Goi, nel segno della cultura per decifrare la realtà che ci circonda. Tre importanti iniziative del Servizio Biblioteca. La lettera del giornalista Politi al Gran Maestro

Negli ultimi sei mesi il Servizio Biblioteca del Grande Oriente d’Italia ha organizzato cinque incontri online. Si è iniziato il 17 novembre 2020 con il convegno “Da Ipazia a Filelfo, un’antica tradizione può salvare il mondo” con Silvia Ronchey (visionabile al link: https://youtu.be/TlSu6eafCpo), è seguito il 3 dicembre il seminario interno riservato ai fratelli del GOI sul Grado di Compagno Libero Muratore e successivamente l’11 dicembre c’è stata la presentazione del volume “I Quattro maestri” del filosofo Vito Mancuso (visionabile al link: https://youtu.be/RwFWvOGQ99Y). Il 18 febbraio è stato organizzato un altro seminario interno riservato ai Fratelli che ha approfondito le origini e l’evoluzione del Grado di Maestro e sabato scorso, 10 aprile, si è tenuto il dibattito “Guarire la società. Pandemia e rinascita” (visionabile al link: https://www.youtube.com/watch?v=-qSpa9MPWpo)

I dibattiti si sono rivelati un’occasione preziosa di dialogo per comprendere meglio la realtà che ci circonda. In quest’ottica, con il consenso dell’autore, vi proponiamo la lettera di Marco Politi al Gran Maestro Stefano Bisi.

Egregio Gran Maestro Stefano Bisi,

la ringrazio per l’attenzione che ha voluto dedicare al mio libro “Francesco, la Peste, la Rinascita” con il convegno “Guarire la Società. Pandemia e Rinascita”. E colgo l’occasione per ricordare che senza l’impegno appassionato del dr. Fioravanti e della Biblioteca GOI l’incontro non sarebbe stato possibile.

Jorge Mario Bergoglio è il leader che per primo ha posto a livello internazionale la questione del tipo di società da ricostruire “dopo”. Dopo il disastro di una pandemia che ha già provocato cento milioni di poveri in più e soprattutto sta accrescendo drammaticamente le disuguaglianze.

Papa Francesco – e lo dico con l’occhio dell’osservatore laico – è da sempre fautore del confronto con tutte le religioni e correnti filosofiche proprio perché crede che si sia “Fratelli tutti”. E in questo senso considero interessante il dibattito, che lei ha concluso citando il bisogno di “riveder le stelle” secondo l’esclamazione di Dante.

Perché arrivare al parto di una società più inclusiva e dallo sviluppo sostenibile implica l’esigenza di affrontare una molteplicità di tematiche: etiche, giuridiche, sociali, economiche, psicologiche. Ne abbiamo avuto un saggio nel dibattito del 10 aprile.

Francesco sostiene che da una crisi come questa non si esce uguali, ma “o peggiori o migliori” e il professor De Masi ha chiosato commentando che a suo parere “i migliori diventeranno migliori e i peggiori diventeranno peggiori”.

Basta già questo per misurare la grandezza del compito che sta dinanzi a chi pensa al dopo.

Preparando la relazione al convegno, mi ha colpito una frase dell’illuminismo massonico, tratta dagli Antichi doveri. L’esigenza di impegnarsi per il “perfezionamento dell’uomo e della famiglia umana”. Ho trovato che incrociava un concetto base della dottrina sociale della Chiesa, di cui mi occupo per professione: il concetto di “bene comune” e di “famiglia umana” su cui sono intervenuti ripetutamente i pontefici degli ultimi decenni.

Vuol dire che il dialogo fra le diverse correnti di pensiero può aprire molte strade.

Con i più cordiali saluti

Marco Politi



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