Gran Loggia 2018. L’allocuzione del Gran Maestro

Amati fratelli, gentili signore e signori,  a tutti voi che siete venuti qui da ogni parte d’Italia e dall’estero va il mio affettuoso saluto. Un forte abbraccio a coloro che vogliono essere “Liberi di Conoscere” ed a tutti quelli che vogliono essere “Liberi di conoscerci” e di vivere per qualche giorno la Libera Muratoria senza pregiudizi. Siete tutti i benvenuti a questa Gran Loggia di Rimini.

Voglio fare una dedica speciale a un bambino: si chiama Edo. Ha 14 anni, vive a Prato. E’ un bambino autistico. Il suo contatto con il mondo è un tandem, anzi era un tandem, una bici speciale. Era… perché gliela hanno rubata, proprio nella giornata dell’autismo.  Il padre Umberto ha lanciato un appello ai ladri: “Riportate il tandem a Edo”. Speriamo anche noi nel loro buon cuore. Ma non preoccuparti Edoardo. Il tandem te lo regaliamo noi. Perché nella vita, nel mondo, ci sono tanti uomini cattivi, ma c’è anche chi prova ad essere buono. Noi vogliamo provare ad essere buoni. Grazie Edoardo del dono che ci fai”.

Abbiamo intitolato questo incontro “Liberi di conoscere” e con l’immagine del cannocchiale di Galileo Galilei. Crediamo che sia una bella metafora per parlare di un’antica istituzione che tramanda da trecento anni i principi di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza, e di un’aspirazione – la Libertà – che ancora oggi non tutti gli uomini possiedono nelle sue molteplici forme.

Finché un uomo pensa è libero. La libertà di pensiero è dunque il bene più grande che l’uomo ha a disposizione, ed è la cosa più importante da coltivare per noi massoni. È la prima pietra, il primo mattone da cui partire per diventare veramente persone libere e costruire il nostro percorso di conoscenza.

Quella conoscenza che è libertà e quella libertà che è allo stesso tempo conoscenza. Non si tratta di un gioco di parole ma di una riflessione che deve farci pensare e introdurci nella vastità del tema prescelto e farci ragionare sull’immensità di queste due parole, libertà e conoscenza, che costituiscono due vere e proprie colonne per noi iniziati e per l’uomo contemporaneo alle prese con una serie di cambiamenti epocali.

Noi massoni siamo convinti che partendo dall’evoluzione interiore di ognuno di noi – attraverso un profondo e duro lavoro che ci porta innanzitutto alla necessaria e doverosa conoscenza di noi stessi – si possano estrarre dalla più profonda e insondabile caverna umana le pietre più preziose che ognuno di noi ha dentro. E così, una volta tirate fuori, utilizzarle saggiamente per edificare e trasformare l’intera Umanità in un mondo nuovo e migliore in cui essere realmente liberi di pensare, di crescere, di poter scegliere, di agire, di sognare, di amare gli altri e noi stessi.

Per natura e inclinazione siamo da subito uomini Liberi di conoscere. Entrando in questa Comunione moriamo alla profanità, a tutto quello che abbiamo fatto in precedenza nella vita sociale e ripartiamo verso una nuova vita fatta di intensa spiritualità, di continuo e gravoso lavoro su noi stessi per sgrossare quella che chiamiamo pietra grezza. Così ci liberiamo della materialità, dei tanti, troppi ego, e senza certezze, fra un dubbio, un doloroso inciampo e una coraggiosa risalita, avanziamo nel nostro cammino che ci offre la possibilità di scoprire nuovi orizzonti e nuovi pianeti nella nostra anima, nella nostra mente e nel cuore, aprendo con misura le punte del compasso.

Come Galileo Galilei, che sfidò la Santa Inquisizione, anche noi idealmente teniamo in mano quel suo bellissimo cannocchiale raffigurato come simbolo di questa Gran Loggia e lo utilizziamo per guardare il cielo trapunto di stelle che abbiamo nelle volte dei nostri templi e per esplorare liberamente la nostra madre terra da Oriente ad Occidente. Quel magnifico cilindro con le lenti ci ha fatto e ci fa guardare molto lontano nei secoli ed ancora ai giorni nostri. Ci ha fatto sognare, ci ha tolto dei dubbi e ci ha fornito nuovi e affascinanti motivi di ricerca. Perché la vita e il cammino dell’uomo è e dev’essere stimolato da una continua ricerca, senza di essa la vita sarebbe incredibilmente piatta e piena di dogmi e realtà precostituite.

Noi non vogliamo ne’ i primi ne’ le seconde. E’ per questo che con una straordinaria prova di coraggio abbiamo deciso un giorno di diventare liberi muratori, anelli forti e interminabili di una catena d’unione universale che non può essere soggetta a rotture o spezzata da iniqui denigratori o dai persecutori della nostra Grande Opera. Trecento anni di storia e le tantissime imprese firmate dai massoni per migliorare il mondo, per assicurare Democrazia e progresso, sono la nostra migliore e indistruttibile magna charta in cui è inciso a chiare lettere il nostro meraviglioso Dna e le nostre incomparabili finalità.

Certo, in qualche parte del mondo, in Venezuela ad esempio, ed anche in Italia, da qualche anno, c’è qualcuno che ci vuole marchiare e rendere la vita difficile. Si sono messi in testa che la Massoneria deve essere sottomessa in qualsiasi modo. Lo fanno perché hanno paura di noi, del nostro ruolo etico nella Società che ci è riconosciuto da chi vede  nelle nostre attività i valori fondanti della Repubblica Italiana, come ha detto pure la presidente dell’Umbria  Katiuscia Marini, la presidente della Regione Umbria,. A questo antidemocratico modo di agire e di postulare ineffabili e sempre più spesso errati teoremi ci siamo opposti e ci opporremo in attesa della sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo in merito al sequestro degli elenchi, una sentenza sulla quale nutriamo fiducia per il principio di difesa della libertà d’associazione che sempre perseguiremo.

I nostri denigratori sappiano utilizzare in futuro opportunamente “il ben dell’intelletto” come disse Dante. Noi massoni siamo fortemente fieri di esserlo – lo abbiamo dimostrato con grandi risultati lo scorso primo marzo aprendo i templi che sono stati visitati da migliaia di persone in tutta Italia – e vogliamo continuare ad essere uomini Liberi di esistere e di dire a tutti la nostra meritoria azione a favore dell’umanità. E’ un nostro sacrosanto diritto. Perché la libertà, il libero pensiero non si possono ingabbiare per favorire biechi populismi, sistemi politici, regimi o dittature. Noi diciamo ad alta voce che non si può e non si deve imbavagliare la libertà di associazione. Lo fece il Fascismo e sappiamo tutti come finì. Si cominciò dalla Massoneria ma ben presto la libertà finì per tutti. Alcuni lo vorrebbero fare ancora oggi, provando a riesumare quelle orrende e vergognose leggi di un periodo nerissimo per la storia italiana e la Democrazia. Non ci riusciranno. Non ci fermeranno. La Libera Muratoria che ha forti radici e il cui seme continua a germogliare rigoglioso per la bellezza della sua opera universale non ha paura di dover lottare ancora una volta per difendere la propria esistenza e continuare ad essere una grande e radiosa luce per l’Umanità.

Noi siamo l’antidoto, il vero e potente anticorpo contro tanti mali dell’attuale società e del mondo. Noi siamo l’antidoto alla mafia. Il nostro modo di agire e di pensare è il contrario di quello della malavita organizzata.

Libertà, Uguaglianza e Fratellanza sono principi alti, senza colore, senza razza, razza un termine anacronistico che ormai va cancellato dalla Costituzione della Repubblica italiana e che spero pure noi cancelleremo già domani dalla costituzione del Grande Oriente d’Italia.

Libertà, uguaglianza e fratellanza sono valori che nessuno può mettere in discussione e pensare di eliminarli. Noi siamo dalla parte della senatrice a vita Liliana Segre, deportata da bambina in un campo di concentramento, che vuole togliere la parola razza dalla Costituzione. Per lei, fanciulla, si chiusero le porte delle scuole e oggi si sono aperte quelle del Senato. Felici, noi massoni, che possa sedersi in quegli uffici di palazzo Giustiniani che appartennero al Grande Oriente d’Italia e che il fascismo ci prese con la forza e la Repubblica non ci vuole ridare, nemmeno in minima parte. Ma la partita non è finita. Alla neo presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati  rivolgiamo un rispettoso augurio di buon lavoro. Nel discorso di insediamento ha ricordato “le eroine del Risorgimento che hanno combattuto a fianco di tanti nostri fratelli ”. E penso a Cristina Trivulzio Belgioioso, alla “giardiniera” Ernesta Bisi.  Spero che la presidente del Senato voglia porre fine allo scippo di Palazzo Giustiniani.  E da Rimini, un abbraccio forte, fraterno, affettuoso all’ultimo copritore, all’ultimo custode di Palazzo Giustiniani, a Mario Sacconi. Pochi giorni fa ha perso l’amatissima e inseparabile moglie. Mario, ti voglio bene. Ti vogliamo bene. I fratelli ti vogliono bene. Non sei solo.

E in quel palazzo, a noi molto caro, la senatrice a vita Liliana Segre porterà la voce della libertà e dei suoi compagni di sventura. Anche di Nedo Fiano, pure lui internato ad Auschwitz. A quest’uomo, a questo nostro fratello Gran Maestro Onorario,  inviamo un saluto affettuoso e deferente. Lo incontrai dieci anni fa a Siena, all’Accademia Chigiana, e in quel salone, dove risuonano le note dei più grandi musicisti del mondo, parlò della sua vita di deportato. Il suo grido “Mai più, mai più,  mai più” risuonò forte e chiaro. Non lo dimenticherò mai. Non lo posso dimenticare.

Noi massoni siamo e vogliamo essere Liberi di partecipare. “La libertà è partecipazione”. Come cantava Giorgio Gaber. Perché la libertà non è stare sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone. La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”.

Anche la Massoneria è libertà e partecipazione. Siamo e vogliamo essere Liberi di esprimere le nostre idee, le nostre molteplici visioni del mondo. Siamo e vogliamo essere Liberi di lottare e anche di arrabbiarci perché, pur facendo nostro il principio di tolleranza che ci contraddistingue, anche noi siamo uomini in carne ed ossa con le nostre passioni e le nostre debolezze che devono essere equilibrate affinché prevalgano le virtù. Ma il richiamo che facciamo a noi vorremmo che valesse anche per gli altri. Anche per chi, presuntuosamente, crede di non inciampare mai.

Siamo e vogliamo essere Liberi di sognare un’Italia migliore ed un mondo migliore per noi e per chi verrà dopo di noi. Siamo liberi di aderire a qualsiasi progetto possa essere necessario ed opportuno perché la Nazione possa crescere. E non è sicuramente escludendo senza alcun valido motivo i massoni dalle liste dei candidati alle elezioni che si fanno un buona politica e gli interessi dell’Italia. Crediamo che ogni cittadino – e il libero muratore è un cittadino come gli altri – abbia il diritto e il dovere di partecipare alla vita pubblica e di concorrere a cariche istituzionali senza essere colpito da infamanti etichette e da assurdi pregiudizi. Pregiudizi che siete liberi di avere. Se proprio non ne potete fare a meno. Fate pure. Voi che non sbagliate mai, che avete soluzioni per tutto. Voi che avete soluzioni per tutto. Voi infallibili, fate pure. Considerateci folli. Ma “solo chi è così folle da credere di cambiare il mondo lo cambia davvero” diceva Baden Powell. Ridete pure al pensiero che la sera ci mettiamo il grembiule e i guanti bianchi, che accendiamo le candele, che facciamo “strani segni” con le mani e con le braccia. Ci volete internare? Ci volete massacrare? Ci volete uccidere? E poi, quando ci avrete ucciso… rinasceremo. Risorgeremo. Non ci fermerete. Il nostro labaro glorioso è sempre lì. E’ bagnato dalle lacrime, dal sudore, dal sangue ma noi non abbiamo dovuto cambiare il nome per stare al passo con i tempi. I nostri valori sono immortali. Quelli dei nostri denigratori…. non so. Veniamo da lontano, andremo molto lontano. Gli altri non so. E poi, anche noi siamo “stellati”. Addirittura abbiamo più stelle di tutti. Quelle che stanno sopra di noi nei nostri templi, sono come quelle dell’universo. Ce lo ricordano i pulcini della squadra di Norcia: “Nessun mostro ci potrà disunire perché quando tramonta il sole si accendono poi le stelle”. Sotto le nuvole ci sono sempre le stelle a indicarci un cammino. E noi liberi muratori abbiamo un compito addirittura più impegnativo di fronte alla nostra coscienza. Per ciascuno di noi la politica rappresenta ricerca di giustizia umana e sociale, dialogo, tolleranza, diritti a beneficio non di pochi ma di tutti i cittadini. Noi non attentiamo al bene comune, come ci accusa il segretario della Conferenza episcopale. Noi vogliamo il bene comune. Non siamo per il bene di pochi ma vogliamo il bene di tutti, di tutti gli uomini.

E lo sapeva bene Arnaud Beltrame, il nostro fratello francese che si è fatto prendere come ostaggio da un terrorista per salvare la vita di una donna. E’ morto, ma il messaggio della sua azione non morirà. Ha dato la vita, la sua vita, perché nel tempio aveva imparato a considerare la possibilità che un giorno avrebbe potuto essere chiamato a versare il suo sangue per una causa giusta. E salvare la vita degli altri, per un libero muratore, è una causa giusta. Eppure, per alcuni, in Italia, Arnaud non si sarebbe potuto candidare in Parlamento. E non avrebbe potuto dimostrare il suo eroismo, perchè per alcuni, in Italia, non avrebbe potuto fare il poliziotto. Leggi, leggi, vogliono riproporre leggi liberticide. E allora, alziamoci in piedi, rispondiamo così e  con tutto il nostro vigore gridiamo tre volte ad altra voce: Onore, fratello Arnaud. Onore fratello Arnaud. Onore fratello Arnaud. La catena d’unione non si è spezzata.

La storia della fratellanza universale e del Grande Oriente d’Italia ci racconta del sacrificio di tanti uomini, finiti al confino come il gran maestro Domizio Torrigiani, o trucidati, come Giovanni Becciolini, perché non volle consegnare agli squadristi l’elenco dei fratelli fiorentini. La storia ci parla di uomini impegnati a risolvere i grandi problemi della moderna collettività. Molti erano nostri fratelli. E la storia di questa Nazione è fatta anche da amministratori locali, liberi muratori, che hanno operato per il bene delle loro città e ancora oggi sono ricordati per quello che hanno fatto. E non penso solo a Ernesto Nathan, sindaco di Roma, ma anche Aldo Ducci ad Arezzo, Lando Conti a Firenze, Guido Monina ad Ancona, Canzio Vannini a Siena. Ed è qui tra noi, come maestro venerabile, Mario Valentini, sindaco di Perugia all’inizio degli anni Novanta. Difese con tutte le sue forze il diritto di appartenere al Grande Oriente d’Italia in consiglio comunale. “Il massone non tremola” dice il fratello Mario, in coro con un altro amato sindaco di Perugia, il libero muratore e gran maestro onorario Giorgio Casoli. E non dimentichiamo, e gli rivolgiamo un caro saluto, Giovanni Memola, che è stato primo cittadino a Bari.

Noi massoni dobbiamo e vogliamo quindi essere Liberi di aderire, di solidarizzare, di condividere le scelte e le rotte necessarie a migliorare e rilanciare l’amata Patria. Ma al tempo stesso vogliamo custodire la nostra libertà interiore, che è ancora più bella perché sofferta, conquistata, ottenuta con sudore e sacrificio. La libertà di costruire il tempio interiore nel segreto del proprio intimo. Noi siamo come una squadra di calcio: alla fine del primo tempo nello spogliatoio entrano solo l’allenatore e i giocatori. Nel segreto dello spogliatoio si preparano, riprendono le forze, si caricano. Poi vanno in campo. I tifosi applaudiranno o fischieranno. Per i liberi muratori il tempio è il nostro spogliatoio, l’umanità è il nostro campo sportivo. Giudicateci, se volete, per quello che facciamo nel mondo. Continuate ad avere pregiudizi, se proprio volete, ma ricordate che gli uomini, ogni uomo, e quindi anche un libero muratore, non possono rinunciare a porsi le domande esistenziali nel segreto del proprio intimo. Conosci te stesso, prima di tutto.

La libertà che nasce dalla conoscenza è la Libertà di non sapere, di non avere certezze. Stephen Hawking, lo scienziato che ci invitava a guardare le stelle e non i nostri piedi, sperava sempre di non avere conferme dei risultati scientifici proprio per cercare di scoprire ancora.

Più si conosce e più ci si accorge di non sapere. E questo ci spinge a voler conoscere di più, ma anche alla necessaria critica di ogni verità precostituita. Il nemico più pericoloso della conoscenza non è l’ignoranza ma l’illusione della conoscenza. E in giro ci sono troppi illusi della conoscenza. Sentitevi pure liberi di non essere d’accordo con noi, con la nostra ritualità, con il nostro modo di essere, ma non potete chiuderci la bocca. Siamo liberi e senza mordacchia. Il nostro compito è “di riunire ciò che è sparso” e non di dividere come, purtroppo, stanno facendo da tempo tanti altri. E anche questa nostra Italia è e deve essere una e una sola. Il Nord, il Sud sono solo convenzioni. Sono punti cardinali e nulla più. Credo che i tanti fratelli che sono morti, versando il loro sangue per unire l’Italia si rivoltino nella tomba al pensiero che possano esistere più Italie. Non era questo questa la motivazione  per cui hanno lottato nel Risorgimento. E, credo, che sia stata la stessa cosa per i tanti massoni che hanno contribuito a costruire la Repubblica. Per noi l’Italia resta una ed indivisibile e non ci può essere una parte più alla luce e l’altra nell’oscurità. Una più ricca ed una più disagiata. Di diseguaglianze ne sono state create troppe.

Dopo mesi di polemiche, di tanti scontri e di pochi ragionamenti, credo sia giunta l’ora, e qui mi rivolgo a chi ha a cuore la Nazione, che ci si interessi di essa con un solo obiettivo: quello di volere il bene dell’Italia e dei suoi cittadini.

L’interesse unico è valorizzare la Cultura, valorizzare al meglio e fare conoscere al mondo le tante bellezze artistiche e paesaggistiche, l’immenso patrimonio che questa Nazione ha, affinché possano dare lavoro, occupazione. Lavoro. Un pensiero alle vittime dei tanti, troppi incidenti.  Nessuno deve essere lasciato indietro e nessuno merita di essere illuso.

Dobbiamo far diventare la Cultura un diritto. Cultura è ripartire investendo sulla scuola, una vera ricchezza: ridare dignità agli insegnanti e sostenere gli studenti. Una scuola che educhi alla responsabilità, in cui i professori non vengano legati dagli studenti e picchiati o derisi. Una scuola che non lasci indietro nessuno e sviluppi i talenti di ognuno e faccia crescere lo studente. Una scuola delle idee e delle nuove risorse. Noi del Grande Oriente d’Italia abbiamo voluto premiare – come facciamo in tante zone della penisola – gli studenti delle zone terremotate di Marche e Umbria.  A Macerata e Norcia abbiamo distribuito 100 borse di studio proprio per incoraggiare questi ragazzi che hanno studiato in aree a rischio e con la paura. Hanno studiato mentre crollavano palazzi e strade, mentre morivano amici e familiari. Ma il discorso va oltre, perché la Libera Muratoria del Grande Oriente d’Italia sa benissimo che se non si fa qualcosa per togliere dal torpore la Scuola e darle slancio e impulso tutto sarà inutile. Una Nazione che non produce intelligenze e le incentiva è morta. Quindi ai ragazzi ma anche agli insegnanti dico: Non vi fermate davanti agli ostacoli, non fatevi rubare il futuro. Noi ci siamo. Forse siamo solo una fiamma che illumina un piccolo spazio ma ci siamo. Anche un fiammifero, nel buio della notte, illumina più del sole.

Fate Cultura e siate anche voi liberi di conoscere. La Cultura è progresso, sviluppo intellettuale, sociale, economico, scientifico, giuridico. E la cultura, l’intelligenza ci aiuteranno a intervenire per l’integrazione di chi arriva da lontano per sfuggire alla guerra o alla fame poco importa. Un tema caldo e sensibile che investe le coscienze dell’Europa e non può essere solo un problema italiano. Anche qui c’è bisogno di un atteggiamento che sappia conciliare l’accoglienza con la capacità e le possibilità di accogliere. Il mar Mediterraneo non può farci sentire l’odore dei morti ma il profumo del sale, il rumore dolce delle onde, il calore del sole.

Il lavoro da fare è ancora lungo, consapevoli che le ondate migratorie non si fermeranno mai – è il destino del mondo – e con queste dobbiamo fare i conti. Ma proviamo ad abbattere i muri, quelli che sono nei nostri cuori, che ci dividono da chi è diverso da noi.

Penso anche a quello che c’è da fare nel campo dei diritti civili ed umani. Che amarezza pensare che il governo si è costituito per difendere una legge del 1930 sull’aiuto al suicidio. Io sono dalla parte di Cappato.  Un lavoro che non finirà e noi sappiamo bene cosa significhi il muro incompleto che si trova all’interno dei templi. Così come sappiamo che non dobbiamo mai abbassare la guardia per difendere l’idea di libertà e il principio di tolleranza. Noi iniziati non dimentichiamo le parole di Voltaire: “Volere e agire sono precisamente la stessa cosa che essere libero… È certissimo che ci sono uomini più liberi di altri, per la stessa ragione che non siamo tutti in egual misura intelligenti e robusti. La libertà è la salute dell’anima; pochi la possiedono intera e inalterabile”.

La libertà di essere liberi dipende da noi, dal nostro comportamento, dal nostro volere. Carissimi fratelli e compagni di viaggio, continuiamo a lavorare e navigare liberi e con fiducia verso l’orizzonte. Continuiamo a percorrere incessantemente la via iniziatica come abbiamo promesso. Cerchiamo con consapevole bellezza la nostra Itaca come ha scritto con sublimi parole il poeta greco Costantino Kavafis.

Sentite cosa ha detto: “Sempre devi avere in mente Itaca – raggiungerla sia il pensiero costante. Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull’isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca. Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo sulla strada: che cos’altro ti aspetti? E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso. Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare”.

Il “bel viaggio” è quello iniziatico, la “via” che tutti noi abbiamo deciso di compiere, il cammino che in centinaia hanno deciso di intraprendere proprio negli ultimi mesi, quando la furibonda aggressione che ci è stata fatta poteva sconsigliare questo passo. E la nostra Itaca è idealmente anche l’isola della Libera Muratoria. Se faremo tutti gli sforzi,  essa alla fine ci premierà con i suoi tesori. Anche io ho un sogno come Martin Luther King. Con la bussola, guardando le stelle e con il cannocchiale di Galilei, forse un bel giorno Itaca farà apparire  tutta la sua straordinaria bellezza e dubbi si dissiperanno e saremo stanchi ma felici, finalmente liberi di conoscere la verità che sarà sempre la penultima. E il viaggio continuerà. Anche controvento, se così sarà. Ma continuerà all’insegna di una parola che noi pronunciamo oggi e sempre con coraggio, con fierezza, con determinazione, con amore: libertà, libertà, libertà!

Grazie a tutti, viva il Grande Oriente d’Italia!!!

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3 commenti a “Gran Loggia 2018. L’allocuzione del Gran Maestro

  1. Discorso eccezionale. Al di la dei riferimenti prettamente Massonici, non vorrei esagerare, ma non credo, potrebbe essere un allocuzione di un capo di stato, per l’analisi esaustiva dei veri problemi e criticità della nostra Nazione. Poi mi fa molto piacere che venga usata la parola Patria e Nazione, mentre nel cosi detto “politicamente corretto” si usa il termine “paese”decisamente riduttivo e direi infelice. Complimenti vivissimi

  2. Un discorso forte ed ampio: da statista? Forse si! Bene per le parole Patria e Nazione desuete nella attuale censura del “politicamente corretto”. Una sola personale aggiunta alle consapevolezza delle umane, naturali ondate migratorie: non si può e non si deve pensare solo ai migranti e dimenticarsi degli aborigeni. Regolamentazione è la parola giusta. Altrimenti rispuntano le odiate parole razza e razzismo.
    Carissimo Stefano, una bellissima allocuzione, spero proprio di sentirti ancora per gli anni a venire.

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