Gran Loggia 2018. “Attacco alla democrazia, attacco alla Massoneria”

“Liberi di Conoscere”, la Gran Loggia 2018 del Grande Oriente d’Italia  ha aperto i battenti con l’inaugurazione della mostra organizzata dal  Servizio Biblioteca  “Attacco alla democrazia, attacco alla Massoneria. Il piano dell’Asse”, 32 pannelli più uno introduttivo, ma anche fotografie , stampe, ritagli di giornale e volumi d’epoca che documentano gli attacchi sistematici subiti dalla Massoneria dalla fine dell’Ottocento alla seconda guerra mondiale, vere e proprie offensive  che culminarono in azioni violente, anche sul piano legislativo, promosse dai governi dell’Asse e che causarono la dispersione delle logge massoniche e dei loro esponenti in territorio europeo. . Offensive che hanno tutte avuto, come è stato sottolineato dal Gran Bibliotecario Bernardino Fioravanti  e dal Gran Maestro Aggiunto Santi Fedele, uno stesso, preciso schema. Il fascismo in Portogallo, in Spagna, in Italia e poi il nazismo in Germania hanno tutti  avuto un unico denominatore: l’iniziale richiesta degli elenchi dei liberi muratori, descritti ufficialmente sempre come incompleti e falsi, l’assalto alle logge,  poi  il varo di leggi massonicide, la feroce persecuzuione dei liberi muuratori e infine la sospensione di tutte le libertà per tutti. “E’ sicuramente la più bella mostra finora organizzata dal Servizio Biblioteca”, ha commentato il Gran Maestro Stefano Bisi, dopo il taglio del nastro.

AntimassonismoScheda:

Le fasi dell’antimassonismo sono diverse e la scelta del Servizio Biblioteca di far partire l’esposizione dall’ultimo ventennio del XIX secolo è motivata dall’importanza di documentare la prima grande mistificazione che ha per oggetto la Massoneria. Si tratta della cosiddetta “demonizzazione” alimentata dai lavori di Leo Taxil e di Diana Vaughan (personaggio immaginario, frutto della fantasia di Taxil) che all’epoca ebbero grande successo, soprattutto in Vaticano. I testi di Taxil trovano ancora oggi estimatori, nonostante l’infondatezza dei contenuti poi sconfessati dallo stesso autore. Leo Taxil, pseudonimo di Marie Joseph Jogand-Pagès, ex massone, dopo essersi convertito al clericalismo, “svelò” i misteri della Massoneria, i suoi presunti rituali  e fu, per dodici anni, animatore della lega Anti-massonica sostenuto dall’ambiente clericale al quale, anni prima, lui stesso aveva rivolto attenzioni con testi diffamatori: La Bible amusante, La Vie de Jesus, Les Debauches d’un confesseur, Les Pornographes sacrés: la confession et les confesseurs; Les Maîtresses du Pape.

Dalla demonizzazione taxiliana si passa poi a un attacco congeniato sul piano culturale. Siamo agli inizi del Novecento e “L’Idea Nazionale, giornale fondato, tra gli altri, da Luigi Federzoni nel 1911, si rivela un valido strumento di campagna antimassonica. Nelle sue pagine troviamo attacchi feroci contro la Libera Muratoria con numerosi articoli sui pericoli di una sua infiltrazione nell’esercito, nella magistratura, nella politica, nella scuola e nelle pubbliche amministrazioni.

Ma qual è lo scenario dell’epoca? In Italia, alla fine della prima guerra mondiale, l’antimassonismo cattolico si incontra con quello nazionalista e poi fascista mentre i socialisti massimalisti propongono un antimassonismo che considera la Massoneria, per loro istituzione borghese, un ostacolo alla “vera” rivoluzione, quella proletaria. Già nel  congresso di Ancona del 1914 avevano fatto votare l’incompatibilità tra il partito socialista e l’adesione a una loggia massonica e nella polemica per l’intransigenza ideologica e contro la Massoneria si era distinto Benito Mussolini, battagliero direttore dell’Avanti!. Anche l’Internazionale comunista, nota come Terza Internazionale, si era allineata su queste posizioni e affrontò nel suo secondo Congresso del 1920 (anche su spinta della delegazione del Partito socialista italiano) la “questione della Massoneria”, vista appunto come organizzazione politica della borghesia. Nel terzo congresso del 1921, Trotsky, poi diventato il più accanito nemico della Massoneria oltre che di tutte quelle componenti del movimento operaio non in linea con il bolscevismo, propose e fece approvare l’incompatibilità tra l’iscrizione alle logge massoniche e l’adesione ai partiti membri dell’Internazionale.

Sul piano culturale gli attacchi alla Libera Muratoria italiana proseguirono con l’avvento del Fascismo e la nascita del regime. Nel 1925 fu ripubblicata l’inchiesta giornalistica sulla Massoneria, con una prefazione del deputato e filosofo nazionalista Emilio Bodrero, poi sottosegretario all’Educazione nazionale, per “supportare” la famosa legge del 26 novembre 1925 sulla “Regolarizzazione dell’attività delle Associazioni e dell’appartenenza alle medesime del personale dipendente dallo Stato”, meglio nota come “legge contro la Massoneria”. La legge disponeva il licenziamento dei dipendenti pubblici iscritti ad “Associazioni  operanti, anche solo in parte, in modo clandestino o occulto o i cui soci fossero comunque vincolati dal segreto”. Sempre nel 1925, uscì l’opera in due volumi di Alessandro Luzio intitolata: “La Massoneria e il Risorgimento italiano”, dove l’autore negò il ruolo svolto dai massoni nel Risorgimento, esaltando, al contrario, il contributo della Carboneria e facendo emergere le divergenze tra le due organizzazioni.

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Pubblicazione in epoca fascista

In Italia la campagna diffamatoria contro la Libera Muratoria fu durissima: venne avviata una vera e propria caccia al massone, molte sedi furono distrutte o sequestrate (basti ricordare la confisca legalizzata della sede nazionale di Palazzo Giustiniani e il riparo in esilio del Grande Oriente d’Italia) e i dirigenti messi al confino e licenziati dagli incarichi pubblici.

Anche per Hitler l’Ordine massonico si presentò un ostacolo. Un’organizzazione universale di uomini liberi uniti da vincoli di fratellanza non era immaginabile all’interno del Terzo Reich e l’attacco in Germania fu sferrato con un piano ben stabilito colpendo inizialmente gli ebrei. Nel Mein Kampf Hitler, basandosi sui “Protocolli dei Savi di Sion” notoriamente falsi, aveva formulato la tesi del “pericolo ebraico”, secondo la quale esisteva una cospirazione ebraica con l’obiettivo di ottenere la supremazia nel mondo. Successivamente, egli portò l’opinione pubblica a credere che la Massoneria fosse composta quasi esclusivamente da giudei e che comunque fosse al loro servizio. Le logge tedesche furono chiuse senza troppe proteste.

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Copertina del libro di Francisco de Luis, pubblicato nel 1934, raffigurante un massone incappucciato che tenta d’impadronirsi della Spagna

La congiura “giudaico-plutocratica-massonica”, rappresentata nella mostra, fu, dunque, un tema caro ai grandi totalitarismi del Novecento. In Spagna Hitler e Mussolini trovarono un alleato nel generale Francisco Franco che annientò nel sangue la Libera Muratoria spagnola. Conclusa la guerra civile con la vittoria di Franco, la legislazione antimassonica si chiuse con la legge del 1° marzo 1940 dal titolo “Legge per la repressione della massoneria, del comunismo e altre società segrete che seminano idee disgregatrici contro la religione, la patria e le loro istituzioni fondamentali e contro l’armonia sociale” che di fatto, come rileva lo storico Santi Fedele, sancì la morte civile dei massoni. Anche il Portogallo di António de Oliveira Salazar dichiarò guerra alla Libera Muratoria sopprimendola nel 1935.

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Esposizione massonica al Petit Palais, Parigi, 1940

Nei paesi invasi dalle truppe dell’Asse, le Comunioni massoniche non subirono una sorte migliore; i dirigenti furono arrestati, le sedi e gli archivi saccheggiati, i registri degli associati sequestrati, le biblioteche interamente trasportate in Germania, i fondi confiscati. Molto di questo materiale servì a scopo propagandistico e fu utilizzato nelle esposizioni anti-massoniche, come quella di Parigi del 1940.

Freemasonry in Europe, The Masonic Service Association, November 1945

Per ricostruire le drammatiche vicissitudini della Libera Muratoria europea durante l’occupazione nazista risulta assai prezioso il rapporto intitolato “Massoneria in Europa” (oggi ripubblicato dall’editore Mimesis con prefazione del Gran Maestro Stefano Bisi e saggi del Gran Maestro Aggiunto Santi Fedele e di Mauro Valeri) stilato dal Comitato inviato in Europa, nell’agosto del 1945, dall’Associazione Massonica americana. Il Comitato fu appoggiato direttamente dal Presidente degli Stati Uniti Harry S. Truman, già Gran Maestro del Missouri, e aveva l’obiettivo di indagare le condizioni della Massoneria nei paesi distrutti dell’Europa, raccogliendo informazioni di prima mano da portare davanti alle Grandi Logge degli Stati Uniti d’America e poter pianificare aiuti concreti alle Grandi Logge colpite. Dal rapporto emerge l’esistenza di un  piano dell’Asse per distruggere la Massoneria come baluardo della difesa della democrazia.



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