che non era una loggia massonica, ma un’associazione segreta che ingabbiava la vita dei cittadini. E ringrazio anche il procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri, il quale ha detto ‘noi indaghiamo sulla Massoneria illegale’. E il Grande Oriente d’Italia è la Massoneria legale. Ma il nostro compito primario e ineludibile, la nostra azione quotidiana è e sarà l’elevazione spirituale di ciascun individuo, fattore senza il quale il progresso dell’Umanità non è raggiungibile. Ecco perché – ha ribadito- continueremo sino all’ultimo atto del nostro cammino a percorrere lo scacchiere bianco e nero del Tempio con umiltà e saggezza. Sempre capaci di innalzare templi alla virtù e di scavare oscure e profonde prigioni al vizio. Orgogliosi di guardare al Cielo dalla Terra e un giorno diventare noi stessi radiose stelle fra le stelle”.

La metafora del cavallo nel pozzo  

Poi il Gran Maestro ha voluto raccontare una bella e significativa metafora. “Un giorno –ha detto- il cavallo di un contadino cadde in un pozzo. Non riportò alcuna ferita, ma non poteva uscire da lì con le sue proprie forze. L’animale si dibatteva e nitriva disperato. Allora il contadino, pensando che il cavallo era già molto vecchio e non serviva più a niente, e che anche il pozzo ormai era secco, prese una decisione crudele. Chiamò i suoi vicini perché lo aiutassero a interrare vivo il cavallo. Ciascuno di loro prese una pala e cominciò a gettare della terra dentro il pozzo. Il cavallo non tardò a rendersi conto di quello che stavano facendo. Ma  con sorpresa di tutti, dopo che ebbero gettato molte palate di terra, si calmò e prese a scuotere via dal dorso la terra  e a salirvi sopra ma mano che si accumulava sotto le zampe. Così, in poco tempo, il cavallo riuscì ad arrivare alla bocca del pozzo, passare sopra il bordo e fuggirsene via finalmente libero. Ecco, la vita ti getta addosso molta terra, soprattutto se tu sei già dentro ad un pozzo. Per uscire dal pozzo bisogna scrollarsi la terra di dosso e salire sopra di essa, adoperandola per fare un passo verso l’alto… In questi anni avete provato a farci piangere. In alcune occasioni ci siete anche riusciti, vampiri emotivi – ha detto il Gran Maestro- Ma ci avete sottovalutato . E soprattutto avete sottovalutato i tanti cittadini che guardano al Grande Oriente d’Italia con attenzione e rispetto. Ho detto che hanno provato a farci piangere. E qualche lacrima l’abbiamo versata davvero. Ma padre Enzo Bianchi ci ricorda che ognuno di noi, con le sue lacrime segrete, innaffia una rosa che solo lui coltiva e conosce nel segreto del suo cuore: gli altri non vedono la rosa ma ne sentiranno il profumo. E chi in questi giorni viene a Rimini per conoscerci questo profumo lo sente. Lo sente forte. Vola insieme all’aquilone che sa volare contro vento.  È il profumo della libertà. È il profumo della Bellezza. È il profumo della Fratellanza. E’ il profumo della Giustizia. E’ il profumo dell’Amore., E’ il profumo della Libera Muratoria.  Viva l’Italia. Viva il Grande Oriente d’Italia”.



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